Lei era propio di fronte a lui di spalle, appoggiata con tutto il suo peso alla balaustra del terrazzo che stringeva fortemente tra le mani, come a trovare il coraggio in sé stessa per ritornare in mezzo a tutto quel caos.Si mosse appena ed ora lui poteva osservarla meglio , nel profilo delicato e pensieroso rischiarato dalla pallida luce lunare.
Era assorto ad ammirare le
piccole nuvolette di vapore uscire dalle labbra di lei , così vicine quanto agognate.
Sul viso gli sembrò di intravedere il luccichio di una furtiva lacrima...si stava forse ingannando?
Poi le si mosse repentinamente e fece per tornare indietro dentro la sala quando si imbattè in lui e si ritrovarono inaspettatamente faccia a faccia.
André deglutì forzatamente, cercando di calmarsi mentre il suo
cuore aveva già cominciato una corsa impazzita,e la sua ragione ,una guerra contro i sensi per non prenderla e baciarla appassionatamente lì sul posto.
"Mio Dio quanto sei bella Oscar , più bella di qualsiasi ricordo la mia mente ed il mio cuore hanno custodito come sacra reliquia per tutto questo tempo"
Questo voleva dire André, ma si limitò ad un inchino accennato, lei lo guardò fissamente e lui ad un tratto la vide quasi vacillare.Lo stava guardando con un'espressione bizzarra, una imperscrutabilità improvvisa le velava lo sguardo, poi bruscamente lei voltò la testa presentandogli il suo profilo perfetto come quello di una dea greca.
Si voltò poi a squadrarlo ed i suoi bellissimi occhi ora apparivano tristemente spenti.
Sembrava che l 'inferno l'avesse risucchiata direttamente in una voragine che le si era aperta improvvisamente sotto i piedi.
Con voce malferma, tentando di darsi un tono più sicuro disse:
《Buonasera, voi siete il marchese de Fresson non è vero?》
Era così pallida e magra , gli occhi ora leggermente lucidi brillavano come scaglie di uno specchio ormai infranto e spento.
André fece un cenno affermativo con la testa e si avvicinò di un passo a lei, ah quanto avrebbe potuto stringerla a sé e non lasciarla andare mai più!
Il suo profumo tenue ma familiare riscosse in lui emozioni profonde e sconvolgenti che a stento riusciva a controllare.
Lei era nervosa, non l'aveva mai vista così fragile e spaesata
《Mi scusi, mi hanno detto che ha perso in parte la voce...io sono Oscar François de Jarjayes, insieme ad un amico abbiamo salvato vostra moglie la marchesa dal rogo》
Chinò la testa mormorando 《purtoppo il mio amico è rimasto ferito a morte nell' incendio, io non riesco a darmi pace per non essere riuscita a salvarlo》
Un respiro profondo a riprendere fiato
《Vi prego di scusarmi ora, mio padre mi attende》Lui poteva sentire tutto il suo dolore ,perché era il medesimo che spaccava in due il suo cuore.
La vide inciampare su un gradino e non si rese conto di fare un gesto avventato , la prese per un polso e la sostenne per la vita portandola vicino a lui.Attraverso quella scura maschera ,Oscar intravide lo scintillìo di uno sguardo stranamente familiare e ne rimase turbata per tutta la restante serata, ricordando un 'altra mano serrargli il polso solo poco tempo prima , la sensazione familiare riecheggiò nella sua mente confusa per i giorni a seguire diventando ben presto una dolce ossessione, uno strano turbamento a cui lei non riusciva a dare un senso compiuto.
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Inferno (flammes de Paris)
Fanfictionl'inferno ti penetra dentro senza lasciarti scampo.