10. Stephen Strange Pt.3 🔴

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N.B.
prima di leggere questo capitolo vi consigliamo vivamente di leggere/rileggere la parte 1 e 2 di Stephen Strange, altrimenti si capisce poco o niente ;)

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Il suo sguardo si perdeva sovrappensiero lungo il tramonto ormai spento sui colli erbosi. I cipressi scuri si muovevano impercettibilmente sotto il tocco del vento e una lacrima altrettanto impercettibile aveva iniziato ad inumidirle gli occhi tristi.

Mi avvicinai silenziosamente a lei.

<Giovane...stai bene?>

La vidi sobbalzare leggermente e una mano lesta subito si apprestó ad asciugare il segno di debolezza sul suo volto.

<Sisi é solo che...> sospirò e non si voltò, continuando a guardare lontano.

<Solo che?> la incalzai io cercando di mantenere un tono più gentile rispetto al solito.

Mi dispiaceva vederla così, soprattutto perché non ne capivo minimamente il motivo. Poche ore fa era un uragano implacabile di gioia e frenesia ed ora invece si stava spegnendo in una pioggia malinconica.

Sentivo che c'era qualcosa che la turbava.

Mi sedetti accanto a lei, perdendomi insieme ai suoi occhi nel panorama ormai sempre più scuro.

<Se é per tuo zio non ti devi preoccupare, quegli uomini non possono arrivare a lui... > tentai di consolarla.

<Non è mio zio che mi preoccupa... > mi interruppe lei scrollando le spalle con la voce leggermente incrinata.

<Beh ora che siamo tornati alla villa, non sei in pericolo. Non possono arrivare neanche a te, se é questo che ti fa stare in pensiero. Ci sono qui io con te...>

<É proprio questo il punto> disse girando il suo viso rabbuiato verso di me, incatenando i nostri sguardi, il mio confuso, il suo triste <... ci sei qui te> due lacrime amare iniziarono a rigarle le guance lisce e arrossate dal sole.

Mi risentii di quelle parole.

Sapevo di essere un peso per lei e che avrebbe preferito di gran lunga continuare a passare la sua estate in solitudine e libertà, ma se era questo il grande problema si potevano trovare dei compromessi, mi sembrava esagerato mettersi addirittura a piangere.

Alzai un sopracciglio, scocciato, senza dire niente, in cerca di delucidazioni che mi aiutassero a chiarire al meglio la questione.

Vedendomi confuso e senza alcuna capacità colloquiale, un piccolo sorriso di derisione le si colorì timido sul volto <Per avere la tua età e i tuoi poteri, Strange, a volte sei proprio stupido!>

Alzai anche l'altro sopracciglio, continuando a non riuscire a seguirla, sempre più incredulo <Giovane, quella che qui non è chiara e che la tira per le lunghe sei tu!> affermai leggermente stizzito.

<Ah sì?> disse avvicinandosi inaspettatamente al mio volto, senza perdere nemmeno tra le lacrime la sua inconfondibile aria di sfida e sfacciataggine.

<Sì> risposi impassibile io, senza interrompere il contatto visivo, ma con chi credeva di avere a che fare? Con un dilettante? Pensava che bastasse minacciarmi per eludere la discussione? Comportamento effettivamente abbastanza infantile da parte sua.

<Ok allora mettiamo le cose più in chiaro possibile!> disse infine lei, alzandosi improvvisamente in piedi e sfilandosi rapida il leggero vestitino estivo che indossava. La guardai sbigottito. Non me la aspettavo come risposta allla nostra discussione.

Era rimasta solo con le mutandine del costume addosso, visto che ovviamente la parte superiore non la aveva riindossata per rientrare dalla spiaggia, in quanto "troppo bagnata e piena di sabbia" a detta sua.

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⏰ Ultimo aggiornamento: Sep 04, 2025 ⏰

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