Capitolo 24

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"A me basta saperti qui
da qualche parte, perché la voglia
di vivere non mi abbandoni"
- Fëdor Dostoevskij

Virginia

L'ombra di un albero era il mio punto preferito per studiare, sopratutto se quell'albero portava così tanti ricordi.

Traccio le due iniziali marcate sul tronco "B + V" c'era scritto.

Brian + Virginia

Brian diceva sempre che lui non esisteva senza di me, che io avrei dovuto in ogni modo vivere senza di lui ma lui non avrebbe vissuto senza di me.

Eppure lui mi aveva ferito.

Mi stringo la collana che avevo al collo, quasi per strapparla, me l'aveva regalata lui e io non ero mai riuscita a toglierla.

«Paperetta»

Una voce alle mie spalle, non oso girarsi.

«Non potrai ignorarmi per sempre, dovremmo parlarne prima o poi» rilascia un sospiro «Fa male a entrambi questa situazione» dice a bassa voce e io scatto in alto

«Sei fortunato che io non ti abbia denunciato Brian! Non giocarti la tua fortuna!» sbotto e lui mi guarda scioccato

«Lo so di aver detto cose che non avrei dovuto dire e l'alcol nel mio corpo non mi giustifica ma denunciare mi sembra troppo» borbotta e il sangue mi ribolle nelle vene

«In quella camera, sgabuzzino, qualunque cosa fosse! Quelle quattro mura in cui tu...hai fatto quelle cose a me! Al mio corpo...» gemo

Mi guarda confuso «Di cosa stai parlando Virginia?«

«Fingi di non capire o tutto quell'alcol ti ha tolto la memoria? Eh?» tiro su col naso

«O forse sono state tutte quelle ragazze con cui sei stato nei mesi successivi» dico gelosa

«Rossa» dice dolcemente

«No! Tu non mi hai nemmeno chiesto scusa!» alzo la voce

«Perché non me ne hai dato mai il modo! E non capisco nemmeno di cosa stia parlando! Sgabuzzino, ragazze» alza le mani e le rilascia esasperato «Dopo che hai detto che non volevi più parlarmi te ne sei andata e io ho cercato di seguirti ma mi sono piegato in due ed ho vomitato tutto quello che avevo in stomaco, i miei amici mi hanno aiutato fino in bagno»

«Quando sono ritornato per cercarti Asher mi ha detto che ti ha visto lasciare il bar con un espressione distrutta in viso e che era molto preoccupato per te» dice guardandomi preoccupato

«Allora non eri tu...» leggo la confusione e la sincerità dipinti sul suo viso ormai stanco

«Cosa è successo in quello sgabuzzino, paperetta?» dice a un soffio dal mio viso

«Mi hanno stuprato» dico tutto d'un fiato. Non avevo mai detto queste parole a voce alta.

Mi facevano ancora più schifo dette ad alta voce. Le mie dita vanno istintivamente alla mia maglia per giocare con i bordi mentre il corpo di Brian si paralizza

«Cosa?» dice com tono gelido. Noto subito il modo in cui stringe i pugni e la vena sul collo e sulla tempia pulsa.

«Non hai mai denunciato? Ne parlatone con me?» mi guarda confuso, la rabbia si trasforma in tristezza «Virginia tu mi devi dire tutto, noi facciamo le cose insieme. Io ho sempre voluto spiegarmi ma non me ne hai mai dato l'occasione. Ora mi sganci una bomba del genere... sono passati mesi da quella notte» mi prende il viso tra le mani «Come stai?» mi chiede sinceramente e scoppio in lacrime mentre affondò tra le sue braccia

«Ero così sicura fossi tu...» singhiozzo «Ho evitato questo discorso per troppo tempo, se l'avessi saputo prima non...» la gola sembra più stretta

«Va tutto bene» Brian mi massaggia la schiena dolcemente «Avevi paura, ci sta. Ma non possiamo aspettare un secondo in più e chiedere aiuto ai tuoi genitori e andare alla polizia a denunciare» mi guarda con serietà

Scuoto la testa terrorizzata «Questa persona potrebbe cercarmi per uccidermi!» tremo «Non posso! Cosa penseranno i miei genitori! Cosa penseranno i miei amici! Piper!» mi prendo il viso tra le mani

«Hai bisogno di aiuto Virginia. Quello che ti è accaduto non definisce chi sei adesso. Sei stata fortissima a tenere duro fino adesso e ti sei sforzata a tenertelo per te ingiustamente» mi prende una mano nella sua cercando di vedermi negli occhi «Anche se fossi stato io quella notte non avresti dovuto pensarci due volte a dire no. Lo sai?»

Non riesco ad annuire. Tutto quello che esce dalla mia bocca è un singhiozzo sottomesso.

I suoni diventano ovattati e una sensazione di nausea e ansia mi paralizza. Lo guardo terrorizzata.

«Hey Hey» mi schiaffeggia leggermente una guancia per focalizzarmi su di lui.

«È tutto okay, stai avendo un attacco di panico» mi tiene a un braccio di distanza per farmi respirare prima di prendermi le guance nei palmi «Dentro» respiro assieme a lui «Fuori»

«Brian io...io non posso sporgere denuncia...sarà umiliante» gli stringo la maglia cercando il respiro. Dovevo calmarmi ma i miei occhi vacillavano senza trovare un punto fisso e la gola sembrava stringersi.

«Ci penseremo dopo, anche domani se vuoi, ora guardami» mi costringe a fissarlo. Quel ragazzo che avevo tanto odiato in quegli ultimi mesi mi stava stringendo le guance e cercando di calmarmi.

«Virginia» dice serio «Non ti devi mai, mai, vergognare di quello che è successo. Mai. Ci sarò sempre io dalla tua parte, i tuoi genitori, le tue amiche, e come tue amiche intendo quelle vere, perché tu fai ridere tutti Virginia ma loro vedono oltre al tuo sorriso. Io lo vedo»

Sono calma. Credo.

«Avrei dovuto provare di più ad avere questo confronto, invece mi lasciavo spingere via ignorando il fatto che più mi allontanavi più volevi che io ti aiutassi. Ma io idiota mi sono lasciato prendere dall'angoscia, dalla rabbia, dalla tristezza e mi sono focalizzato solo sulle tue parole e il modo in cui mi hai spinto via» prende una delle mie mani e me la poggia in viso sotto la sua per toccare la mia pelle

«Non avresti dovuto. Non avresti dovuto per niente» si blocca per un secondo «Affrontare tutto questo da sola»

Mi guarda «Nessuno lo sapeva?»

«Eloisa, McKenzie e Armonia...» mormoro

«Piper?» chiede ma scuoto la testa

«Lei...non voglio lo sappia. Si inizierà a preoccupare di me quando ha già i suoi problemi» lo guardo vulnerabile

«Si preoccupa già di te, lo facciamo tutti. Tutti vedono come ti atteggi quando sei sola, molta gente ti ha visto andare via scossa da quel bar ma nessuno è stato abbastanza furbo da aiutarti» mi poggia le mani sulle spalle «Ma io non farò lo stesso errore»

Gli occhi mi diventano lucidi.

Non mi ero accorta di quanto mi fosse mancato fino ad ora.

Unhealed LOVE (IN REVISIONE!!)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora