7. Tony Stark Pt.2 🔴

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Stizzita più che mai mi gettai sotto la doccia, bagnandomi tutto il corpo, lavandomi via il suo maledetto tocco e quella stupida crema da sole al cocco.

Mi ero ripromessa che nessuno mi avrebbe rovinato quella giornata, e così doveva rimanere.

Ci saremo divisi lo spazio wellness, stando il più lontani possibile, non mi avrebbe impedito di rilassarmi.

Ancora con i nervi a fior di pelle entrai nel bagno turco, con l'intento di riiniziare il mio percorso da capo, per recuperare la calma persa.

Quando il vapore inondò la mia pelle nuda finalmente tornai a rilassarmi, lasciando tutti i pensieri fuori dalla porta di vetro opaco.

Mi sdraiai, come all'inizio, sulla bagnata panca in pietra, e distesi tutto il mio corpo, cercando di dimenticare il formicolio ancora attivo tra le mie gambe.

Dopo neanche pochi minuti di calma e tranquillità, però, un'ondata di aria fredda mi pervase, facendomi aprire gli occhi controvoglia e facendomi alzare il busto infastidita, poggiandomi sui gomiti.

L'odiato signor Intruso aveva deciso di invadere nuovamente il mio spazio.

Mi sedetti scocciata.

Fortunatamente la coltre di fumo era troppo spessa per vederci chiaramente a vicenda, ma su una cosa ero sicura: finalmente si era tolto quei dannati occhiali da sole.

I suoi occhi cercavano di scrutarmi curiosi tra la nebbia, mentre sorrideva tranquillo, incurante di avermi lasciato a metà sulla terrazza poco prima.

Lo stavo odiando.

Senza cambiare la sua espressione spensierata, si distese a sua volta, chiudendo gli occhi e tenendo un piccolo asciugamano legato intorno alla vita.

Lui, al contrario mio, era venuto preparato.

Gliela avrei fatta comunque pagare.

Aspettai solo qualche minuto, per farlo acclimatare, e poi silenziosamente mi avvicinai.

Senza chiedere il permesso di niente mi sedetti vicino a lui, sull'orlo della panchina, ed iniziai ad accarezzargli i pettorali ben scolpiti.

Lui subito aprì gli occhi sorpreso e, trovandomi davanti a sé nuda e completamente alla mercé dei suoi occhi marroni, iniziò a studiare ogni centimetro della mia pelle scoperta, ogni cellula del mio corpo, nonostante il vapore avvolgesse leggermente ancora tutto nella stanza.

Ora era il mio turno di giocare sporco.

Mi piegai verso il suo petto, lasciandogli completa visione del mio seno prosperoso ed iniziando a baciare delicatamente ogni muscolo scolpito.

Mi soffermai anche intorno al macchinario rotondo e luminoso che aveva in mezzo al torace e, senza dargli troppa importanza, leccai senza alcun ritegno la sua circonferenza.

In tutta risposta lo vidi stringere la mascella ed alzare lo sguardo verso il soffitto.

Sogghignai, gliela avrei fatta pagare veramente cara.

Mi rizzai nuovamente in piedi e continuai il mio percorso lungo le linee dei suoi pettorali, sostituendo la mia bocca con le mie dita leggere, fino ad arrivare alla V che preannunciava la zona proibita sotto all'asciugamano.

Senza dargli il tempo di controbattere, mi insinuai tra la stoffa bianca in cotone ed iniziai ad accarezzare la sua intimità.

Presi con entrambi le mani prima i suoi genitali e poi la sua lunghezza, iniziando ad accarezzarla sempre con più intensità. Riuscendo in pochi secondi a farla uscire spontaneamente dal tessuto morbido, da quanto si era indurita.

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