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Pov Eun

Mi svegliai il mattino successivo, comodamente stesa sul materasso del piccolo camper e coperta da un leggero lenzuolo bianco.
Al mio fianco c'era Jisung ancora addormentato, rivolto verso la parete della piccola sala.
Mi saltarono subito alla mente i ricordi della notte prima, e imbarazzata mi stiracchiai silenziosamente, alzandomi poi dal letto diretta verso la piccola cucina.

Preparai una piccola colazione per entrambi con quel poco che trovai nel mini frigo.
Aprii la porta del camper per prendere una boccata di aria fresca mentre sorseggiavo il the caldo che mi ero fatta poco prima.

Quando lo finii decisi di portare al ragazzo ancora dormiente sul letto, la colazione, composta da qualche biscotto e un caffè, disposti su un vassoietto colorato che avevo miracolosamente trovato in mezzo alle cianfrusaglie nella cucinetta.

Lo poggiai accanto a lui, e dandogli un bacino sulla fronte, lo svegliai delicatamente.
Lui stropicciò in modo carino gli occhi gonfi di sonno con una mano, e poi sbadigliò.

"Ho per caso le visioni?" rise guardandosi intorno.
"Buongiorno anche a te scemo" ridacchiai
"Graziee" disse dandomi un bacino sulla guancia, ringraziandomi per la colazione appena portata.

Presi i vestiti ancora sparsi nella sala pronta per andare a cambiarmi nel bagno quando il ragazzo richiamò la mia attenzione.
"Dopo la notte scorsa ti vergogni nel vestirti davanti a me?" mi prese in giro.
"Affatto caro, è che il mio corpo è qualcosa che non si può vedere tutti i giorni, sennò ci fai l'abitudine" risposi a tono.
Il ragazzo sbuffò. "Come sei picciosa" brontolò poi.

Mi diressi così in bagno, e dopo essermi vestita velocemente, ero pronta per affrontare una fantastica giornata al fianco del ragazzo che amavo.

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Dopo aver passato una mezz'oretta per sistemare le nostre cose, io e Jisung scendemmo finalmente dal camper, diretti verso il laghetto nel bosco, con l'intenzione di fare una passeggiata tranquilla in mezzo a quel posto tranquillo.

Fianco a fianco e con il sorriso sulle labbra, camminammo silenziosamente verso il piccolo specchio d'acqua, fino ad arrivare alla riva.

Osservai il prato verde e rigoglioso, ricoperto da un tappeto di piccole margherite, e la superficie scura e calma del lago ricoperto per la maggior parte dalle foglie ellittiche delle orchidee

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Osservai il prato verde e rigoglioso, ricoperto da un tappeto di piccole margherite, e la superficie scura e calma del lago ricoperto per la maggior parte dalle foglie ellittiche delle orchidee.
Il suo colore lasciava vagamente trapelare la fauna al suo interno, rivelando piccoli pesci e girini.
Rimasi affascinata alla vista di tutto ciò, non rendendomi nemmeno conto che il ragazzo al mio fianco aveva lo sguardo rivolto verso di me, mentre si godeva la mia reazione a tutto ciò.

Non ero abituata a uscire fuori città, e il fatto di stare a contatto con la natura mi faceva sentire viva come noi mai.
Possedevo un legame con quest'ultima che era davvero complesso da esprimere con semplici parole.

