Ecco qui le due creature spaventose che dovrete usare per costruire la vostra storia di Halloween.
La prima è Tagoore, di deliartemisia
La creatura che mi accingo a descrivere è così antica che del suo nome si è persa la memoria, ma ogni essere umano inconsciamente ne preserva il ricordo che affiora in quell'attimo quando la notte cede il posto all'alba e le ombre cercano rifugio per non bruciare nella luce che si appresta a illuminare il mondo.
L'universo ha delle regole a cui ogni cosa vivente e anche non vivente si attiene, ma vi sono anche eventi o creature che sfuggono a ogni regola o immaginazione.
Tagoore, la creatura, aveva vagato per un tempo indefinito agli umani in un limbo dove non aveva una forma, ma era solo pensiero. Improvvisamente sentì una voce che spezzò la sua solitudine. Quella voce apparteneva a un bambino che, in un sogno straordinario, era riuscito a varcare il confine tra il reale e l'irreale. Tagoore dapprima, non facendosi scorgere, lo osservò passeggiare mentre cantava, intanto in lei crebbe il desiderio di essere come il bambino, anzi di essere il bambino. Quel pensiero nella creatura divenne immediatamente un'ossessione perché riusciva a vedere il suo mondo che era completamente opposto al suo, lo voleva, lo desiderava e allora si presentò davanti a lui. Il bambino rimase incantato a guardarla e Tagoore scoprì che si stava nutrendo del suo stupore e riuscì a prendere le sue sembianze, ma non le bastò, voleva essere il bambino, dal desiderio di divorarlo ad afferrargli la testa per aprire in modo innaturale la sua bocca e ingoiarlo in un unico boccone fu solo questione di un battito di ciglia. Si sentiva sazia e soddisfatta quando si rese conto che ora lei era Tagoore, ma anche il bambino, poi, quando sentì la voce di una donna che lo chiamava dolcemente si lasciò andare e la seguì risvegliandosi nel suo lettino ed entrando nel mondo reale.
Da quel giorno sono passati secoli, secoli e ancora secoli, la creatura con il nome di Tagoore, è passata di corpo in corpo perché la sua fame divenuta irrefrenabile come il potere che brama. Della sua forma irreale è rimasta solo una peculiarità che permette di riconoscerla, nel momento in cui la notte lascia il posto all'alba la creatura è costretta ad assumere la forma corrotta dalle sue brame. La creatura ha gli occhi bianchi e vuoti, le labbra blu cianotiche custodiscono i denti aguzzi del predatore, sulla testa calva si intravedono un dedalo di vene azzurrine che ricoprono il corpo scheletrico che risaltano sulla pelle dalle sfumature grigie e termina con lunghe gambe, le braccia sono appendici informi che hanno mani e dita tozze che finiscono con lunghi artigli.
Tagoore vaga nel mondo reale in cerca di nuovi corpi da divorare, quindi state attenti a ciò che sognate perché lei vi aspetta su quella linea sottile che divide il reale dall'irreale.
La seconda è Marianna la Strega, di GiunglaNord
Molte sono le testimonianze, molti i sussurri spaventati: tutti parlano di una creatura ultraterrena dal sembiante di giovane donna di circa vent'anni.
Pare indossare una lunga veste bianca, fluttuante intorno alle esili caviglie che, ad un occhio attento, appaiono segnate dal ferro di una catena: scure e lugubri ferite, infatti, marchiano la pelle traslucida.
Alla luce della luna o di un lampione la veste sembra cambiare colore e passare dal bianco al cremisi e poi di nuovo al bianco: un odore salato e ferroso si sparge attorno ad essa.
Il viso della creatura è un ovale perfetto che racchiude occhi grandi e indagatori. Non hanno colore, sono grigi, sbiaditi: come si fossero scoloriti, slavati a causa delle troppe lacrime versate. La bocca invece è rossa, quasi peccaminosa. Ma non è il colore naturale della pelle, non è un rossetto vivace: è il ricordo del sangue a sporcare le labbra della creatura. Qualcuno, tremante, giura di aver intravisto una croce su quelle labbra, nera. Come fosse stata marchiata a fuoco. Un sigillo apposto per impedire alla Verità di manifestarsi al mondo.
Il viso non è circondato da lunghi capelli, bensì le testimonianze sono concordi nel dire che il cranio della ragazza sia stato rasato malamente: ciuffi di un colore indefinito compaiono qua e là, tra sprazzi di cute.
Le lunghe maniche della veste scendono fino a metà dei palmi delle mani, lasciando scoperte solo le dita affusolate, anch'esse macchiate di sangue rappreso. Il sangue nasconde pietoso un triste segreto: quelle dita non hanno più unghie. Furono strappate in un tempo che fu.
