Capitolo 30

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(Capitolo con più pov, i pov vengono segnati grazie al nome del personaggio interessato in grassetto. E con questo, godetevi lo spettacolo ✨✨)

"Un animale non potrebbe
mai essere crudele quanto un uomo"
- Fëdor Dostoevskij

Virginia

Dolore.

Non dolore fisico.

Mi faceva male la testa. Il cuore. Il corpo.

Tutto mi diceva di spegnermi. La mia mente urlava "basta", era sempre lo stesso loop da quando tutto quello che faccio è svegliarmi, fare colazione, andare a scuola, pranzo, tornare a casa, studiare, dormire.

Odiavo gli ospedali ed ora mi toccava stare qua, agitata per la mia amica, l'odore di medicine non aiutava e i medici che continuavano ad entrare e uscire dalla stanza con espressioni a dir poco stressate non faceva che aumentare i miei battiti cardiaci. Tra un po' saremo in due finite in ospedale.

Reece è seduto sulla sedia propio davanti alla porta, gli occhi fissi davanti a sé. Piper è totalmente dall'altra parte, braccia incrociate e non osava guardare nessuno. Sposto lo sguardo tra quei due e sospiro. Mi alzo dal mio posto e mi dirigo verso Piper.

«Avete litigato?» mi piazzo davanti a lei ma i suoi occhi guardano tutto tranne il mio viso

«È un cretino» mormora lei

Piper

«Allora? L'hai trovato quello che dovevi trovare o-» si blocca alla vista della lettera nell' mie mani «Stavi frugando nella mia roba?» esclama arrabbiatissimo, afferra la lettera dalle mie mani con violenza, facendomi fare dei passi all'indietro.

Quella lettera non sarebbe mai dovuta finire nelle mie mani.

«Sei propio un impicciona Piper! Per questo non ti sopporta nessuno» sbatte la lettera sul comodino «Devi imparare a farti gli stracazzi tuoi, perché se pensi solo perché ci siamo dati quel bacino e oggi sono stato carino puoi fare quello che vuoi, ti sbagli» mi urla letteralmente in faccia

La mia visione è accecata dalle lacrime e mi sforzo ad annuire. Cosa potevo fare d'altronde? Era stanco, preoccupato, nervoso e avevo appena letto una cosa privata sua.

«Non volevo frugare...mi dispiace...stavo cercando una forb-» ma lui mi blocca

«Potevi tranquillamente rimettere la lettera a posto, ma tu no! L'hai aperta e l'avrai letta tutta!» move le braccia esasperato

«Sembri impazzito. Ti ho chiesto scusa» la mia espressione si indura, se pensa che mi farò trattare di merda solo perché sta di merda allora si sbaglia

«Beh uno scusa non basta, Piper. Io non vado a controllare quanti pacchetti di gomme da masticare hai finito in una settimana e di certo non vado a cerca quello che è successo ai tuoi genitori!» continua

Prende un gran respiro «Senti...mi dispiace...sono stanco e irritabile e tu non avresti dovuto toccare quella lettera» dice più dolcemente ma serio

Annuisco muta.

«Andiamo in ospedale adesso per piacere. O cose più importanti da fare che litigare con te»

Mollo i cerotti e la garza li, seguendolo fuori dalla stanza

Virginia

Le poggio una mano sulla spalla «Andrà tutto bene» Lo spero.

Reece non sarà in grado di perdere un altra persona a distanza di qualche mese dalla perdita di Mia

Delaney siede affianco a Reece mentre le tiene una mano sulla spalla, sussurrandogli qualcosa all'orecchio che lo fa calmare.

Finalmente Piper li guarda, uno sguardo gelido. Non era gelosa ma visibilmente infastidita.

Due braccia mi avvolgono e un petto va a contatto con la mia schiena

«Eccomi» mormora Brian, stanco e triste, tremava leggermente, forse dalla stanchezza, forse da quanto faceva freddo nella stanza.

Non riuscivo più a capire niente.

Valery dietro di lui sta ferma a disagio mentre giochicchia con l'orlo della camicia che stava indossando.

La salutiamo tutti con la mano tranne qualche "ciao" sussurrato. Le mie amiche fanno un cenno a Brian, stavano iniziando ad accettarlo e dopo averle parlato di quello che avevamo scoperto stavano cercando di capire, ed assistevano alle indagini con noi. Ormai era una settimana da quando la polizia aveva d'inchiesta i filmati delle videocamere di sorveglianza del bar.

Delaney corre ad abbracciare Valery, cosa che non fa con nessuno. Le prende una mano e la stringe nella sua mentre le parla a bassa voce.

Sorrido tra me e me finche noto una figura fissarmi. Il fratello di Nives, appena sposto il mio sguardo su di lui guarda altrove. Non ci faccio tanto caso.

Un dottore esce dalla stanza e abbassa la mascherina scuotendo la testa.

Lo shock si disegna sul viso di ognuno di noi. Un peso si installa sulle mie spalle, portandomi in giù.

Il colore scompare dal viso di Reece mentre Xavier si accascia sulla sedia con il viso fra le mani, Eloisa gli posa una mano sulla spalla come conforto, il suo viso contorto dalle lacrime.

La madre di Nives nasconde il viso nel petto del marito, piangendo. JJ è immobile, lacrime negli occhi.

Sento Brian stringermi più fortemente. Non mi ero nemmeno accorta delle lacrime che stavano colando giù dal mio viso come fontane. Sposto lo sguardo sulle spalle tremanti di Delaney mentre Valery la abbraccia.

Non si sentiva nient'altro oltre a dei singhiozzi piccolissimi ma quel silenzio pesava più di mille parole.

È come se i suoni si fossero ovattati e stessi vedendo la vicenda in quarta persona, come in un incubo.

🎡

Sto seduta sul mio letto. Gli occhi stanchi e la testa pesante. Il cuore era vuoto, ma pesava, sembrava che tutti si fosse fermato. Era successo tutto così in fretta. Lei stava bene.

Perché non ha mai detto niente?

Mi allungo per raggiungere le lettere sotto al letto

"A mamma", "A papà", "A Armonia"...

Alzo lo sguardo sulla serratura della mia porta e poi sul lampadario attaccato al tetto.

Ci sarebbe voluto un secondo...

Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora