Capitolo 12:

155 34 5
                                    

Andai come richiestomi in caserma a depositare dati e informazioni utili.
L

o feci in un attimo. Qualche falsa lacrima, alcune cazzate e subito fuori.


L'aria era più pungente, più fresca, più pura.
Sarà il caso che inizi a pensare di andarmene o qualcuno potrebbe capire tutto.
L'idea di essere scoperto mi raggelava il petto. Celarsi dietro le eclissanti ali della fuga mi sembrava l'opzione migliore. Anche perché non avevo pensato a nascondere niente. Avevo fatto proprio un gran bel casino.

Mi diressi verso il supermercato in centro. Era semi vuoto. La cassiera passava con sufficienza i prodotti acquistati, con una smorfia quasi provocatoria. Era stanca e le occhiaie scure lo confermavano. Spostandomi fra gli scaffali, sceglievo le provviste per il viaggio. Presi qualche porcheria, giusto per placare anche la gola.

Il viaggio durerà tanto. Non mi interessa dove andrò, l'importante è sparire da qui.
Ed era così che la pensavo. Volevo partire e volare via. Come se quel viaggio fosse la mia emancipazione.

Io dovevo redimermi.

De dissolutione conscientiæDove le storie prendono vita. Scoprilo ora