I cereali tintinnarono allegramente nella tazza, per poi tuffarsi nel latte appena versato. Il sole era sorto da poco e una luce rossastra illuminava tutta la cucina. Le leggere tapparelle gettavano ombre regolari sul muro, sottolineando l'aspetto geometrico della stanza.
Mi piaceva quell'ambiente, era ampio, luminoso, tecnologico, come tutta l'Avengers Tower. La cosa che però preferivo di più era la vista che si poteva ammirare dall'immensa vetrata. Tutta New York si stagliava orgogliosa sotto le prime luci dell'alba e le strade sempre in fermento stavano iniziando a germirsi di lavoratori mattutini.
A distogliere la mia attenzione dal meraviglioso spettacolo, fu una figura con una folta chioma rossa, che entrò a passo sicuro in cucina.
<Pronta per l'allenamento di oggi?> mi chiese Natasha già equipaggiata con la sua tuta nera, dirigendosi verso la macchinetta del caffè.
Ci misi qualche secondo a metabolizzare la domanda, per poi annuire con il capo, troppo assonnata per rispondere.
Iniziai a rigirare i fiocchi d'avena nella scodella, ripensando agli addestramenti fatti nell'ultimo mese.
Era stata proprio Natasha a trovarmi quel giorno nel caos di Los Angeles, dopo che avevo fatto involontariamente esplodere un'acciaieria abbandonata.
Mi ricordavo poco di quel pomeriggio d'inverno, solo forti luci viola, un boato assordante e cocci di pietra che cadevano da tutte le parti.
La conclusione di quella stupenda avventura era stata o la galera o l'addestramento controllato sotto supervisione dello S.H.I.E.L.D.
Senza troppe aspettative avevo ovviamente scelto la seconda opzione, giusto per non dover passare chissà quanti anni dietro le sbarre e soprattutto perché non sapevo controllare minimamente le mie capacità e avevo quindi paura che potesse risuccedere qualche imprevisto, rischiando magari di ferire pure qualcuno.
Avevo quindi iniziato diverse lezioni di ogni tipo, con diverse insegnanti ed istruttrici.
Le ultime due erano state proprio Natasha e Wanda, ad aiutarmi con l'autocontrollo e la padronanza dei miei poteri telecinetici e telepatici.
Non eravamo ancora arrivate a capirne le vere potenzialità e quindi, per l'allenamento di oggi, era previsto di portarmi al limite, per imparare a frenare un'altra mia eventuale catastrofe.
Mescolai annoiata gli ultimi chicchi di frumento che rimanevano nella tazza.
Avevo un pó di ansia per quella giornata...e se non fossi riuscita a controllarmi?
Alzai lo sguardo verso la mia mentore per esprimerle le mie preoccupazioni e con sorpresa mi resi conto che non eravamo più sole in cucina.
Alla tenera luce rossastra dell'alba era comparsa anche una terza figura.
Un ragazzo dai capelli bianchi, ancora arruffati dalla notte, si stava stiracchiando mentre si dirigeva tranquillamente verso la dispensa del cibo.
Pietro Maximoff, nonché fratello di Wanda, aveva fatto la sua entrata di scena.
Cazzo se era bello quel ragazzo.
La mia attenzione venne subito catturata dai suoi muscoli in tensione, che risaltavano a meraviglia sotto la sua tuta grigia e azzurra.
Ma possibile che fossi l'unica così pigra da essere ancora in camicetta da notte?
Distacchai imbarazzata lo sguardo da quella schiena perfetta e ricomincia a torturare con il cucchiaio la mia colazione, dimenticandomi momentaneamente delle mie preoccupazioni iniziali.
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One Shot Mix
FanfictionSe siete in cerca di un posto per scappare momentaneamente dal mondo, abbandonare per qualche istante la realtà e staccare un pó la mente da tutto con brevi pillole di racconti... allora buona lettura, a vostro rischio e pericolo. MoonRay-_- e IlaBj...
