Chiudo gli occhi, cercando invano di trattenere le lacrime che minacciano di uscire.
"Che Dio sia con tutti voi"
"E con il tuo spirito"
Rispondiamo tutti in coro, quando il prete termina le esequie dei miei genitori. Sono morti qualche giorno fa e sono stata io a trovarli. Ero appena tornata a casa, non li vedevo da tre settimane. Dopo essere entrata a medicina mi ero trasferita per essere più vicina all'università quindi tornavo a casa solo un weekend al mese. E pensare che quel giorno non vedevo l'ora di rivederli, di riabbracciarli. Invece li ho trovati stesi a terra, mano nella mano, gli occhi chiusi. Sembravano addormentati. Sono corsa verso di loro e ho iniziato a scuoterli e a gridargli di svegliarsi. Quando ho capito che erano morti ho iniziato a piangere, lasciando che il dolore si impossessasse di me. Dio se faceva male. Era il dolore più grande che avessi mai provato in tutta la mia vita. Ma non c'era solo quello. C'era qualcos'altro che stava crescendo dentro di me e che chiedeva disperatamente di uscire. Così ho urlato, lasciando uscire tutto. I vetri sono scoppiati all'istante e l'onda d'urto mi ha scaraventata a terra, facendomi sbattere la testa. Inutile dire che mi sono spaventata a morte e che volevo scappare seduta stante, ma non potevo farlo senza prima salutare i miei genitori per l'ultima volta. Ed è stato proprio quando mi sono nuovamente avvicinata a loro che ho visto il pezzo di carta accartocciato nella mano di mia madre. L'ho preso e l'ho aperto, asciugando le lacrime che continuavano a scendere silenziosamente lungo il mio viso. Ho riconosciuto immediatamente la sua calligrafia.
"Isabel, se stai leggendo questa lettera probabilmente io e il babbo non ci siamo più. Non avremmo voluto che tu scoprissi così quello che sto per dirti ma non abbiamo avuto tempo. Ricordi le storie della buonanotte che ti raccontavo da bambina? Ecco non erano solo storie inventate ma sono tutte vere. Il mondo sovrannaturale esiste ed è più vasto di quanto tu possa immaginare e anche noi ne facciamo parte. Tuo padre era un ibrido, metà lupo mannaro e metà vampiro e io una strega. Quando ci innamorammo fummo costretti a tenere segreta la nostra relazione perché tra il clan di vampiri al quale apparteneva tuo padre e la mia congrega di streghe non correva buon sangue. Così quando sono rimasta incinta di te abbiamo deciso di fuggire da New Orleans perchè sapevamo che saresti stata diversa, speciale e per questo temuta dagli altri esseri sovrannaturali. Tu sei un triibrido amore mio, il primo che sia mai esistito, sei l'unione di tutte le specie e quindi anche più potente di ciascuna di essa. Non ti sei mai accorta di nulla perchè ti ho fatto un incantesimo, ho bloccato la tua vera natura, occultandoti, così che nessuno potesse trovarti. Ora che sono morta però l'incantesimo si è spezzato e per questo sei in pericolo. So che adesso avrai un milione di domande e che sarai arrabbiata con noi per averti tenuto nascosto tutto questo ma cerca di capire che lo abbiamo fatto solo per proteggerti. Nessuno doveva sapere della tua esistenza ma qualcuno lo ha scoperto e non si fermerà finché non ti avrà trovata. Noi abbiamo cercato di fermarlo ma era più forte di quanto pensassimo così ci siamo sacrificati per salvarti. Non sentirti in colpa, tu sei la cosa più bella che ci sia mai capitata, sei stata un dono e noi non ci pentiamo di nulla. Ora, ti prego, leggi attentamente ed esegui alla lettera le mie istruzioni. Va a New Orleans e trova Freya Mikaelson, lei è una delle streghe più potenti mai esistite perciò saprà che stai arrivando. Dille che sei mia figlia e ti aiuterà. Non fidarti di nessuno e ricordati che ti vogliamo bene.
con amore mamma e papà"
Inutile dire che ero sconvolta. Sono corsa fuori di casa e ho chiamato la polizia. Hanno portato via i loro corpi e mi hanno portato in centrale per interrogarmi. Il caso alla fine è stato archiviato come suicidio poiché sulla scena del crimine erano state trovate due tazze di tè con tracce di cianuro all'interno, veleno, ritrovato anche nei loro stomaci. Io ho fatto finta di crederci sapendo quale fosse in realtà la verità, non potevo certo dire quello che avevo scoperto.
Mi accorgo di essermi persa tra i miei pensieri solo quando sono le mie amiche a riportarmi alla realtà.
"tesoro dobbiamo uscire, la messa è terminata" mi dice Margherita, appoggiandomi una mano dietro la schiena. Io annuisco prima di dirigermi fuori dalla chiesa seguita dalle altre tre.
"Ragazze devo dirvi una cosa: stasera partirò per New Orleans. Ho bisogno di andarmene per un po' dall'Italia, da casa, tutto mi ricorda loro e fa ancora troppo male"
"Non ti preoccupare è più che comprensibile, fai quello che ti senti" mi risponde Francesca abbracciandomi.
"Esatto ma non esitare a chiamare se avessi bisogno di noi" aggiunge Asia.
"E fatti sentire ogni tanto" conclude Margherita.
"Certo" rispondo "Grazie mille per essere venute oggi, non ce l'avrei fatta senza di voi"
Loro mi sorridono e mi abbracciano ancora una volta, poi, ci salutiamo.
Appena arrivo davanti alla porta di casa esito ad entrare. Sento gli occhi bagnarsi ma respingo indietro le lacrime. Apro la porta e un mare di ricordi inizia a farsi largo in me così mi riprometto di preparare la borsa per il viaggio e uscire il più velocemente possibile. Una volta fuori mi volto un'ultima volta poi mi dirigo alla fermata dell'autobus. Durante il viaggio ripenso alla lettera lasciatami dai miei genitori che ha inevitabilmente provocato il crollo di tutte le mie certezze. Mi sembra un incubo. Allo stesso tempo però capisco molte cose. Il mio sentirmi diversa dagli altri, i miei sensi particolarmente sviluppati e il mio sesto senso che non sbaglia mai, quasi come se mi permettesse di prevedere cosa accadrà. Sono talmente concentrata che non mi rendo conto di essere arrivata in aeroporto finchè non è l'autista a parlare.
"Capolinea! Aeroporto di Bologna"
Prendo le mie cose e scendo dal bus. Controllo l'orario. Le 19:39. Il mio volo è alle 22:00 così decido di prendere qualcosa da mangiare prima di andare ai controlli. Circa un'ora dopo il gate apre, così mi metto in fila per imbarcarmi. Salgo sull'aereo e controllo il mio posto sul biglietto. È il 4A. Lo trovo e mi siedo, poi indosso le cuffie. Faccio partire la musica e mi volto a guardare fuori dal finestrino. L'aereo decolla e solo in quel momento realizzo, che da domani, la mia vita cambierà per sempre.
STAI LEGGENDO
IL TRIIBRIDO ORIGINALE - ELIJAH MIKAELSON
FanfictionQuando Isabel decide di tornare a casa a trovare i genitori, rimane paralizzata dalla scena che si ritrova davanti. Sua madre e suo padre sono stesi a terra privi di vita. Ma ciò che la sconvolgerà di più sarà quello che scoprirà leggendo la lettera...
