Capitolo 10

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Mi ritrovai immersa di gente al centro della pista da ballo. La musica che fuori usciva dalle casse pompava per tutta la sala. Luci ad intermittenza illuminavano il mio viso e tutto il resto. Chiusi gli occhi e cominciai a farmi trascinare da quella musica assordante.

In quel momento mi tornò in mente Delphine, sola, nel locale in cui l'avevo lasciata. Una morsa allo stomaco mi fece riaprire gli occhi.

Il mio sguardo fu catturato da una scena poco piacevole di Scott che ballava come se non ci fosse un domani. Lo fissai ridendo leggermente.

Improvvisamente fui spinta, e quasi persi l'equilibro.

Una ragazza cadde sopra di me e piano cercai di sollevarla.

Nel momento in cui le vidi il volto la riconobbi.

Era Emily.

"Emily?" corrucciai il viso vedendola piuttosto su di giri.

"Ehi, Cosima!" mi disse cadendo su di me.

"Ma sei ubriaca?" le dissi cercando di tirarla su.

A stento si reggeva in piedi.

"Io?No non sono ubriaca!" mi disse.

Ad un tratto mi abbracciò e cominciò a baciarmi il collo.

"Ok..." cominciai a dire cercando di allontanarla "...sei ubriaca!"

Lei si staccò da me e con un gesto fulmineo mi baciò a stampo. Appena sentii il tocco delle sue labbra la spinsi leggermente.

"Ma sei matta?" le dissi sgranando gli occhi.

Lei non si rese conto della situazione.

"Sei cosi bella!" mi disse chiudendo gli occhi.

"Credo sia arrivato il momento di tornare a casa!"

A quel punto richiamai l'attenzione di Scott e feci cenno di andare via di lì.

Presi Emily per un braccio e la trascinai fuori e in compagnia degli altri ragazzi ci dirigemmo verso la macchina.

Il giorno dopo la sveglia suonò molto presto e la cosa mi scosse profondamente.

Mi vestii velocemente a causa del ritardo e mi diressi verso il laboratorio dell'Università.

Quella mattina avevo appuntamento con Scott. Ci eravamo organizzati per discutere su alcune cose del progetto.

"Allora?" cominciò il mio amico rivolgendo l'attenzione verso i campioni che stavo esaminando.

"Ti sei divertita ieri sera?" mi disse curioso.

"Si, Scott! E' stato divertente!" lo dissi prestando sempre attenzione su ciò che stavo guardando attraverso il microscopio.

"Ma..." cominciò con un'altra domanda, e questa volta distolsi lo sguardo dai campioni.

"...come mai la Dottoressa Cormier è venuta in quel locale, ieri sera?"

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