La riunione con i governatori iniziò come previsto in una delle sale del palazzo chiamata: Sala marina, in quanto sulle pareti c'erano affreschi marini e decorazioni che rimandavano alla natura nautica.
Elizabeth si sedette alla grande tavola ovale, circondata dai volti severi e attenti dei governatori, ognuno pronto a esporre le questioni della propria regione.
L'imperatrice, con la solita compostezza, ascoltava ogni parola con attenzione, rispondendo con autorità e saggezza. Le sue mani gesticolavano con eleganza, le parole erano precise, taglienti quando necessario, ma sempre ponderate.
John in piedi alle sue spalle era una statua di metallo ma non riusciva a concentrarsi. Le parole dei governatori arrivavano alle sue orecchie come un eco distante, quasi fossero solo un sottofondo indistinto. La sua mente era altrove, ancora ancorata alle parole di Balduinus. "L'Impero di Titanus si sta riarmando..."
La notizia gli bruciava nella testa come un fuoco lento. Le immagini della battaglia dell'Aldertag gli balenavano davanti agli occhi, mescolate alla consapevolezza del fragile equilibrio raggiunto con il trattato. Se davvero l'Impero stava riorganizzando le sue forze, questo poteva significare solo una cosa: la pace era in pericolo.
Il pensiero di una nuova guerra lo opprimeva.
"Elizabeth non sa nulla," pensò con un brivido. "Non può essere coinvolta in tutto questo, non ora."
La voce di Elizabeth risuonava nella sala, rispondendo alle questioni sui raccolti e sugli affari interni, ma John sentiva solo un ronzio indistinto. Cercava di mascherare il suo turbamento, ma la tensione gli serrava le spalle.
"Devo parlarne con qualcuno, ma non qui... non ora."
Il suo sguardo vagò verso Elizabeth. Notò che lei stava rispondendo a un governatore sulla questione delle tasse, ma per un istante i loro occhi si incrociarono, e lui capì che se n'era accorta. La regina, sempre attenta, aveva colto il suo silenzio e la sua distrazione.
La riunione proseguì, i governatori continuarono a parlare, e John si sforzava di mantenere una facciata composta. Alla fine, Elizabeth concluse con fermezza, ringraziando tutti per la loro partecipazione e congedandoli.
Quando la sala si svuotò, Elizabeth si voltò verso John, che era ancora profondamente assorto nei suoi pensieri.
"John," Esclamò con una nota di dolce preoccupazione, "cosa succede? Sei stato distante per tutta la riunione. Va tutto bene?"
John distolse lo sguardo per un attimo, cercando di trovare una scusa convincente. Sapeva che Elizabeth riusciva a leggerlo come un libro aperto.
"Sto bene, maestà," rispose con un sorriso tirato. "Niente di cui preoccuparsi."
Elizabeth lo fissò per qualche secondo in silenzio, come se volesse scavare oltre quelle parole. Alla fine, annuì lentamente, accettando la risposta, anche se chiaramente non del tutto convinta.
"Se ci fosse qualcosa, sai che puoi parlarmene."
"Lo so," rispose John, "e lo farò. Ma davvero, non c'è nulla di cui preoccuparsi per ora."
Elizabeth lo osservò per un altro istante, poi si alzò con un sospiro leggero.
"Bene, andiamo avanti con la giornata. Abbiamo ancora molti impegni, e la principessa di Cledonia arriverà a momenti."
John annuì, ma nel profondo sapeva che le parole di Balduinus non sarebbero sparite così facilmente.
Durante la successiva riunione quella dei ministri, l'atmosfera nella sala divenne improvvisamente tesa quando il ministro dell'economia prese la parola.
"Le spese per l'esercito vanno ridotte," affermò con tono fermo. "Abbiamo bisogno di razionalizzare le risorse e ridimensionare le forze armate. L'esercito, così com'è, è un peso insostenibile per le casse dello Stato."
Alcuni ministri si agitarono sulle loro sedie, e subito uno di loro, il ministro degli interni, si fece avanti.
"Ridimensionare l'esercito? Non possiamo permetterci una mossa del genere. I nostri soldati non fungono solo da difesa, ma anche da protezione civile. Sono una risorsa indispensabile in caso di calamità e disastri. Ridurre il loro numero significherebbe mettere in pericolo la sicurezza interna."
John, che fino a quel momento aveva osservato la discussione in silenzio, si mosse appena i suoi occhi attenti fissi sui volti dei presenti. Alla fine, si alzò e prese la parola, con tono deciso.
"Non possiamo permetterci di ridurre le spese per l'esercito. È un errore strategico, specialmente in un momento come questo."
Ma prima che potesse continuare, il ministro dell'economia lo interruppe, guardandolo con aria di sfida.
"Permettimi di fermarti, Nova Septimus, capisco che tu sia il primo consigliere di sua maestà, ma non dimentichiamo che sei un Prime. Un membro esterno alla nostra nazione, non cresciuto qui. Le tue preoccupazioni potrebbero non essere allineate con quelle del nostro popolo."
Le parole colpirono John come un affronto diretto. Per un istante, il silenzio calò nella sala, ma poi il suo sguardo si fece più cupo. Fissò il ministro con un'intensità glaciale, e quando parlò, la sua voce ruggì come un tuono.
"Proprio perché sono un Prime," replicò con forza, "e ho visto il mondo oltre i vostri confini, so che ci sono nuove minacce che si stanno muovendo. L'Impero di Titanus si sta riarmando. Purtroppo non ho informazioni precise su questo, ma state certi che se abbassiamo le difese ora, sarà solo questione di tempo prima che i nostri nemici arrivino alle porte, e i danni saranno incalcolabili."
Il ministro della difesa, che fino a quel momento era rimasto silenzioso, intervenne.
"Nova Septimus ha ragione," disse con gravità. "Sono anche io a conoscenza di queste informazioni e concordo con lui. Non è il momento di ridurre le nostre difese. Dobbiamo essere pronti a ogni eventualità"
La tensione nella stanza era palpabile, e tutti i ministri si scambiarono sguardi preoccupati. Elizabeth osservava la scena con attenzione, il volto impassibile ma gli occhi attenti a ogni dettaglio. Dopo un lungo silenzio, la regina alzò una mano, interrompendo la discussione.
"Questa riunione è aggiornata,» dichiarò con fermezza. «Procederemo con cautela. Le decisioni sul bilancio richiedono ulteriori valutazioni. Siete congedati."
I ministri si alzarono uno alla volta, uscendo in silenzio dalla sala.
Una volta rimasta sola con John, Elizabeth si voltò verso di lui, il viso più rilassato, ma l'espressione seria.
"C'è qualcosa che dovrei sapere?"
Esclamò guardandolo interessata, John rimase in silenzio meditando su cosa dire:
"John," riprese Elizabeth con voce pacata, "voglio sapere la verità. Cosa sta succedendo? Perché non mi hai detto nulla dell'Impero di Titanus prima di oggi?"
John sospirò, sapendo che non poteva più nascondere nulla.
"Mi dispiace, Elizabeth, non volevo preoccuparti prima di avere delle conferme certe. Balduinus ha ricevuto informazioni da altri Prime. L'Impero di Titanus ha iniziato un nuovo riarmo. Dopo il trattato, avevano promesso di ridurre le forze, ma sembra che stiano segretamente riorganizzando l'esercito. Non volevo allarmarti fino a quando non fossimo sicuri, e queste informazioni non sono confermate, dobbiamo fare attenzione comunque."
Elizabeth lo fissò per un lungo momento, poi annuì lentamente.
"Avrei preferito saperlo prima." inziò con un tono di leggero rimprovero, "ma capisco le tue ragioni. Adesso però dobbiamo affrontare questa nuova minaccia. E dobbiamo farlo insieme."
John annuì:
"Come sempre."
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The mitrhil's Saga - Il profeta delle sabbie e la veggente delle Acque
FantasíaSono passati otto anni dalla battaglia dell'Aldertag e dalla firma del trattato di pace, Elizabeth è salita al trono e tra le numerose riforme che ha fatto ha anche riorganizzato l'esercito e ha organizzato anche una nuova gendarmeria divisa in tre...
