24. FESTA, SENTIMENTI E SFIDE. COMPARE L'OMBRA DI ZODIACO?

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Manuel era sicuro che qualcosa non andasse, a parte il suo mal di testa. Lucy era più taciturna del solito, nonostante Manuel cercasse di farle ricordare che la festa era per lei. In un attimo in cui era venuto a cercarla in camera sua, l’aveva beccata a piangere davanti a una foto di una ragazza il cui volto, per un istante, solo per un istante, gli causò uno shock. Sapeva di averla già vista, ma dove?!
Decise di non pensarci e, dieci minuti dopo, erano arrivati alla festa preparata per la piccola Lucy, le sorelle Thompson e Jacqueline, le cui immagini svettavano imperiose nel salone. Oggetto di attenzione, seppur minore rispetto alle Falci delle Morte, era Tsugumi, l’Immortale. Tutti volevano o un autografo o una spiegazione sul come si faceva. Manuel capiva a distanza che l’anima della Gatta Nera era a disagio.
Quindi, apparve minaccioso e tranquillo alle spalle dei fan, sussurrando: - Ora filate via, sorci, o vi getto in pasto a un gatto molto più feroce di lei.-
In un attimo, erano scomparsi.
Tsugumi sbuffò, soddisfatta: - Ti dovrei assumere come bodyguard. Non ce la facevo più. Oh, Lucy, sei felice per oggi?-
Lei corrugò un poco la fronte: - Mica tanto. Non siamo diventate Falci della Morte da sole. Il merito è anche dei Meister. Dovremmo festeggiare anche loro.-
Manuel la abbracciò da dietro, dicendole: - E smettila! Mi abbufferò, promesso; ora, però, piantala di fare il muso.-
Lei finalmente riuscì a sorridere, prima di lanciarsi all’inseguimento di Fire e Thunder, che stavano piazzando dei petardi sotto la sedia di Black*Star.
Manuel ne approfittò per chiedere a Tsugumi: - Tutto a posto? Sembri una zombie, come se non avessi dormito.-
Lei scosse il capo, nervosa, dicendo: - Solo un po’ d’insonnia, ma il sonno vien dormendo.-
Lui la fissò con insistenza: - C’è qualcosa che tu e Lucy mi state nascondendo?-
Lei divenne paonazza e farfugliò: - N-Niente che Lucy possa nasconderti.-
Poi, Tsugumi gli chiese a bruciapelo: - Black*Star l’ha presa davvero male?-
Lui la rassicurò, indicando il dio azzurro che sbraitava con Fire e Thunder: - Se fosse arrabbiato, li avrebbe picchiati senza riguardi. Per quanto sia irascibile, è anche un divino scioccone.-
Furono interrotti da Maka, che si avventò sul fratello abbracciandolo stretto e sussurrandogli all’orecchio: - Ti devo parlare, dopo.-
Lui sussurrò un: - Sì.- di risposta, poi le chiese ad alta voce, quasi non avesse ancora aperto bocca: - Maka! Dov’è il tuo fidanzato mugugnone?-
Lei lo indicò in un angolo, mentre lanciava fulmini dagli occhi a chi gli aveva rubato la scena, cioè Lucy, le Thompson e Jacqueline. Manco avesse avuto la sindrome di Black*Star.
Manuel commentò: - Uao! Ho visto tempeste meno burrascose di Soul.-
Maka gli suggerì: - Meglio se per oggi gli stai a distanza. Ho paura che si sia ubriacato di birra.-
Lo stregone sbuffò: - Che lagna! Dai andiamo a goderci la festa.-
Fu una festa molto accesa e allegra, con tanto di chiacchere e musica. Kid era tranquillo, ERA, almeno fino a quando Black*Star non distrusse un tavolo con il suo peso, rendendo la sala asimmetrica.
A parte questo, Black*Star era, in effetti, quello che aveva completamente dimenticato la rabbia del giorno prima.
Soul rimase tutto il tempo a trangugiare birra in un angolo, inutilmente rimproverato da Maka.
