Capitolo 33

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"Quelli che sono più difficili da amare,sono quelli che ne hanno più bisogno"
- Socrate

Piper

È inutile cercare di descrivere cosa sto provando in questo momento.

Vedere il dolore e la delusione riflessa negli occhi di ogni presente nella stanza era spiacevole.

Per un secondo ho avuto un déjà vu.

Camera mia non era mai stata così silenziosa.

La zia era rimasta dai genitori di Nives mentre JJ non usciva dalla sua stanza da ore, si rifiutava di vedere chiunque bussasse alla sua porta, compresa me.

Volevo sapere cosa stesse pensando, se stesse bene, cosa fare per aiutarlo.

E invece a mala pena mi reggevo in piedi da sola. Non toccavo cibo da colazione e ora non sapevo se dire di essere affamata o di avere lo stomaco chiuso.

Avevo un buco dentro, un buco che si stava mangiando la mia anima pur di essere colmato.

Prendo un pacchetto di gomme da masticare dalla mia borsa ma sono finite, apro il cassetto della scrivania aspettandomene uno ma ne trovo un altro vuoto.

Aggrotto le sopracciglia. Solo ieri ne avevo fatto una scorta da cinque pacchi.

Trovo un pezzo di carta piegato e lo apro

"Tutte queste gomme quando potresti mangiarti un brownie il triplo più saporito"

Sorrido tra me e me, poi mi ricordo delle sue parole e la mia espressione si spegne.

Mi metto una mano sul petto, quasi come se mi facesse male fisicamente.

Guardo fuori dalla finestra cercando di intravederlo dalla sua finestra ma le tende coprono la visione. Sospiro e chiudo pure le mie, girandomi. Vado verso la porta per aprirla e mi ritrovo davanti l'ultima persona che mi aspettavo di vedere.

Lui.

«Madonna Santa, volevi farmi prendere un infarto» mi poso una mano sul cuore «Come hai fatto ad entrare?»

Mi sventola il paio di chiavi davanti agli occhi «Tua zia mi ha lasciato una copia, mi ha detto di venirvi a controllare una volta ogni tanto» mormora

«Vieni a mangiare la pasta, è già in cucina» inizia a scendere le scale e io sbuffo

«Non provare nemmeno a ribattere Piper» dice serio fermandosi un secondo su un gradino guardandomi prima di sparire dalla vista

Mi metto le ciabatte e lo seguo giù

La tavola era già pronta, il cibo già nei piatti, JJ aveva la testa chinata e mangiava in silenzio. Come cavolo aveva fatto a tirarlo fuori dalla sua stanza?

Mi avvicino lentamente prendendo posto davanti ai due ragazzi, prendo le posate e inizio a mangiare la pasta, mettendomi un po' di insalata nel piatto

Così diceva di fare la mia psicologa, iniziare a mangiare di più, partendo da cose leggere, per non appesantire lo stomaco e non vomitare la prima cosa che ci si deposita

Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora