Capitolo 42

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"Non è mai tardi per tentar l'ignoto"
- Gabriele D'Annunzio

Piper

Le due settimane più stressanti della mia vita.

Non sono riuscita a mangiare niente e dormire di notte era quasi impossibile.

Ormai il giorno del ballo è arrivato. Tutti si stanno riscaldando mentre io continua a guardare il pubblico da dietro le quinte.

Mi sento debole, troppo debole, ma le uniche cose che ho provato a mangiare le ho vomitate.

«Piper, si va in scena tra dieci minuti» mi comunica l'insegnante prima di andare a sistemare tutta la roba.

Respiro pesantemente e cammino avanti e indietro.

«Perché così agitata? Durante le lezioni almeno riuscivi a non cadere» dice sarcastica Delaney, quando nota la mia faccia però il sorriso le cala leggermente «Hey? Vedi di non svenire, ci manca solo quello. Respira un po' e calmati» mi passa una bottiglia

Prendo un sorso e la metto giù «Vado a prepararmi» vado verso la sala trucco e me lo sistemo un po'

Delle goccioline di sudore scivolavano giù dalla mia fronte.

C'è la posso fare.

Mi sono preparata tutto l'anno per questo ballo.

Sarebbe dovuta essere una giornata bella per me, eppure mi sentivo rinchiusa. Il corsetto mi soffocava e l'ansia saliva.

Avevo ancora in mente le parole di mia zia. Dovevo prendermi cura di Miracle quando lei sarebbe morta.

Prendermi cura di una bambina nata da un tradimento.

Stringo i pugni e riverso i trucchi a terra.

«Ma sei impazzita!» gli riprende Delaney

«Stiamo salendo in palco, muoviti, ci stanno aspettando tutti» dice e io annuisco seguendola dove tutte le altre erano messe in fila indiana.

Si sentiva la voce della nostra insegnante rimbombare mentre guida gli spettatori. Le mani mi tremano e cerco di asciugarle sul vestito.

Quando la musica parte entriamo tutte con grazia, saltellando qua e là elegantemente. Eppure la mia postura non era morbida come doveva essere. Lo sentivo.

Non mi giro nemmeno per controllare l'espressione dell'insegnante, spero solo di riuscire a completare questo ballo senza problemi e poi precipitarmi a casa.

Tutte quelle giravolte, e passi larghi che avevo praticato sembravano così complicati adesso.

Rischio di scivolare ma mi salvo all'ultimo momento.

Dovevo darmi una calmata o avrei fatto fare una brutta figura a tutti, non solo a me stessa.

Prendo una grande respiro e chiudo gli occhi lasciandomi cullare dalla dolce musica classica che rimbombava per tutto il teatro.

Finiamo il primo ballo e torniamo dietro le quinte. L'insegnante marcia verso di me

«Piper si può sapere cosa ti prende? Sei pallida e sembri debole, hai dormito?» mette un palmo gelido sulla mia fronte «Non sembri avere la febbre, mangiati una barretta e bevi, poi tutt'e a prepararsi» batte le mani e tutti si danno all'opera

Mi si stringe lo stomaco e bevo solo una grande quantità di acqua. Mi alzo e vado verso i camerini per cambiarmi il tutù.

«Ma l'hai vista? Secondo me sta sabotando tutto» dice una ragazza che fa parte del corso

«Si ma poi hai visto com'è magra? Sembra scheletrica» ribatte l'altra

«Speriamo che sviene così ce la togliamo dai piedi, avrei dovuto averlo io il suo ruolo invece l'insegnante mi ha dato un ruolo minore. Ti rendi conto che ingiustizia?»

«In ogni caso Piper si meritava quel posto il triplo più di te» dice una voce famigliare «E ti consiglierei di far attenzione che la persona interessata non sia nella stessa stanza» apre la mia tenda rivelandomi lì

Le due ragazze escono dai camerini fosse in viso e dicendosi delle cose sotto voce.

Sospiro «Hanno ragione»

«No che non la hanno, e lo sai pure tu, ora cambiati e andiamo a sfasciare il palco» mi tira il nuovo tutù e chiude la tenda. La sento allontanarsi e mi giro verso lo specchio.

Avevo preso del peso, stavo molto meglio rispetto a prima, però l'avevo riperso tutto per colpa dello stress e del mangiare male in questi giorni durante e dopo la gita, ogni giorno mangiavamo praticamente solo schifezze e finivo per vomitare metà della roba da quanto cibo spazzatura mischiavo.

Esco e raggiungo le altre.

Quando il nostro nome viene pronunciato di nuovo entriamo in scena.

Faccio quello che devo fare, mi concentro e sta volta il ballo viene bene. I salti sono precisi e vado sempre su piedi saldi. La prof mi lancia uno sguardo di approvazione che mi spinge a fare meglio.

Le punte ai miei piedi mi facevano sentire invincibile, quasi potessi volare. Le luci puntano su di noi e il pubblico è silenzioso. Le mie compagne di muovono con grazia attorno a me.

Durante l'ultima trottola in cui io sono in mezzo però mentre sto girando sento i suoni ovattarsi fino a sentire solo un leggero fischio. Tutto giro e poi: nero.

Spazio autore:

Heyyyyy🥹
Ancora un capitolo e poi ci sarà l'epilogo❤️‍🩹

Non riesco nemmeno a esprimere la gioia e l'ansia nel scrivere questi ultimi capitoli, non sono ancora mentalmente pronta a salutare questa storia❤️

Ringrazio tutti per i commenti e le stelline🫶🏼 valgono tanto per me

Ci vediamo all'ultimo capitolo🩵

Dalla vostra maybeflying

Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora