Il vetro brilla alla luce azzurra della luna. Piccole scintille e riflessi cangianti la attraversano, come impulsi elettrici.
Si muove.
In un certo senso, posso dire che è viva. Mi guarda.
Non si accede alla serra tramite una porta, o una finestra. Non c'è via umana, strada per la normalità.
Perché se vuoi entrare devi essere pazzo, assolutamente fuori di testa, devi raccogliere tutto il tuo coraggio, farti avanti, passo veloce, nessuna esitazione.
Altrimenti la paura ti divora.
***
"Che pensi?"
La mia voce, nel silenzio e tra i rami. Harley porta dietro l'orecchio una ciocca di capelli rosso brillante, una scintilla nell'oscurità.
"Non si entra. So che ha messo delle trappole. Dappertutto."
Sospiro.
"Lo sai, insieme possiamo fare qualsiasi cosa."
"No. Tu resti qui."
Mi sorprendo, quando Harley si alza e inizia ad avanzare. Il mio corpo rimane immobile, non la segue. La mia mente accetta con sollievo la sua proposta, e una punta di gioia si conficca nella mia anima. Gioia.
Come posso provarla, nel vederla andare al posto mio?
Siamo attaccati alla vita, più che a qualunque altra cosa.
***
Non sto a farmi troppe domande. Prendo il martello e colpisco una parete, in un punto a caso.
Il vetro si infrange.
Haha, ma è logico.
Entro, le punte si protendono verso di me come lame.
Sembra che stia attraversando uno specchio.
È così facile entrare.
Perché la morte è dentro.