In tutto ciò sentii la mano del moro sfiorare la mia, facendo sì che il flusso di pensieri si interrompesse, portandomi alla realtà.
Lo guardai nei suoi grandi occhi color pece, posando subito dopo lo sguardo sulle sue morbide labbra.
"Perché non smetti di sorridere per nemmeno un attimo" chiese sedendosi sul prato con le gambe incrociate.
"Perché sto bene qui" risposi semplicemente imitando la sua azione.
"Vuoi venirci più spesso?"
"Lo stai chiedendo perché vuoi un altro appuntamento con me o perché ti piace condividere questo posto?" chiesi stupidamente.
"Forse entrambi." rispose facendo spallucce "chi lo sà" sorrise continuando.
"eddai scemo" dissi mettendo un piccolo broncio, tirandogli un leggero schiaffetto sul petto.
Solo in quel momento mi accorsi di quanto i nostri corpi fossero vicini, e sembrò lo stesso anche per lui dato che il suo viso sembrò rilassarsi mentre con le sue braccia muscolose cinse i miei fianchi.
Una sensazione di pace mi avvolse, facendomi sentire bene con me stessa e con il mondo.
Alzai delicatamente il mio viso per guardare meglio il moro negli occhi, chiudendoli poco dopo, per poi sentire poggiare sulle mie labbra un bacio leggero.
Sorrisi inconsciamente quando il ragazzo si allontanò, e riaprii gli occhi.
"Come sei romantico mr.Han" sussurrai prendendolo in giro mentre sprofondavo nuovamente in un suo abbraccio.
"Se non ti piace puoi sempre dirmelo signorina Han" rispose sorridendo furbescamente mentre mi stringeva.
"Non sono mica tua moglie caro" gli risposi alzando nuovamente lo sguardo verso di lui.
In risposta mi cacciò la lingua, facendomi poi un buffetto sul naso.
"Molto maturo, soprattutto da una persona di quasi vent'anni" alzai gli occhi al cielo ascoltando la sua risata.

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Dopo aver passato un oretta al lago, decidemmo di tornare verso il camper, con l'intenzione di andare a casa.
"Purtroppo la gita finisce qui cara Eun" sorrise malinconico il ragazzo al volante.
"Non importa, è stato tutto così perfetto" risposi dandogli un bacino sulla guancia del moro, che girò subito le chiavi e accese il motore, per poi iniziare a guidare il camper.

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Una volta in strada sentii la mano di Jisung cercare la mia.
Le nostre mani erano intrecciate mentre parlavamo del più e del meno.
Osservando il panorama fuori dal finestrino, fui colta da una domanda da parte del moro al mio fianco, che mi destabilizzò da quel senso di calma e quiete che si era creato in me.
"Sei pronta per i campionati Eun? Sai che manca poco?"
"Certo che lo so" risposi sentendo un buco nel petto aprirsi poco a poco.
"Tutto bene, ho detto qualcosa che non dovevo dire?" chiese preoccupato, notando che l'espressione sul mio viso non era più rilassata come poco prima.
"No no, è tutto ok, sto bene" risposi.
"So che hai ansia, è del tutto comprensibile, ma sappi che nessuna è superiore a te"
"Ora non esageriamo" sussurrai, ma il moro sentì le mie parole ugualmente.
"Guarda che dico davvero! Hai quasi più forza di me, non sto scherzando!"
Sospirai preoccupata.
"So che qualsiasi cosa ti continuerò a dire sarà come aria al vento"
"Forse"
"Ma penso che tu debba credere un po' di più in te stessa e nelle tue capacità" continuò
"A volte ci provo, ma non è così semplice sai?"
"Provaci di più allora" disse accostando il camper davanti casa mia.Ero così assorta nella conversazione che non mi ero neppure accorta che eravamo arrivati.

Sospirai.
"Me lo prometti?" chiese.
"Ci proverò di più" risposi scocciata.
"Quando ci rivedremo?" gli chiesi subito dopo, prima di scendere dal camper.
"Basta un messaggio, dieci minuti al massimo e sono qui, lo sai già."
"Grazie di tutto Jisung, sei perfetto" lo ringraziai schioccandogli un bacio sulla guancia, e sorridendo, chiusi la portiera, per poi salutarlo, entrando dal portone senza aspettare la sua risposta dato che era nel pallone.

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Angolo autrice-

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Angolo autrice-

Volevo scusarmi con tutti i lettori per aver fatto uscire questa parte in ritardo relativamente agli altri capitoli, ma sto avendo problemi con la scuola.
E' molto probabile che il prossimo capitolo non uscirà subito, e per questo mi dispiace davvero molto.
Volevo ringraziare chi sta seguendo questa ff, perché è una storia che ho davvero a cuore, e vorrei chiedere a ognuno di voi, se vi va, di lasciare un piccolo parere nei commenti.
Detto questo vi ringrazio e vi saluto.
A presto <3

Only you//Han JisungDove le storie prendono vita. Scoprilo ora