Romeo e Giulietta

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'Your Romeo '

'Il tuo Romeo '
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CHRIS POW

Quel pomeriggio,quando rientrai a casa trovai mia madre ad aspettarmi
sulla soglia,con una mano piantata sul fianco e un piede che picchiettava sul
pavimento. Ero nei guai?

-signorina dobbiamo parlare - mi immobilizzai,lo sapevo -seduta-
Merda.

-Chris cosa succede? Mi sto seriamente preoccupando- aggrottai le
sopracciglia

-insomma,si. Torni a casa tardi, non si sa mai dove e con chi sei. Non chiami
più Keisey - abbassai lo sguardo grattandomi la nuca. Era vero, avevo bisogno di tempo per dimenticare ciò che aveva detto a Justin, non riuscivo a mandarlo giù.

-E la cosa più grave..- disse frugandosi nella tasca - è che...ho trovato questo-
Mi sventolò un foglietto davanti al naso

-ora te lo leggo Chris. C'è scritto:
"Ringrazia che ti ho dato solo un paio di calci. Muori
sfigata" -

Il mio cuore prese a battere e mi maledissi per non averlo bruciato. Justin.
Era un messaggio che mi aveva lasciato nell'armadietto quando mi tormentava.
Fui colta dalla paura che mia mamma potesse vedere i lividi che avevo sul corpo così tastai alle mie spalle in cerca della felpa ma lei lo notò comunque

- Chris cosa sono quei segni? Quel ragazzo ti ha picchiata?- urlò e io mi
limitai ad abbassare lo sguardo

-parla Chris dannazione! - scossi il capo cercando di impedire alle lacrime di
scorrere e mi nascosi dietro la mia chioma scura

-bene, allora lo prendo per un si. D'ora in poi ti è proibito vedere quel ragazzo!-

"Chris reagisci, te lo sta portando via" mi dissi.
No,aspetta non poteva impedirmi di vederlo,adesso soprattutto.

- vaffanculo! - gridai tra le lacrime e subito dopo il rumore della sua mano sul mio viso riecheggiò nel grande salone.
Mi alzai diretta verso la porta quando mia madre gridò

- domani arriveranno tuo padre e tuo fratello, vedi di darti una regolata-

Sbattei la porta alle mie spalle e corsi in giardino.
Mi sedetti sul dondolo.
Bene aggiungiamo alla lista un altro fottuto problema.
Mio padre e mio fratello vivevano in Italia da un sacco di tempo e ci
venivano a trovare raramente a causa del lavoro.
I miei erano separati ma erano in ottimi rapporti per fortuna.
Mio fratello,beh si chiamava Max e aveva 17 anni come....come Justin.

Justin. Come avrei fatto a stare senza vederlo..

Avevo promesso di aiutarlo, che ci saremmo aiutati a vicenda.
E si sa, una promessa è una promessa.

JUSTIN POW

Quella ragazzina, Chris. Mi stava letteralmente facendo impazzire.
Non mi poteva piacere.
'E poi chi vorrebbe mai avvicinarsi a me?' pensai massaggiandomi le tempie.
Forse tenevo a lei perché era l'unica che aveva avuto il coraggio di rivolgermi la parola dopo che la voce che io fossi un assassino si era già diffusa.
Insomma,dopo l'accaduto ero sparito dalla vita della mia fiamiglia, mettendomi di conseguenza contro i miei fratelli.
Tutti mi odiavano,tranne mio nonno Bruce.
Avevo comunque bisogno di lei. Di qualcuno con cui poter parlare ed essere semplicemente me stesso, forse era questo che mi piaceva di lei. Era fatta come me
Sospirai afferrando il cellulare

A Chris
Al parco per le 15? Ti prego ho bisogno di aiuto con letteratura e poi voglio
vederti. J

CHRIS POW

Dopo una buona mezz'ora tornai in camera mia è mi buttai sul letto

Da Sconosciuto
Al parco per le 15? Ti prego ho bisogno di aiuto con letteratura e poi voglio
vederti. J

Un brivido mi attraverso leggendo quella J.
Lo salvai nella rubrica

A Justin
Non posso. Mia madre mi ha chiusa in casa.

Da Justin
Scappa. Ti prego

A Justin
Okay. A dopo

Corsi in bagno e feci una doccia alla velocità della luce.
Avevo saltato il pranzo ed erano le 14 perciò dovevo muovermi.
Infilai un paio di shorts blu e bianchi un po' particolari,una maglia bianca
stampata, una giacchetta di jeans, una sciarpa ed un paio di stivaletti neri con
i lacci. Lasciai i capelli sciolti e mi truccai davvero poco, giusto per nascondere
i lividi.
Alle 14:30 ero vestita e stavo uscendo dalla finestra.
Alle 15 ero già sdraiata sul prato ad aspettare Justin.
Cercai di godermi le carezze dei raggi del sole sulla pelle quando vennero coperti da un ombra scura

-Parcker,vedo che ti sei già accomodata- ecco che ricominciava a fare lo stronzo.
Mi ricomposi e mi alzai a guardarlo: indossava un paio di pantaloni rossi a
vita bassa, un paio di Supra bianche e la maglia dello stesso colore, giacca di
jeans e capelli perfetti.

-gelato?- mi chiese
-si-

****

-hai preso il gelato di Spongebob- ridacchiai nervosamente mentre lui mi avvolse il braccio attorno alle spalle provocandomi un brivido e poi mi fece accomodare sull'erba.
Tirò fuori da uno zainetto,che non avevo nemmeno notato,un piccolo libro

-devi studiare letteratura giusto?-

- si- disse lasciando cadere il libro

-Romeo e Giulietta! - gridai

- tutte stronzate. L'amore non esiste chiaro?- annuii evitando il suo sguardo
per paura di fargli tornare in mente Emily

-vuoi continuare a fare il filosofo o studiare?- me ne uscii così -dai io sono Giulietta e tu fai Romeo -

-cosa? Te lo scordi !- sbraitò

-lo vuoi imparare o no?- sbuffò e annuì lasciandosi cadere sull'erba a pancia in giù. Ridacchiai

JUSTIN POW

Chris mi indicò la battuta e iniziammo.
Lei assunse un aria disperata e buffa mentre si portava la mano alla fronte

- O Romeo Romeo, perché sei tu Romeo ?!-

-ma che cazzo di domanda ....- sussurrai divertito,provocandole un attacco di risata.
La guardai un attimo ridere, era così dannatamente bella, maledizione.

-le nostre famiglie sono nemiche Giulietta ma il mio amore per te è inevitabile-

Le presi la mano accarezzandola e la sentii irrigidire per un istante.

-ti amo Romeo - sussurrò con un fil di voce

-anche io Giulietta- diedi un ultima occhiata al copione,mi avvicinai a lei
facendo combaciare le nostre labbra e assaporando le sue per pochi secondi

-mi hai baciata?- chiese con gli occhi quasi spalancati

-beh, si c'è scritto nel copione-

-ah si-si certo il co-copione- rispose imbarazzata, abbassò lo sguardo mentre strappava nervosamente qualche ciuffetto d'erba qua e là

-pensavi davvero che ti avessi baciata di mia spontanea volontà? - mi uscì una piccola risatina che non avevo programmato

-perché no scusa- disse con aria di sfida

-perché dai tu sei.....tu- mi maledissi mentalmente per quello che avevo
appena detto.

Cazzo ora mi avrebbe odiato

We are UNBREAKABLEDove le storie prendono vita. Scoprilo ora