Il popolo dei Grandi Lupi

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Il popolo dei Grandi Lupi viveva in armonia con il resto del mondo conosciuto. Re Ràmaris e Regina Raluna governavano con saggezza, dispensando amore, sapienza e dicernimento ai loro sudditi. Questi amavano la coppia regale come se fossero i genitori di tutti e li rispettavano profondamente.... Ogni clan dominava un'ampia regione dove prosperava liberamente e conviveva a rispettosa distanza con gli umani. Quest'ultimi non cacciavano i Grandi Lupi e, a loro volta, i lupi non minacciavano l'esistenza di uomini, donne o bambini. Insomma, tutto sembrava andare per il verso giusto....".
"Davvero nonno? Re Ràmaris era proprio un re buono e giusto?" chiese Elena, la mezzana dei tre nipotini, sempre più interessata al racconto del nonno...
"Beh, si dice che fosse un re migliore di tanti altri re umani... " rispose quest'ultimo, quasi fosse una considerazione evidente e scontata.
E poi proseguì: "Il re dei grandi lupi viveva a RaduraNascosta, ovvero in un ampio spazio del sottobosco, di forma cicolare e circondato da alberi secolari, le cui folte chiome formavano una cupola. Al centro di questa, un'apertura - anch'essa di forma circolare - consentiva alla luce di raggiungere un buio sottobosco, dove i grandi lupi si radunavano periodicamente per parlare con il re.
Questi aveva un trono ricavato dall'enorme tronco di vecchio albero, all'interno del quale si sistemava e dal quale poteva osservare d'alto tutti i sudditi presenti nel sottobosco di RaduraNascosta.
All'inizio di ogni stagione, i regnati ricevevano i loro sudditi, li ascoltavano attentamente e dispensavano loro consigli e benedizioni di ogni sorta. Insomma, quello dei Grandi Lupi era un reame armonioso e felice.
Il nonno si schiarì la voce e proseguì il racconto: "Era un buon periodo anche per l'umanità. Le case dei villaggi erano ampie ed accoglienti, il cibo non mancava e i lupi, sebbene fossero una presenza schiva e discreta, aggiungevano un qualcosa di rassicurante e familiare alla vita quotidiana. Erano un poco come le rondini a primavera o la pioggia in autunno...".
Nonno Fernando si versò un bevanda calda e, assaporandola con soddisfazione, continuò: "Andò tutto bene fino a quando le cose cambiarono drasticamente. I villaggi divennero città fortificate e il popolo degli uomini - sempre più numeroso - iniziò una guerra fratricida... ".
"Cos'è una guerra 'fatidica' nonno? " chiese la piccola Matilde.
"Fraticida" la corresse con benevolenza il nonno. "Fratricida é la lotta tra fratelli, quella in cui un fratello uccide l'altro....
Gli uomini infatti si combattevano con armi micidiali: spade, lance, archi e frecce; bruciavano case e intere città!"
"I lupi smisero di guardare gli uomini e si ritirarono nelle foreste più lontane e inaccessibili. Laggiù l'eco delle sanguinose battaglie neppure li raggiungeva e così ritrovarono la tranquillità di cui avevano bisogno.... E gli uomini si dimenticarono dei Grandi Lupi.

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