5. Draco Malfoy 🟢

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<Y/n SBRIGATI!> urlò infuriata la mia compagna di stanza sbattendo i pugni senza tregua sulla porta.

<Arrivo, arrivo!!> risposi io spazientita.

Ero appena uscita dalla doccia e, con i capelli ancora bagnati raccolti in un asciugamano blu notte della nostra casata, sbloccai la porta. La mia coinquilina fece irruzione nel bagno come una tempesta di Fuochi Forsennati Weasley.

<Per Merlino Y/n sei ancora messa così!? Guarda che tra pochi minuti inizia la festa di sotto!! Cho arriverà a momenti a chiamarci!!>

Sbuffai, uscendo per cambiarmi e lasciandogli finalmente la stanza da bagno libera.

Da quando l'impero della Umbridge era iniziato Marietta era diventata insopportabile.

I bei tempi di quando ci eravamo parlate allo Smistamento per la prima volta erano ormai lontani. Gli anni passati insieme, la nostra amicizia con Cho, i pomeriggi al lago a studiare tranquille, le notti trascorse a guardare le stelle, a ridere, a raccontarci piccoli segreti ed avventure, erano finiti.

Dal torneo Tre Maghi nessuna di noi era più rimasta la stessa. Cho si era chiusa, isolata, dopo la morte di Cedric. Avevamo provato a riavvicinarci per aiutarla, più volte, ma lei ci aveva sempre respinte.

Le facevamo male senza volerlo, le ricordavamo gli anni felici, le ricordavamo lui.

Solo dopo tanti sforzi, quest'anno, aveva ricominciato pian piano a passare del tempo con noi. Aveva trovato in Marietta una compagna di conforto, i cui genitori lavoravano al Ministero come i suoi, e in me un'amica qualsiasi con cui passare del tempo ogni tanto, che inizialmente come una stupida cercava di aiutarla in ogni modo per far tornare tutto come prima.

Mi avevano tagliata fuori un po' alla volta, ma ormai neanche mi dispiaceva più.

Eravamo compagne in parte di stanza, di casata, dell'Esercito di Silente, ma tranne che per le feste e qualche scambio di compiti ci eravamo completamente perse durante l'anno.

Io con il tempo avevo capito che forse era meglio così. Avevo capito che le mie lacrime non se le meritavano e che, invece di continuare a rincorrerle, era meglio lasciarle andare per poter conoscere altre persone, anche di altre casate.

Man mano Marietta si era inacidita sempre di più nei miei confronti e, quando le capitava, lasciava trasparire tranquillamente il fatto che preferisse Cho come compagna di stanza al posto mio.

Aprii l'armadio per allontanare la nuvola di tristi pensieri, forse sarei riuscita a non avercela tra i piedi per quella notte, grazie al rave che i nostri compagni stavano organizzando da tutto il giorno nella nostra Sala Comune.

Da quando la Umbridge aveva iniziato ad imporre regole insensate noi non eravamo rimasti con le mani in mano e, sfruttando la sicurezza della nostra Torre e le nostre capacità magiche, avevamo iniziato ad organizzare feste segrete per tutti i ragazzi di Hogwarts.

Inizialmente erano molto riservate, solo pochi eletti esterni potevano accedervi, ma poi, col tempo, capendo che tutti a scuola sentivano la mancanza di evadere da tutto ogni tanto, le piccole feste erano diventate dei veri e propri rave. Non per niente rave significa "farneticare", come fanno i corvi.

Sapevamo che nessuno avrebbe fatto la spia, tutti necessitavano questi stacchi dal duro controllo della megera in rosa, e, se qualcuno avesse parlato, noi eravamo pronti a nascondere tutto in tempo, con tutte le giuste precauzioni che un bravo Corvonero può escogitare.

Mi vestii con una corta gonna un po' a sbuffo, delle calze a rete e un top un po' intrecciato che mi lasciava la pancia scoperta.

Ovviamente tutto rigorosamente nero.

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