Anche i polsi scarni portano il marchio di catene strette fino ad arrivare all'osso.
La veste copre, pietosa, il segno di altre indicibili brutture perpetrate fuori e dentro il suo corpo. Non possono neanche essere immaginate.
Esce all'improvviso dalla bruma o dalla nebbia. Arranca con lentezza in mezzo alla pioggia più fitta, trasmettendo sconfinato dolore che all'improvviso tracima dalla creatura trasformandosi in rabbia e odio brucianti. Alza un braccio smagrito e punta il suo indice di sangue sul malcapitato. Non muove le labbra, sigillate dalla croce, ma si impossessa delle menti altrui. Solo tre parole rimbombano nella testa di chi la incontra: "Sei stato tu? Sei stato tu? Sei stato tu?" Le parole, da sussurro tenebroso, diventano boato spaventoso, capace di paralizzare un uomo adulto, fargli piegare le ginocchia, renderlo folle di paura e rimorso. La voce invade in pochi secondi ogni fibra della vittima che è costretta da una forza atavica e maligna a rivivere i tormenti patiti in vita dalla fanciulla. Fa così male, da arrivare ad invocare a gran voce la morte, spesso nominando invano il nome di un Dio distante.
I malcapitati vengono ritrovati l'indomani in stato confusionale, balbettanti frasi sconnesse o preda di deliri inspiegabili. Alcuni guariscono all'improvviso, altri rimangono menomati per sempre, altri ancora muoiono tra atroci sofferenze senza che nessun medico riesca a trovarne la causa. Tutti chiedono pietà, confessando a chiunque o a nessuno, come in un rosario satanico, tutti i peccati commessi fino a quel momento.
Spesso l'entità compare mentre si sta consumando una violenza ai danni di una donna che tuttavia, al momento di testimoniare, non è in grado di dire nulla su una apparizione del genere, in netto contrasto con i penosi deliri dell'uomo che aveva cercato di farle del male. Benevola con le vere vittime, spietata con i carnefici. Nessun essere umano di sesso maschile può dirsi al sicuro.
Le donne più anziane ricordano storie di quando erano bambine e le loro madri non volevano si attardassero per strada oltre il tramonto o si mostrassero non sottomesse alle regole e alle consuetudini sociali dell'epoca.
"Devi essere una brava bambina, oppure farai la fine di Marianna la strega".
Se Marianna la strega fosse realmente esistita non l'avevano mai capito, quelle donne timorate di Dio. Qualcuno diceva fosse stata un'abile erborista e levatrice, che praticava anche aborti clandestini; altri giuravano trattarsi di una meretrice araba capace di sedurre ogni uomo, perfino il Papa in persona. Alcuni sostenevano di sapere con certezza che fosse una ragazza bellissima che aveva respinto le profferte amorose di un importante signore, talmente tante volte, da provocarne l'ira e la vendetta. Qualcuno altro, addirittura, dichiarava che fosse una strega avvezza a sacrifici di infanti. Tutti concordavano nel dire che prima della sua morte il suo corpo era stato straziato da disumane torture e che ora vagava in cerca della sua vendetta. Vagava per trovare l'uomo, e tutta la sua progenie, che l'aveva strappata così orrendamente alla vita.
Molti asseriscono che la sua comparsa sia preceduta da una musica strana e ipnotica, come di strumento antico, che illanguidisce i sensi e ottenebra la mente. Una nenia che provoca brividi e turbamento.
Dicono... verità o leggenda? Non ricordo più cosa realmente fui: l'abominio che mi strappò alla vita terrena fu talmente inconcepibile da farmi scordare me stessa. Ora io continuo a vagare percorrendo le strade lastricate di sofferenza e ingiustizia, attraverso le ere del mondo, alla ricerca dell'Anima Nera che mi ha trasformato in ciò che sono adesso. E invocare i tuoi santi, non ti sarà di alcun aiuto. Mia madre è Lilith, la prima moglie di Adamo, che ha sfidato apertamente Dio e il suo desiderio di dominazione; la prima donna ripudiata, scacciata e infangata per non essersi sottomessa ai capricci dell'uomo che l'Onnipotente le aveva messo accanto per popolare il mondo. Non sono una figlia di Eva, non nasco da una costola. Non appartengo a nessuno.
Mi hanno spezzata, ma non piegata: ricordatelo sempre. Mi chiamo Marianna e sono sempre a caccia.
STAI LEGGENDO
Creature da brivido
Cerita PendekVolete sapere di più sulle creature che popolano i vostri incubi peggiori? Allora siete nel posto giusto. Redivivi, esseri immortali, spiriti inquieti, creature che si nutrono di paura, qui parleremo di tutto questo e molto di più. Lasciate la luce...
