Capitolo 18

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"In realtà, le persone hanno bisogno di
toccare il fondo per cambiare"
- Fëdor Dostoevskij

Valery

Odio tutto questo.

Odio questa casa. Queste facce. Queste mura. Odio questa città e tutti i ricordi che per anni avevo cercato di dimenticare.

Non so con quale forza mia madre riesca a tornare qua, a continuare a guardarlo, a parlarli senza sentire un enorme senso di vuoto, quel vuoto che lui non era riuscito a colmare.

A lei non faceva male?

A me si.

Troppo male.

Il divorzio dei miei non era stata la parte più dura, andavano d'accordo e si rispettavano.
Era la mancanza di attenzioni di mio padre, si era tenuto mio fratello e non mi aveva nemmeno guardato dopo essere usciti dal tribunale, non era mai venuto a vedere né me né la mamma in 8 anni. Faceva male, perché io lo aspettavo nonostante tutto.

Forse sotto sotto ci speravo ancora che mi chiamasse e mandasse un messaggio...almeno.

Ed era successo, solo che il messaggio prevedeva che io e mia madre venissimo ad abitare per tutto l'anno nella nostra vecchia casa

"Come ai vecchi tempi" aveva scritto

Non aveva ancora capito che era tutto finito, cancellato, marcito nel tempo.

Nascondo i miei occhi stanchi dietro alla lunga frangia che non tagliavo da tempo.

Quegli occhi erano stanchi da tempo

L'ansia mi divorava da anni, gli auricolari alle orecchie mi rendevano meno invisibile di quanto volessi e se certi mi guardavano curiosi altri mi guardavano male, sussurrano nell'orecchio dell'altro prima di guardarmi e ridere.

In quei momenti vorrei sotterrarmi.

«Eccovi arrivate ragazze!» esclama una voce.

Possibile che mi era così nota ma allo stesso tempo così lontana

«Oh Edgar» sorride mia madre abbracciandolo

«Brian, quanto sei cresciuto caro!» abbraccia mio fratello.

Era più alto di me adesso, prima lo prendevo sempre in giro perché lo superavo anche da scalza, i suoi capelli più lunghi e gli occhi...gli occhi tormentati

Dopo di lei è il mio turno di salutare, rimango immobile per un secondo prima di sussurrare un fleibile ciao, non ero sicura qualcosa fosse uscito dalla mia bocca essendo che i miei apparecchi non l'avevano connesso ma quando vedo mio padre sorridere e avvicinarsi qualcosa nel mio petto si scalda

Non posso fare a meno di sorridere e farmi abbracciare

«Sei cresciuta tanto» sussurra e il mio sorriso si allarga

Mi tiro in dietro e scontro lo sguardo con quello di mio fratello

«Ciao» dico a disagio, erano passati tanti anni e non eravamo più i bambini che combattevano per l'ultimo pezzetto di cioccolato

«Ciao» sorride e ricambio

Ci fanno entrare in casa e Brian mi mostra la nostra camera condivisa. Era cambiata molto, le mura avevano un colore più azzurrino ed erano cosparse di poster e una chitarra elettrica messa a lato.

L'unica cosa non cambiata era il mio letto, le coperte erano rimaste le stesse e c'erano ancora le mie bambole sopra

Rilascio un sospiro e mi lancio sopra, si alza un cumulo di polvere e tossisco mentre Brian ride

«Meglio se ti vai a fare una doccia, non cambiamo le coperte da quando ve ne siete andate»

Corro in bagno per una doccia, afferro il primo asciugamano e lo metto sul lavandino prima di gettarmi sotto il getto d'acqua.

Dopo essermi preparata esco in camera e noto che le coperte sono già state cambiate e ora sono da sola in camera.

Non posso che rifugiarmi sotto le coperte e iniziare a guardare il sito della mia nuova scuola, vado nei followers e trovo vari studenti della HHS, trovo delle ragazze della mia età e controllo sul foglio dell'iscrizione la mia classe.

Delaney Mitchell.

Bionda, alta, magra. Una barbie.

In realtà era una ragazza molto bella, aveva molti follower e postava quasi ogni giorno

Avrei voluto essere bella quanto lei, mi domando come si sentano i suoi compagni di classe. È una dea, aveva un nel sorriso e le sue orecchie funzionavano

Vorrei poter sentire come tanti altri bambini, senza bisogno di questo apparecchio costantemente attaccato.

Avevo sempre creato disagio nelle scuole in cui sono stata. Molti bambini mi prendevano in giro e mi chiamavano "Sordaccia" un mix tra sorda e puttana

Sarebbe stato diverso qui o addirittura peggio?

Speravo solo di trovare il mio posto finalmente, passare il primo anno di superiori in modo tranquillo

Avevo finito le medie distrutta dagli insulti e terrorizzata di attraversare un altro anno, avevo cercato di convincere mia madre di farmi fare gli studi a casa ma mi prometteva sempre che tutto sarebbe andato meglio

E indovinate?

Niente cambiava

Non gli insulti

Non i nomignoli

Non gli sguardi

Speriamo solo che in questa nuova città non venga notata e possa stare nel mio buco.

Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora