Ace Romano è il padre di 7 figli, ex capo della mafia italiana che è stato sostituito dal figlio. Alexander Romano, figlio di Ace e nuovo capo mafioso. Allison, una ragazzina di 16 anni è stata maltrattata dalla madre e dal patrigno. Con il tempo è...
Vedo la donna di quel maiale uscire dalla stanza con la testa alta, e un sorrisetto si forma sulle mie labbra mentre sogghigno piano. Sì, così si fa, ragazza mia! Fatti valere!
Le facce confuse di tutti sono come un balsamo dolciastro per il mio ego; spostano lo sguardo dal cadavere ormai dissanguato ai miei piedi alle porte chiuse da cui è uscita la moglie dell'ex boss della mafia turca. Mi rivolgo alle persone che ora hanno fissato gli occhi su di me, con una domanda negli sguardi: " Perché la cosiddetta moglie non si è disperata per la morte del marito, ma è scoppiata a ridere?" Io inarco un sopracciglio mentre rispondo divertita: «Non si è disperata perché era stata costretta a quel matrimonio e perché lui la maltrattava e la abusava sia fisicamente che mentalmente. Ieri ho detto che qui non ci sarebbero state guerre tra mafie o morti di alcun capo mafioso, e molti di voi potrebbero pensare che io abbia mentito e ora possa ammazzarvi tutti, ma... non è quello che ho fatto. » Da sguardi sospettosi passano a sguardi confusi, e so che qualcuno sta per aprire bocca per chiedermi se sono impazzita, ma li precedo spiegando: «Lui non è il legittimo erede della mafia.» Mormorii confusi e agitati si diffondono nella sala, e io lascio che loro elaborino questa informazione prima di sganciare una bomba che, sicuramente in molti, troveranno inaudita e oltraggiosa. «La donna che è uscita ora dalla porta è la legittima erede della mafia. Suo padre, ancora di vecchia scuola, pensava che una donna non potesse governare una mafia, e pertanto costrinse la sua primogenita a sposare quel maiale che giace ai miei piedi, affinché lui potesse prendere il potere. Nonostante quello che molti di voi stanno pensando, io non prenderò il comando di quella mafia. » Sguardi confusi mi arrivano da tutte le parti. È prassi che, quando qualcuno uccide un capo mafioso, prenda il suo posto al comando. «Io ho ucciso il marito del vero boss mafioso, cioè lei.» Inclino il mento verso la figura della donna che poco prima era sottomessa e vestita praticamente come una ragazzina di campagna, e ora scende le scale con sicurezza, sorridendo beffardamente.
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Noto che si è cambiata d'abito e sulla sua faccia è presente un trucco leggero, usato solo per enfatizzare i suoi occhi già profondi.
Le faccio un cenno del capo come saluto, che lei ricambia appena prima di uscire dalla porta ed entrare nella macchina nera con cui è arrivata. La vedo uscire dai cancelli e mi giro verso una delle guardie, facendole capire di togliere il cadavere dal tappeto prima che qualche timida donna incinta, e in preda agli ormoni, ci vomiti sopra.
Mi alzo dal mio posto dopo aver mangiato la colazione e mi scuso, prima di dirigermi verso il corridoio, dove qualcuno mi sbatte al muro. Sto per reagire quando riconosco il suo profumo e noto gli occhi che amo-no aspetta, nononono, io non amo quegli occhi quasi neri, così profondi che sembrano volerti tirarti l'anima al suo intern- ma che cazzo sto pensandooooo!
Lo ami, lo hai detto anche tu no?
Zitta coscienza di merda... io non lo amo. Dopo tutto quello che ho passato, come pensi che potrei amare qualcuno eh?
Mi metto subito sulla difensiva nonostante non ci sia nessun pericolo reale.
Ti sei lasciata toccare ieri, gli hai dato il tuo primo vero orgasmo, gli hai fatto vedere le tue cicatrici e te le sei fatta toccare. Tu lo ami, è inutile che continui a mentire a te stessa.
Rimango in silenzio mentre rifletto, persa nel mio mondo. Sono veramente innamorata di lui? E questo cosa comporterà? Tutti i miei nemici lo vorranno morto; non importa quanto potente sia, sarà il mio punto debole.
Lui mette a tacere tutti i miei pensieri schiantando le sue labbra morbide sulle mie, mi bacia prepotentemente mentre io gli avvolgo le braccia attorno al collo. Lui mi stringe il sedere tanto da farmi gemere di sorpresa e mi infila la lingua in bocca mentre mi prende in braccio. Sento il suo rigonfiamento premere contro la mia figa e comincio a strofinarmi su di lui come una piccola troia. La SUA troia. Getto la testa all'indietro quando comincia a baciarmi e a succhiarmi il collo, sfregando quella barbetta sexy che non ha tagliato stamattina. Comincio a strofinarmi più velocemente contro quel grande rigonfiamento, tanto che sembra stia per rompere i pantaloni. Lo sento ridacchiare quando rabbrividisco e mi sussurra cupo e con voce roca: «La mia piccola troietta è desiderosa del suo rilascio, eh?» Fa un movimento circolare con i fianchi, facendomi impazzire di piacere quando colpisce più duramente il mio clitoride-«Ti ho sentita là fuori, amore mio. Meriti che io ti faccia venire?» Gemo, impossibilitata a rispondere a causa delle troppe emozioni, e lui ringhia contrariato «Rispondi, amore, devo farti venire? » Io annuisco vigorosamente mentre cominciano a tremarmi le gambe in modo incontrollato.
Lui sogghigna sulla mia gola prima di strofinarsi ancora più forte «E alla mia troietta non importa se qualcuno la vede qui, in mezzo al corridoio con una stanza piena di mafiosi, um? A lei interessa solo venire, vero?» Annuisco, non riuscendo a collegare il cervello , e sento l'orgasmo che monta rapidamente dentro di me «Bene, allora vieni, e vieni forte. Voglio vedere che non stai più in piedi con le gambe che tremano come gelatina.»
Basta solo questo ed io vengo, vedendo le stelle davanti agli occhi con la testa poggiata sul muro dietro di noi. Lui mi porta in quella che credo sia la mia camera, mentre la stanchezza mi colpisce tutta in un colpo. Mi adagia sul letto e mi copre, lasciandomi un leggero bacio sulle labbra : «Buona notte, mia piccola regina.» Mugulo qualcosa nel sonno e l'ultima cosa che sento prima che tutto diventi buio è il suono della porta che si chiude.