Capitolo 11:

150 34 5
                                    

- Abbiamo perso il cliente, capisci?! -.

Il volto di Louis era pallido e tempestato di sudore. Andrea lo scrutava all'ombra di un cipresso.

- Guardalo - disse additando la tomba: - lui era un ottimo acquirente da qualche mese. Comprava la roba migliore e la rivendeva per i cazzi suoi. Non era lui quello della chetamina? - l'altro sollevò le spalle per intendere che non ricordava.

- Secondo te, perché l'hanno ucciso? - strinse Andrea.

- Non lo so, non credo che si mettano ad uccidere i nostri clienti, se volessero eliminarci ucciderebbero noi -.

- E se volessero solo intimorire? -.

- Bè, in tal caso... -. Rigirava fra le dita l'accendino con il teschio dorato su sfondo nero. Il cielo si stava oscurando. Con quello, i pensieri che vorticavano rapidi rapidi nella mente di Louis. Il grigiore dei nembi oscurava le pietre.

Andrea prese coraggio e disse: - Ascolta, mandate me a cercare il colpevole dell'omicidio -. L'altro spalancò gli occhi, incredulo.

- Ma che dici?! Sei impazzito? -.

- No, non sa chi sono, non può farmi niente -.

- Questo è vero, ma non mi sembrà una buona idea... -. "Anche se forse non è una cattiva idea" si disse in testa. Aggiunse dopo un accenno di sorriso:

- Va bene, puoi occupartene tu. Cosa vuoi in cambio? -. Il più giovane sogghignò.

- Dovete aggiungermi alla squadra e non farmi più pagare la roba -. Si fissarono. Si studiarono. Aveva saputo calare l'asso al momento giusto.

- Ci sto -.

Lo affermò senza alcuna esitazione, perché infondo si aspettava quella richiesta. - Però cominci da domani. Chiaro? -.
- Certo, Louis -. Di risposta, egli gli allungò uno spinello.
- Tieni, consideralo un regalo di buona fortuna -.

Fumarono appena fuori il cimitero insieme.

De dissolutione conscientiæDove le storie prendono vita. Scoprilo ora