"Eppure nessuno, quanto lui, mi tormenta il cuore."
- V. Shakespeare
Piper
Esco di casa per andare a scuola, lo zaino mi pesava sulle spalle.
Il mio sguardo incontra quello di Reece che propio in quel momento stava uscendo di casa dall'altra parte della strada.
Non so se avvicinarmi.
Lui è più svelto di me e si gira ghignando, un sorriso timido si allarga sul mio viso e guardando da una parte all'altra passo la strada per raggiungerlo.
Allunga una mano verso di me e io gli porgo la mia. La stringe nella sua e mi tira vicino.
«Dormito bene?» mi molla un debole bacio sul palmo e io sorrido birichina
«Andiamo va» camminiamo verso scuola. JJ era stato più svelto ed era riuscito a prendere il bus mentre io avevo aspettato che Reece uscisse.
Che sottona.
Per tutto il cammino sono io quella a parlare, beh più che altro lamentarmi, di come ci stessero riempiendo di compiti in questo periodo. Era fine gennaio e esplodevamo di studio. Reece mi ascolta e alterna il suo silenzio con risposte corte mentre non stacca gli occhi da me, ascoltando attentamente e guardando con premura che alzassi abbastanza il piede ogni volta che salivamo un marciapiede.
Tiene da una mano la sua cartellina, dall'altra la mia, si era offerto di tenere pure il mio zaino ma quello preferivo tenerlo io, anche perché mettevo sempre più libri di quelli che servissero, per quanto sono smemorata potrei essermi dimenticata di portare un libro quindi per evitare che cose del genere accadano mi limito a ficcare più libri che posso dentro lo zaino.
Entriamo a scuola e mi sto per staccare dalla sua mano ma lui mi stringe di più le dite attorno alle sue
«Dove vai?» chiede confuso
«Siamo in un corridoio scolastico, ci vedranno tutti» comunico a bassa voce
«Lasciali guardare» dice con nonchalance camminando con l'altra mano in tasca e con una confidenza che non avevo mai avuto. Con quel atteggiamento da bad boy l'avrei preso a schiaffi. Mi sembra ritornare a quel giorno al bar, quando il suo sorriso aveva risvegliato qualcosa in me, aveva filtrato le tende che avevano coperto il mio mondo come un raggio di sole e mi hanno costretta a spostarle per lasciarlo riscaldarmi. Lasciarlo prendersi tutto.
Perché forse ammettere quello che provavo era più semplice che negarlo.
Però sapevo anche che non c'erano bisogno di parole tra noi. Eppure volevo una spiegazione. Volevo sapere. Dovevo sapere.
Lo guardo di profilo mentre si guarda attorno e saluta occasionalmente alcuni amici. Centrava qualcosa con quell'incidente, me lo sento.
Lui sente il mio sguardo su di lui e si gira «Che c'è? Mi stai ammirando? Continua pure, non mi offendo mica» replica con il solito sorrisi o irritante e sbuffo
«Tranquillo stavo solo osservando i brufoli che ti sono spuntati sul viso questa notte» rispondo, ma in realtà il suo viso era perfetto, nessun brufolo segnava il suo viso, solo dei piccoli segni rossi qua e là e quel filo di barba che iniziava a crescere durante la pubertà.
Prima che possa entrare in classe una ragazza passa affianco a me «Ti sta illudendo» era Armonia
Entriamo in classe ma appena sposto lo sguardo sui miei compagni una figura cade a terra incosciente.
Nives. Era Nives.
Il cuore sembrava essermi stoppato in petto e non riesco a mandare giù la saliva
STAI LEGGENDO
Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)
Romance‼️Se sapete di essere sensibili a certe tematiche continuate a scorrere‼️ "C'erano troppi segreti in quella cittadina... E io avrei svuotato il sacco una volta per tutte..." «Perché quando quel vuoto si impossessava di me pensavo fosse il cibo a pot...
