La Maledizione

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VirLiko tornò alla foresta più antica che conosceva. Cercò lo specchio d'acqua al quale si era dissetato col disappunto di Thuata ma, di lei, nessuna traccia. Si mise in attesa: girò su se stesso diverse volte, si accucciò nei pressi delle limpide acque e presto si addormentò.
Ad un tratto la vide: era li, comparsa all'improvviso, davanti ai suoi occhi. Lo sguardo era corrucciato, il bel volto teso. Gli urlava contro, adirata: "ti avevo chiesto di non avvicinarti mai più, VirLiko! Hai sbagliato ancora una volta!! ".
Si alzò un vento fortissimo e VirLiko balzò in avanti di scatto, rendendosi conto soltanto in quel momento di aver fatto un brutto sogno.
Era notte e, in alto, splendeva una meravigliosa Luna piena... VirLiko sentì forte l'impulso di salutare l'astro come avrebbe fatto ogni buon lupo, coi suoi ululati durante le notti di plenilunio. Prese fiato ma il saluto alla Luna gli morì in gola: l'incubo lo aveva lasciato con la bocca asciutta.
Istintivamente si avventò con il muso nell'acqua scura. Mentre la sua lingua ne lambiva avidamente la superficie, notò il riflesso della luna cambiare colore: da giallo pallido divenne man mano rosso sangue. L'aria divenne improvvisamente fredda; la testa cominciò a girare, la gola a bruciare e la pelliccia a stringere, stringere, fino a ritrarsi completamente. Cadde in preda ad un orrore profondo: con la schiena a terra, vide la propria pelle sbiancare e gli arti divenire più spessi e muscolosi. Lunghe dita spuntarono sulle estremità delle zampe anteriori; tozze e corte divennero le dita di quelle posteriori. Che orrore: cosa gli stava succedendo? Anche il suo odore stava cambiando. Gli ricordava un odore che non sentiva più da molto tempo.... Una voce tremenda e crudele irruppe nel suo terrore, all'improvviso. "Hai bevuto alla mia fonte e ora paghi per la tua imperdonabile stoltezza! Finalmente sarai come loro...: li hai sempre spiati con ammirazione, non è vero!? Ma questa è una punizione, ricordalo!"
VirLiko si sentì ancora più confuso: "Chi sei? Cosa vuoi? Cosa mi stai facendo? Lasciami!!" Implorò infine. Ma prima di ricevere risposta, lanciò un urlo come facevano gli umani nei momenti peggiori ... La cattiva magia sembrò acquietarsi e finalmente sprofondò di nuovo nel sonno.
VirLiko si risvegliò quando il sole era già alto nel cielo. Subito avvertì un certo fastidio e, di nuovo la sete, un'arsura che non aveva mai provato prima... Era vicino all'acqua - questo lo ricordava bene - e ne avvertiva la presenza attraverso l'umidità dell'aria. Si girò e bevve trangugiando acqua con ingordigia ma poi... vide qualcosa! Non la vide con gli occhi! No, era nella sua mente: poco prima era un riflesso nell'acqua limpida della fonte, ora era un'imnagine interna. Troppo vivida per essere una vecchia impressione, di molto tempo fa. Piuttosto somigliava all'immagine di un giovane uomo!!!
Poi sentì di nuovo quell'odore di essere umano... si guardò le zampe e il cuore gli balzò in gola! Non avrebbe voluto osare ma, improvvisamente, si girò e tornò a specchiarsi alla fonte. Fece per grattarsi come fanno i lupi ma si graffiò lanciando un grido... Non si riconobbe neppure questa volta! Avrebbe voluto guaire ma quel "ahi! " gli suonava estraneo. Tornò a guardarsi attorno: c'era soltanto lui nei paraggi; nessun altro comunque!
Gridò disperato, in preda ad un orrore profondo. Voleva fuggire ma l'istinto gli impediva qualsiasi tentativo. Inoltre le sue zampe, cosi scomode: troppo lunghe dietro e corte davanti. Le unghie meno forti e le dita lunghe e sottili.... Era atterrito! La pelle umida e grondante lo impressionava... si sentiva vulnerabile come un cucciolo di pochi giorni. E poi... il mondo appariva diverso: brillava di luci strane. Il cielo non era grigio e la foresta mostrava sfumature mai percepite prima.
Provò ad alzarsi di scatto: battè la testa ad un grosso ramo e, finalmente, perse i sensi.
Quando fu nuovamente notte e la luna tornò alta nel cielo, VirLiko riprese lentamente i sensi. Si alzò sulle quattro zampe e avvertì le consuete sensazioni: l'odore strano di essere umano era scomparso e la pelliccia era di nuovo al suo posto. Prima che tornasse il terrore di quel mattino, prima che potesse tornare a vivere di nuovo quell'esperienza, scattò come un fulmine e si allontanò di corsa da quella fonte maledetta per guadagnare nuovamente la foresta.

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