C’erano anche, in via del tutto eccezionale, le Falci della Morte dell’Asia e dell’Africa con i loro Meister, Djin Dallang, il cui volto era completamente avvolto da un turbante, e Deng Dinga, e il suo volto era COPERTO da piercing, che Manuel e Lucy trovarono molto simpatici.
Quest’ultima era molto osservata insieme al suo Meister; dopotutto, Lucy era diventata Falce della Morte con un anno di anticipo rispetto al record di Justin Law. Ma a parte questo, erano impressionati anche dal fatto che fosse un animale magico.
Dopo un po’, quando la festa era al termine, Jacqueline andò a prendere il microfono e spense la musica.
Poi disse: - Ascoltate ragazzi! Io sono Jacqueline O’Lantern Dupre. E sì, sono, come Liz, Patty e Lucy, che invito qui vicino a me, una nuova Falce della Morte...-
Il vociare dei ragazzi e delle ragazze la interruppe, seppur per un attimo.
Poi, lei riprese: - Ebbene... tutti voi siete qui a festeggiare noi, nonostante ci stiamo dimenticando che non abbiamo fatto tutto da sole. Non saremmo mai diventate Falci della Morte se non fosse stato per i nostri meravigliosi Meisters, ai quali vorrei rivolgere un caloroso applauso!-
La proposta fu accolta all’unanimità (se non si contava Soul!) e in un attimo Manuel, Kid e Kim furono inondati da un boato di battiti di mano.
Soul si avvicinò al gruppetto di ragazze vicine al microfono e, non appena Jacqueline finì, lo prese con disinvoltura e disse, con voce per niente ubriaca: - Un grande successo senza dubbio! E spero, con questo, di voler parlare a nome di tutte le Falci della Morte qui presenti.-
Un timido applauso accompagnò le sue parole, poi continuò: - Mhm. Sì, quattro grandi Falci della Morte... se non teniamo conto del fatto che stiamo parlando di un’irascibile, una schizzinosa, una pazza e una tappetta.-
Il boato di stupore colpì l’aula, e le ragazze furono trattenute da un solo braccio di Manuel e Kid, che si erano appostati lì in anticipo, quasi prevedendo cosa sarebbe successo.
Manuel chiese: - Spero che tu stia per rimangiare tutto, Soul Eater.-
Lui sogghignò: - Non ci penso nemmeno! Anzi, sì, chiederò scusa... ma solo se tu e la tappetta mi batterete.-
Manuel strinse il pugno, mentre l’emicrania contribuiva a farlo arrabbiare: - Non ti azzardare a ripeterlo...-
Lucy approfittò della distrazione del Meister per strappare il microfono a Soul e dirgli, in modo che sentissero tutti: - Ovvio che accettiamo, ubriacone!-
Manuel e Maka la rimproverarono all’unisono: - Lucy!!!-, mentre Tsugumi si portava una mano alla bocca, allibita.
Soul rimase interdetto, la mano che reggeva il microfono ancora aperta, prima di stringerla fissando Lucy e dirle: - Piccola...- E qui disse una parola che fece perdere a Manuel la pazienza e lo spinse a colpirlo allo stomaco, catapultandolo sul tavolo del punch.
Poi, Manuel urlò: - Domani a mezzogiorno ti farò rimangiare quella parola. E sarà il tuo miglior pasto con contorno di denti da dieci anni a questa parte, imbecille!!!-
Detto questo, afferrò Lucy e la condusse a casa, ignorando gli sguardi esterrefatti degli altri. Soul, poi, rinvenuto, non poté evitare un Maka Chop pesantissimo come punizione.
Tsugumi disse, come nella sua mente: “Ora come allora, eh? Sei orribile!”
Una voce lugubre ridacchiò: “Voi esseri umani... così malleabili!
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Manuel, una volta arrivati a casa, chiuse la porta e urlò addosso a Lucy: -Ora mi dici che accidenti ti è successo per farti uscire dai gangheri in  questo modo, Lucy Crow. E non tirarmi fuori che si tratta di problemi da adolescente in crescita!-
Lei si lamentò sbuffando: - Ma chi se ne...-
Manuel colpì la parete con forza tale da sfondarla, sbraitando: - Non ti azzardare, sai! Ho l’emicrania a mille e non sono dell’umore per scenate da quarto grado. Quindi, dimmi, cosa accidenti ti è successo perché tu rispondessi in modo cretino a un ebete jazzista ubriacone! Ora!!!-
Lei era a un passo dal piangere e balbettò, con voce ferma: - N-non lo so. Succede così da quando... da quando...- e qui si mise a singhiozzare, i pugni ridotti a due sassi, da quanto erano chiusi.
Manuel le chiese, più gentilmente: - Da quando cosa, Lucy?-
Lucy quasi urlò l’ultima parola: -... da quando è apparso... quel... quel... KARKADOOM!!!-
Manuel sussurrò, quasi inviperito: - Ah, è così?-
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Quasi contemporaneamente, Maka lo urlava a Soul: - Ah, è così?! Perché dovrei credere a una scusa così scema?!-
Lui si stava massaggiando la testa, ormai resa un’incudine da quei continui Maka Chop, mugugnando: - Ma se ti ho detto la verità! Non mi ricordo davvero nulla!-
Maka si mise a fare avanti e indietro, nervosa, cercando di mantenere la calma, gridando: - E ora mi tocca fare la copertura per te, combattendo contro mio fratello per causa tua, SCEMO! E siccome non si può annullare una sfida fatta davanti ai prof, lo renderò più nervoso di quanto non sia...-
Poi si bloccò, quasi l’avesse colpita un fulmine e disse: - E se invece... ma ovvio. Era questo il suo scopo. Divide et impera.-
Si girò verso l’angolo buio della stanza, dicendo: - Ti stai godendo lo spettacolo, Karkadoom?!-
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Anya chiese trafelata a Tsugumi, mentre andavano a casa di Maka: - Ma... Tsugumi, non dovremmo... non dovremmo...-
Tsugumi si girò e disse deciso alla sua patner: - I fan possono aspettare quanto vogliono. Devo scambiare quattro parole con “chi-so-io”.-
- Quel “chi-so-io” è quel problema di cui eravate a conoscenza voi e Teony, vero?-
La voce di Kid risuonò alle spalle delle ragazze, spaventandole.
Tsugumi disse ad Anya, con un sospiro: - Lascia che glielo spieghi io.-
Anya le urlò: - Ma il Sommo Shinigami...-
Tsugumi era decisa: - Lui è suo figlio!-
Anya si rimise tranquilla, dicendo semplicemente: - Vado a controllare una cosa a casa. Fate come se non ci fossi.-
Allontanatasi, Kid chiese a Tsugumi: - Con chi stavi parlando, prima?-
Lei disse, dubbiosa: - Beh, con Anya, ma perc...-
Lui la interruppe: - No, mi riferivo alla tua mente.-
Lei trattenne il fiato, spaventata: - C-come fai a saperlo?-
Kid divenne rosso: - Io... insomma... eri triste e... il tuo sorriso era talmente asimmetrico... cercavo di fartelo tornare alla normalità... capire cosa ti rendeva triste, insomma!-
Lei, altrettanto rossa per l’imbarazzo: - S-sì. Ma non ti farà piacere sapere con chi stavo parlando.-
Kid attese, e lei infine disse: - Era... era... LUI.-
Kid capì e la fissò sorpreso: - Ma... come? Tu sei una Grigori!-
Lei sospirò ancora, si sedette sul muretto del marciapiede lì vicino e cominciò a raccontare: - Accadde tutto quando mi trasformai per la mia prima volta, due anni fa.-
 
VICENDA DI DUE ANNI FA
 
Anya torreggiava davanti a lei, mentre i due bulli si preparavano a lottare.
Tsugumi tentò, a mo’ di scusa: - Ma... non posso trasformarmi. Non ci riesco se me lo chiedono così. -
Anya si voltò leggermente, il viso nobile e altero: - Avevo sentito dire che le persone comuni fossero forti e vigorose e divertenti e tipi brillanti. Ma tu sei diversa. Che delusione!-
Tsugumi avvampò per la vergogna, mentre il bullo si chinava, con in mano “testa-di-coltello”, a un pelo dalla faccia di Anya, sogghignando: - Così non hai bisogno di un arma, allora?- Lei tirò due potenti schiaffi ai tizi, facendoli indietreggiare.
Poi si mise in posizione da combattimento: - Arma o no, non mi faccio mettere i piedi in testa da tipi come voi.-
I tipi si rimisero sull’attenti, mentre Tsugumi fissava con apprensione, finché una voce potente non fece sobbalzare tutti: - Immaginalo!-
Era il professor Sid, che proseguì: - La lama affilata che giace nella tua anima! Risvegliala! Per batterti per i diritti in cui credi. Da oggi, sei una studentessa della Shibusen!!-
Lei chiuse gli occhi lentamente, riflettendo: “Immaginare? La spada affilata che giace nella mia anima, ha detto.”
Li riaprì che si trovava in una caverna buia e umida, rannicchiata su se stessa, mentre un’anima violacea le volteggiava davanti.
Diceva tra sé: - Non sono diventata arma perché lo volevo. Perché me? Io odio essere diversa dagli altri. Voglio andare a casa. Non voglio farlo. Vi prego, lasciatemi in pace!-
Una voce tranquilla sussurrò dietro di lei: - Con chi parli, scusa? -
Lei si rialzò, allontanandosi, mentre la voce proseguiva: - Cosa non vuoi fare, che sei così spaventata?-
Era spaventata, ma anche attratta da quella voce magnetica e disse: - Chi sei? Fatti vedere!-
Lui uscì fuori, un passo dopo l’altro. Era un ragazzo, alto, vestito di nero dai capelli alla punta delle scarpe, il volto pallido e simile a un angelo, con un eterno sorriso triste. Due spade enormi gli pendevano dai fianchi e brillavano energia, violacea come l’anima che le fluttuava davanti. Ma la cosa più sconvolgente erano gli occhi: due sfere di cristallo di un limpido nero, nelle quali si rifletteva e in cui giaceva un torrente di buio. Non c’erano altre parole per descrivere quel fumo che si accalcava fino alle iridi, nel disperato tentativo di trovare un’uscita, quasi quella prigione di occhi fosse troppo noiosa.
Lei gli chiese: - Chi-chi sei tu? Che ci fai nella mia testa?-
Lui si limitò a dire, e la sua voce era profonda come l’eco: - Non ho un nome. E sono nella tua testa, sì, ma non ti so spiegare il motivo. Vivo qui da quando eri piccola e ammetto che, preso dalla noia, mi sono divertito a darti una “spintarella”, quando ti sei semi-trasformata la prima volta.-
Lei era sbalordita e chiese: - Tu... tu puoi risvegliare la mia lama?-
Lui si grattò la testa, fissando l’anima violacea: - Spiacente, ma no. Qui devi cavartela da sola.-
Tsugumi annuì, triste: - Capisco. Beh, non ha importanza. Non volevo essere così...-
- Così come io non volevo stare nella tua testa?- chiese lui.
Si fissarono in silenzio, poi il ragazzo chiese: - Perché devi trasformarti?-
Lei si rigirò le dita, imbarazzata: - Le mie amiche... compagne, cioè, sono nei guai.-
Lui si grattò il mento, poi le disse: - Ti farò una domanda, per rispondere ai tuoi quesiti. Tu, perché sei diventata così, secondo te?-
Lei rifletté un attimo, poi rispose, decisa: - Devo combattere... devo difendere... le mie compagne. Ciò in cui credo.-
Lui sorrise, prese l’anima fluttuante e gliela avvicinò come un palloncino, dicendo: - Può bastare. Puoi aprire gli occhi, Tsugumi Harudori.-
Lei la prese in mano, mentre si illuminava vivamente e il ragazzo svaniva insieme alla caverna, sussurrando: - E ricorda. Immagina. Tu sei un’arma!-
Finito il combattimento, che per altro finì con una vittoria schiacciante per Anya, dopo la trasformazione, mentre ritornava normale, la voce sussurrò nella sua mente: - Ricorda. Un giorno o l’altro, volente o nolente, mi dovrai ricambiare il favore.-
 
- ... e così, sono iniziati tutti i miei guai.- terminò Tsugumi, reggendo la testa con le mani.
Kid, che le era rimasto seduto accanto fino a quel momento, si schiarì la voce: - Sì, ma ancora non mi spiego come...-
In quel momento, Tsugumi sentì delle fitte orribili alla testa e urlò.
Kid si alzò prontamente in piedi, pronto a dare una mano: - Che cosa succede, Tsugumi? Devi andare in infermeria?-
Lei sussurrò, spaventata: - N-no. Lui... lui è QUI, Kid! A casa di Maka!-
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Anche Manuel lo avvertì, sentendo le ombre addensarsi fuori da lì.
E disse, scaraventandosi fuori: - Eh, no! Mia sorella no, vigliacco!-
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Soul si chiedeva perché accidentaccio Maka non gli avesse ordinato di diventare arma, invece di stuzzicare il re del male in persona. E ora era lì, bloccato, mentre il ragazzo moro che aveva preso il corpo di Crona si ergeva beffardo davanti a Maka, il fumo nero intorno a lui come un temporale pieno di elettricità.
Maka, per nulla impressionata, chiese semplicemente: - Ti sei preso il controllo di Soul con il Sangue Nero per istigarlo contro Lucy, non è così?-
Karkadoom sorrise: - Ma che intelligente, che sei, angioletto. A dire la verità, mi è bastato fare perno sulla sua invidia, per farlo impazzire, ma puoi metterla anche così.-
Lei fece un passo in avanti: - E tiro a indovinare. Hai fatto perno sull’astio di Black*Star, sulla tristezza di Lucy. E tutto per un po’ di divisione interna.-
Lui la fissò come un bambino innocente: - Fiera e combattiva, oltre che intelligente. Magari potessi fare cambio con te... ma no, mi basterà poco e avrò quello che desidero da anni.-
Lei chiese, perplessa: - Di che parli?-
Lui scosse un dito: - Non così in fretta, signorinella. Tutto a tempo e debito. Ora devo andare, arrivano la batteria e la mia ospite d’onore. Ti basti sapere che ora anche Shinigami dubita di voi.-
E in un attimo, svanì, sparendo nel nulla. La porta di casa fu buttata giù da Manuel, seguito a ruota da Tsugumi e Kid.
Un istante dopo, ansimando, giunse anche Lucy, che sbuffò un paio di volte piegata in due, prima di rivolgere a Manuel uno sguardo truce: - Mi vuoi spiegare cosa speravi di fare da solo, deficiente?-
Lui si limitò a dire, grattandosi la testa: - Oh, già! Non ci ho pensato.-
Tutti, Maka compresa, crollarono a terra, a quell’affermazione.
