Nell'Arena

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Arianna's p.o.v.

Ebbene sì, è già giunta l'ora.

Saluto il mio mentore e il mio stilista, prima di venire infilata in un tubo vitreo che mi fa quasi sentire claustrofobica.

Mentre esso mi fa alzare sempre di più, tengo lo sguardo basso verso di loro, che mi guardano quasi dispiaciuti.

So che probabilmente non sembro così brava, anzi, non lo sono proprio, ma non capisco perché dispiacersi se ancora non hanno visto come sono messi tutti gli altri.

Alla fine non ho più avuto occasione di parlare con Lawliet, nè con Matsuda e il suo amichetto Near. Me ne sono completamente dimenticata.

E così tutte le mie possibili alleanze sono andate in fumo.. per una mia stupida dimenticanza.

Avrei potuto almeno lasciar loro un messaggio, fare qualcosa, e invece.. ero talmente accecata dalla rabbia e agitata per l'arena che non ci ho proprio pensato.

60, 50, 40...

Mentre sono immersa nelle mie riflessioni, il tubo si apre, rivelando davanti a me un'arena mozzafiato.

Dico mozzafiato, per un semplice motivo:

L'acqua.

Io sono nata con l'acqua, sono cresciuta con l'acqua.

Vengo dal distretto della pesca, e ciò non può che giovarmi.

Il mio sguardo si fa più acuto, e vedo una cornucopia in mezzo al lago.

Da ogni piattaforma su cui sono i tributi, si diramano delle striscioline di sabbia tutte convergenti verso al centro.

30, 20, 10..

Non appena suona il via, devo andarci subito.

Là, alla cornucopia.

Guardo chi mi sta di fianco: a sinistra c'è Lawliet, e a destra, beh.. ovviamente non poteva mancare Yagami.

I secondi stanno lentamente scorrendo.

5, 4, ...

Sento nelle vene un'adrenalina mai provata prima.

3, 2, 1...

VIA!

Scatto a correre senza rendermene conto sulla strisciolina di sabbia.

Le mie gambe si muovono da sole, e i miei occhi puntano a una sola cosa: la cornucopia.

Ho bisogno di un'arma.

Continuo a correre, e mano a mano la fatica inizia a farsi sentire.

Manca ancora un poco, e poi sarò arrivata.

Mi rendo conto che sto veramente guardando solo davanti a me, e non va affatto bene.

Arrivo alla cornucopia, e c'è già un bagno di sangue.

Gli uomini adulti si stanno ammazzando brutalmente fra di loro, e vedo pezzi di carne insanguinati e facce straziate ovunque.

Distolgo lo sguardo.

Ho bisogno di armi e provviste, ma se mi immischio lì dentro, ne uscirò sicuramente morta.

Noto però che, poco distante dalla rissa in corso, c'è un piccolo zainetto col numero 4 che aspetta solo di essere preso da me.

Mi avvicino quatta, ma devo controllare la situazione a 360° gradi, per essere sicura di non avere attacchi improvvisi alle spalle.

Beh, direi che me ne sono accorta in tempo.

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