[COMPLETA]
Dove Eun e Jisung si incontreranno in una semplice palestra di judo nella periferia di Seul e conoscendosi dopo vari malintesi si faranno spazio ognuno nel cuore dell'altra.
Dalla storia:
"Perché?" chiese improvvisamente con fare infasti...
Il primo film era appena terminato e finalmente rivolsi lo sguardo al ragazzo accanto a me che inaspettatamente dormiva in modo molto profondo.
Guardai l'orario che segnava le 20.00 di sera.
Sospirai e mi alzai per andare a riscaldare nel microonde le pizze che aveva portato qualche ora prima il bello addormento. Mangiai una patatina aspettando il beep del microonde. Qualche minuto dopo suonò, e corsi a prendere il cibo ormai caldo. Portai tutto sul tavolino davanti al divano e cercai di svegliare delicatamente Jisung. I suoi occhi si aprirono lentamente. Con uno scatto fulmineo mi tirò dal polso buttandomi su di lui. "Sei sporca qui" disse passando un dito sulle mie labbra. Il contatto visivo tra i nostri occhi non venne interrotto nemmeno quando mi accorsi di essere arrossata fino alle stelle. Mi intrappolò tra le sue braccia interrompendo tutto quello che stava accadendo tra i nostri sguardi.
"Se non riesci a liberarti entro venti secondi mi devi dare un bacio." disse il moro. "Sulle labbra." puntualizzò poi. "Yaa! Non ci penso proprio" esclamai cominciando a muovermi cercando di scappare. Tutto quello che feci si rivelò inutile, perché non riuscii a liberarmi nonostante misi in uso tutta la mia forza. Sbuffai. I venti secondi erano passati da un pezzo. Jisung mi guardò soddisfatto e picchiettò con il suo dito sulle sue labbra. "Mmh" "Smettila di lamentarti, prima lo fai e meglio è"
Mi avvicinai lentamente e mi bloccai a pochissimi centimetri dal suo viso. Sentivo come se avessi un blocco che non mi faceva avvicinare maggiormente. Ad azzerare la distanza tra le nostre labbra fu lui, che gettandosi su di me diede il via a un bacio casto e leggero che durò più del dovuto.
Quando il mio cervello riprese un minimo di lucidità, mi staccai, e gjardandolo negli occhi, arrossì violentemente.
Lui mi guardò attentamente. "Scusa..." Lo guardai con uno sguardo interrogativo.
"Non dovevo forzarti in questo modo a baciarmi... Perdonami davvero. Ho pensato solo a me stesso, mi dispiace"
"Ei davvero non ti preoccupare...e poi non è stato così male..." risposi timidamente sorridendo.
Vidi i suoi occhi illuminarsi.
"La pizza?" chiese cambiando discorso.
"Eccola" indicai il tavolino davanti a noi. "Mangiamo che sto morendo di fame" "Anch'io" sorrisi ancora.
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