Hidden.

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La sua bocca umida continuava e posarsi sulle sue labbra, senza soste, senza tregue. Bisogno. Le sue labbra erano come ossigeno e lei stava decisamente soffocando. Portò due mani dietro al suo collo, premendo anche i suoi capelli corvini contro esso. Alzò di poco le punte dei piedi per arrivare al suo ossigeno. Premette ancor più il suo viso contro il suo, come se potesse prenderne sempre più. A volte aveva paura. Paura che quell'ossigeno potesse finire da un momento all'altro, ma lei non l'avrebbe permesso.

Rilasciò le sue labbra per far combaciare le loro fronti e per concedersi il lusso di guardare i suoi meravigliosi occhi. Due occhi grandi che non avrebbero mai smesso di guardarla come se fosse davvero la cosa più bella al mondo.

Il suono assordante della campanella, le risvegliò da quel momento. Gemma sbuffò e portò il suo corpo contro le mattonelle bordeaux del bagno delle ragazze. Abbassò lo sguardo sulle sue mani per evitare di guardare il viso di Emily dispiaciuto dalla sua reazione. Una mano raggiunse le sue, intrecciate tra loro. Strinse entrambi in una presa salda, forte. L'altra mano, si posò sotto il suo mento, obbligandola a guardare negli occhi la ragazza davanti a sé.

-Cosa succede?-

Le chiese.

-Vorrei non dovermi nascondere per baciarti-
Disse, cercando di impedire alle sue lacrime di scendere.

-Ho solo paura che tu possa stancarti di mantenere questo segreto-
Continuò. Non sapeva bene il perché l'avesse detto. Dovrebbe essere lei quella stanca, ma la paura di perderla, riusciva a farle venire in mente le probabilità più assurde.
Emily prese il suo viso fra le sue mani.

-Guardami, per favore-
Lei obbedì.

- Sto solo aspettando il momento giusto per dirlo a mia madre. Non mi stancherò mai di te, Gemma. Se solo tu potessi sentire il calore del tuo tocco, se solo avessi visto come sorridi quando arrossisci o come arricci le labbra quando ti concentri, sapresti perché non ho intenzione di lasciarti andare-


E per l'ennesima volta, le sue labbra si scontrarono contro quelle di Emily, facendole riprendere fiato.


Louis percorse il corridoio velocemente. Era in ritardo. Quella mattina faceva più freddo del solito, così indossò una felpa nera che lo riscaldasse di più. Amava l'autunno soprattutto per quello. Adorava sentire il freddo sfiorargli la pelle, scendere lungo la sua schiena prima di avvolgerlo in un leggero abbraccio. Ma proprio quel giorno, non riusciva a sentire alcun brivido di freddo causargli la pelle d'oca. La rabbia ribolliva nelle sue vene e tutto ciò a cui poteva pensare, era il corpo di Harry disteso su quel letto d'ospedale. Eppure, tutto ciò che mostrava Zayn era la quiete. Come se potesse essere mite persino durante una sparatoria.


Arrivò in pochi minuti alla porta della sua aula in cui lo attendeva il professor Cooper. Scienze. Raggiunse il suo posto, in fondo all'aula. Non poté non far caso alla sedia vuota accanto a lui. Harry era ancora in ospedale, non sapeva quando l'avrebbero dimesso. Pensò di andarlo a trovare, prima di scuola, ma non avrebbe fatto in tempo. Posò il suo zaino per terra dopo aver preso tutto ciò che gli occorreva. Per un attimo, distolse il pensiero da quella rabbia costante, ma il suo viso riaccese quel pensiero. A coprirgli le gambe, come al solito, c'erano gli stessi skinny neri strappati sulle ginocchia e, in parte, degli stivali neri. Indossava una felpa simile a quella di Louis. Sotto, una maglietta blu chiaro che lasciava intravedere uno dei suoi tatuaggi, sulla clavicola sinistra. Se ne stava tranquillamente seduto con la testa inclinata da un lato mentre guardava il professore.


Le cinque ore passarono più lentamente del solito, come per mettere alla prova la pazienza di Louis. La campanella suonò annunciando la fine delle lezioni. Mise all'interno dello zaino le cose che aveva tirato fuori, senza fare troppa attenzione alle loro posizioni. Chiuse velocemente la borsa e se la sistemò sulle spalle prima di uscire dall'aula per cercare lui. Non ci mise molto. La sua chioma scura si fece riconoscere in mezzo alla folla e Louis aumentò il passo. Strinse le dita della sua mano attorno al braccio di Zayn che si girò di scatto con uno sguardo che fece gelare il sangue nelle vene di Louis. In un attimo, quello sguardo scomparve e tornò il solito. Neutrale.

- Cosa vuoi?-
Chiese senza giri di parole.

-Mi prendi in giro?-
Louis corrugò la fronte lasciando il suo braccio.

-Se lo stessi facendo, non te ne accorgeresti nemmeno-
Sorrise di gusto. Persino il suo sorriso incuteva paura.

Louis ignorò la sua risposta e iniziò a parlare.

-Harry è in ospedale, non lo sapevi? E credo che tu sappia anche perché è lì-
Disse chiudendo le mani in pugni per impedire alla rabbia di avere la meglio su di lui in quel momento.


Il sorrisetto sulle sue labbra scomparve improvvisamente. La sua espressione variò nello stesso attimo in cui Louis gli diede quella notizia. Preoccupazione. Era tutto quello che esprimeva in quel momento e Louis ne fu quasi sorpreso.

-In quale ospedale?-
Chiese abbassando il capo. Non lo faceva mai.

-Non ho intenzione di dirti dov'è-

Rispose Louis senza esitazione. Rieccolo. Il cambiamento d'espressione. Era arrabbiato e la sua mascella contratta, ne era la prova. In un millesimo di secondo, Louis si ritrovò con le spalle contro gli armadietti e il fiato di Zayn sul collo. Torreggiava su di lui e tutto ciò che poteva vedere erano i suoi occhi prendere una tonalità ancor più scura, se esisteva.

-Credi davvero che andrei a trovare quel frocio?-
Chiese con una grossa dose di disprezzo nel suo tono.


Louis premette le mani contro il petto di Zayn prima di spostarlo di qualche centimetro.

-Sta alla larga da lui, Zayn-
Disse prima di spingerlo ancora.


Gli occhi scuri di Zayn fissarono Louis per svariati secondi. Nonostante gli spintoni, era impaurito. Il suo semplice sguardo, riusciva a fargli venire la pelle d'oca più di quanto potesse fare una gelida mattina d'inverno. Distolse lo sguardo dalla sua figura prima di voltargli le spalle e percorrere il corridoio ormai quasi vuoto.

Male. Era il male, e di questo Louis ne era certo.


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