 
Una volta che, radunati gli spartoi, Maka ebbe spiegato tutto (e Tsugumi e Kid evitarono di dire quello che si erano detti prima), Manuel commentò: - Gran bel pasticcio!-
Soul si alzò in piedi, vergognoso: - Beh, vado a dire al Sommo Shinigami che la sfida è annullata...-
Manuel lo fermò con una mano: - Fuori questione. La sfida si terrà ugualmente.-
Soul e Maka chiesero stupefatti: - Ma che accidenti stai dicendo?-
Lui si massaggiò le tempie, enunciando: - Tre ragioni. Primo: se lo vai a dire ora, è inutile, perché l’hai detto davanti ai prof, quindi la sfida è più che valida. Secondo, se la prendiamo come una sfida normale per allenamento, Shinigami non ci farà caso e non staremo al gioco di Karkadoom.-
Maka attese, poi chiese: - E la terza motivazione?-
Lui sogghignò sbieco: - Beh, ammetto di non essere un gran maestro di Falce e mi farebbe comodo una lezione come questa.-
Soul sorrise di rimando a Lucy: - Beh, effettivamente non abbiamo mai fatto un allenamento serio, piccola.-
Lei ammiccò: - Vuole insegnarmi, maestro?-
Manuel confermò: - Già, Maka. Che ne dici?-
Maka ci pensò su, poi sorrise come solo lei sapeva fare: - Beh, non vedo perché no. Ma guai a te se osi deludermi. Sono un’insegnante mooolto più severa di Stein.-
Lui si alzò: - Ne dubito, tu non mi vivisezioneresti.-
Black*Star urlò: - Immagino che lascerete al dio qui presente l’onore dell’arbitrato! AHAHAHAHAHAHAHAH!-
Tsubaki disse gentilmente: - Black*Star, non sei un insegnante della Shibusen...-
Lui urlò: - DAMMI UN PO’ DI TEMPO, PICCOLA! SONO UN DIO, NON POTRANNO DIRMI DI NO!-
Manuel lo ignorò, e si rivolse a Kid: - Niente accenni sulla simmetria durante la sfida?-
Lui disse: - Nessuna, garantito.-
Manuel annunciò: - Allora è Kid il nostro arbitro...-
Liz s’interpose: - Forse è meglio se assista la professoressa Mjolnir!-
Maka tappò la bocca di Manuel e annuì con entusiasmo: - Assolutamente d’accordo!-. Poi gli sussurrò all’orecchio: - Più tardi mi ringrazierai! Non immagino quanto sia lungo Kid a disegnare un campo da combattimento solo perché sia simmetrico!-
Lucy disse tra sé, sospirando: “Proprio vero; il Sangue Nero rende la testa vuota.”
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Sid aveva chiamato Black*Star in disparte, una volta che gli Spartoi furono usciti.
Black*Star chiese: - Cos’è Prof? Mi volete fare supplente del vostro corso? Non ti facevo così vecchio! Muahahahahahah...- Interruppe la risata non appena notò che il Prof non sorrideva e non gli tirava un pugno in testa come al solito, anzi, era serio come poche volte in cui l’aveva visto preoccupato.
Sid disse: - Ascolta, Black*Star, presto sarà annunciato all’intero team, ma conoscendo le tue reazioni a certe situazioni, ho deciso di parlartene in privato e il Sommo Shinigami ha approvato la cosa.-
Black*Star tagliò corto: - Arrivi al punto. Gli dei odiano i giri di parole.-
Sid spiegò: - Nel mondo intero stanno avvenendo omicidi che si allargano a macchia d’olio. Non riusciamo né a contenerli, né a prevederli. Holmes ci sta perdendo la testa e un giorno gli è stato recapitato questo per la Shibusen.-
E gli porse un foglietto, su cui erano scritte poche parole, con un disegno di una croce malandata posta su un cerchio.
Le parole dicevano:
“Una croce per niente sacra sul mondo,
e nell’Odio la Shibusen sprofonderà.”
Black*Star accartocciò il biglietto, il volto contratto dalla rabbia: - Riconoscerei ovunque questo detto! Quel mostro...-
Sid confermò: - La sua associazione è rinata. Zodiaco è tornato!-
 
Angolo dell’autore: Ebbene? Cosa ve ne pare? Partiamo con ordine. NESSUNO, immagino, si sarebbe aspettata una reazione simile da Soul e NESSUNO avrebbe pensato a un simile capovolgimento nel NOT.
Vi ho stupito? Spero di sì. Chi è Zodiaco? Cos’è accaduto a Tsugumi negli anni seguenti? Come sarà la sfida tra i maestri di Falce della Shibusen? E quali sono i piani del Signore del Male?! Vedreeeemoooo! Sono sadico quanto Stein, lo so.
Un saluto speciale a tutti quelli che mi seguono.
Joma joma dabarasa. Ci vediamo la prossima volta con il seguito di Polichrome!

Soul Eater: Il Risveglio delle TenebreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora