Lentamente i due draghi planano nelle distese di Ametiste, si lasciano alle spalle il profilo tagliente di Wind; la popolazione sembra sollevata nel vedere gli aggressori andarsene senza aver sterminato tutto e la città è rimasta più o meno integra fatta eccezione per l'obelisco e i danni causati dalla sua caduta.
Draghi e demoni non si curano di ciò, la loro meta è lontana e risparmiano energie lasciandosi trasportare dalle correnti aeree che le loro immense ali tagliano come coltelli affilati; correggono solo la rotta, di tanto in tanto, con qualche battito alare. Come la prima traversata anche la seconda è tranquilla seppur rimangano sempre all'erta, invero stavolta non incontrano sentinelle.
"Che ne dici, non si vede anima viva." Belial sembra quasi deluso.
"Ormai sanno cosa vogliono, i fuggiaschi avranno avvisato ogni città sacra, non sprecheranno soldati o maghi per intercettarci, ci aspetteranno al varco." Lanthis sembra rassegnata all'idea. "Prepariamoci a resistenze maggiori di quelle incontrate fin ora, adesso sanno che possiamo abbattere i guardiani, angeli, maghi e tutto quello che incontriamo. Ci hanno preso sottogamba fin ora, un errore che non rifaranno."
"Non importa, li abbatteremo tutti e riporteremo i miei figli a casa." Aldebaran è ormai di poche parole, l'ansia per i figli, la rabbia per il rapimento l'hanno reso il drago taciturno, feroce e rabbioso di un tempo. Belial gli dona qualche pacca sul collo, il demone percepisce e comprende appieno la reazione del compagno, così come Lanthis e Rasglad non interferiscono.
Il mondo sotto di loro continua a cambiare, mutevole sotto gli influssi delle città sacre che plasmano la terra secondo l'elemento che le contraddistingue. Le grandi distese erbose, brulle e spazzate dal vento cedono via via il passo a ampie foreste pluviali, le più rigogliose mai viste in quelle terre; un intrico di alberi, rampicanti e cespugli che le rendono inaccessibili dal cielo se non per le radure sparse in giro. I draghi potrebbero farsi spazio, ma il loro obiettivo è altrove e lasciano intatti quei luoghi selvaggi.
"Rasglad torna indietro." Lanthis interrompe il silenzio, senza nessun preavviso.
Rasglad le ubbidisce e Aldebaran controvoglia si ferma in volo stazionario, le ampie ali di membrane che sorreggono con possenti battiti la sua immensa mole. "Che hai visto?" Rasglad è curioso e esegue senza protestare.
"Laggiù." Lanthis indica una radura abbastanza grande per far atterrare il drago, Rasglar impatta a terra ghermendo l'erba con gli artigli segnando il terreno con profondi solchi. Lanthis scende rapida e si avvicina studiando alcune rocce dalla forma vagamente sferita, il tutto sotto lo sguardo perplesso sia dei draghi che di Belial.
"Ma che ha?" Domanda Aldebaran innervosito.
"Calma, lo sai com'è fatta, appena avrà capito quello che la disturba ce lo spiegherà e forse capiremo metà di quello che dice... Tanto non son mai buone notizie." Belial ironizza per spezzare l'attesa.
Dopo una decina di minuti Lanthis rimonta in sella a Rasglad e il drago riprende la via del cielo affiancando Aldebaran, i due tornano a volteggiare verso Stone.
"Allora?" Rasglad non trattiene la curiosità.
"Non lo so..." Lanthis nicchia.
"Sorella, spiegaci cosa ti impensierisce, prima che lo scopriamo in modi meno piacevoli." Belial incalza.
"Quelle rocce, erano strane, li in mezzo alla radura, non ne avevo viste altre, eppure più ci avviciniamo più ce ne sono." Lanthis indica una nuova radura che si apre tra gli alberi e li altre rocce.
"Sono rocce." Borbotta Aldebaran.
"Vero. E se vi dicessi che sono di argilla?" Replica lei.
"Argilla?" Domanda i tre in contemporanea. "Perchè ora ho il sentore che non ci piacerà l'argilla." Allunga Belial dopo la domanda.
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Demons III
FantasyE' il terzo volume che conclude la prima trilogia di Demons. Una serie dedicata ai cattivi, dove sono narrate le loro gesta e le loro vite, la dove il buono è il nemico e i negativi sono i veri protagonisti; il lieto fine non sempre è presente e no...
