Capitolo 11

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Era ormai passata una settimana e io e Paulo non ci parlavamo più, se non per lo stretto necessario.

Domenica mattina mi svegliai presto e non riuscii più ad addormentarmi così scesi le scale e ciò che vidi sul divano mi lasciò a bocca aperta.

Khedira era sdraiato sul divano che dormiva come un cucciolo.

Decisi di svegliarlo in modo poco gentile, presi la rincorsa e gli saltai sopra.

All'inizio tirò un urlo per lo spavento, poi appena mi vide mi diede un bacino sul naso, poi mi prese a mo' di sposa.

-Piccola mi sei mancata- disse

-pure tu tesoro- risposi

-mi dispiace ma...- continuò lui e corse verso l'esterno e mi buttò in piscina.

Iniziai a ridere e poi si buttò pure lui e ci abbracciammo forte.

-tesoro ma sei dimagrita? È successo qualcosa?- mi chiese ad un tratto.

Avevamo deciso di fare il bagno ed eravamo rimasti in mutande e reggiseno (io) e lui in boxer.

decisi di raccontargli di quello che era successo con Paulo e lui mi ascoltò con attenzione.

-ho una domanda... ma lui ti piace ancora?- chiese poi dopo alcuni attimi di silenzio.

-circa, sto cercando di dimenticarlo.. non sarà facile ma ci proverò. –

Sami annuii e si avvicinò a me così decisi di lasciarmi andare, insomma me lo meritavo no? Mi diede un bacio tenerissimo e quando ci staccammo per prendere fiato gli sorrisi. –era da molto che volevo farlo.-

Gli diedi un altro bacio e poi decidemmo di uscire per andare ad asciugarci.

Mi misi un jeans corto verde a vita alta e una maglia bianca e ai piedi le Stan Smith verdi, poi mi feci una treccia incorporata e dopo essermi truccata e aver preso soldi e cellulare andai a fare colazione con Sami in un bar vicino a casa.

-allora ho saputo delle qualificazioni per i mondiali, sono veramente orgogliosa di te Tato.- dissi.

Parlammo poi del più e del meno e quando arrivammo al bar vedemmo una cosa che ci lasciò a bocca aperta.. c'era Antonella che camminava e si baciava con Icardi.

Decidemmo di fargli delle foto e poi in anonimo col numero privato le inviammo a Paulo.

Dopo facemmo colazione io presi una spremuta d'arancia e una crostatina al cioccolato e Sami un cornetto alla crema e un cappuccino.

Decisi che avrei offerto io la colazione e infatti fu così e non ascoltai le innumerevole scuse che mi diceva lui.

-ma dai di solito è il ragazzo che offre la colazione alla ragazza che le piace non il contrario.- disse lui.

Io mi bloccai e arrossi e lo guardai –io ti piaccio?- chiesi insicura.

-si cioè circa ce un po' ce insomma...- disse e lo vidi un po' a disagio cosi lo abbracciai.

-stasera ti va se andiamo al ristorante io e te?- mi chiese lui.

-mi sta chiedendo un appuntamento signor Khedira?- chiesi con un sorrisetto stampato sulle labbra.

-può darsi signorina Agnelli.- sorrisi e decidemmo di incontraci per le 20.30 nel salotto, poi tornammo a casa.

-SEI UNA TROIA!- si sentii urlare da Paulo e davanti lui un Antonella in lacrime che ci fece fare una piccola risata che mascherammo con un colpo di tosse.

Evidentemente Paulo aveva visto le foto.

La scena che si prestò ai nostri in soggiorno era abbastanza strana.

Sui divani c'erano Alice e Zaza che si abbracciavano, Elisa e Al erano li che osservavano la scena, Alex Sandro e Lemina erano impalati e poi c'era Paulo che urlava contro un Antonella in lacrime che aveva al suo fianco tutte le sue robe.

-VATTENE- urlò poi Dybala così lei prese le sue robe e uscì dalla porta.

Rimanemmo tutti li bloccati. Sami aveva un braccio attorno ai miei fianchi.

Paulo ci guardò. Non si mosse. Lasciò un respiro. Ci osservò di nuovo. Ci salutò e con passo deciso salì le scale. Io e gli altri ci guardammo tutti, poi salutarono tutti Sami.

La giornata trascorse lenta e verso le 18.30 cominciai a prepararmi. Nonostante fosse settembre inoltrato faceva ancora caldo, perciò optai per un vestito nero corto che era stretto sui fianchi e poi abbastanza trasparente attorno al collo, mi misi poi il correttore, la terra, il blush, una matita oro e il mascara con un rossetto rosso non troppo forte e i capelli al naturale; nella pochette misi il cellulare, i soldi, le sigarette e delle pastiglie.

Quando alle 20.25 scesi in salotto lo vidi li che mi stava spettando, era bellissimo! Aveva dei pantaloni eleganti e una camicia bianca.

-Sei bellissima!- sorrisi e mi fece fare una giravolta e vidi Paulo sul divano che ci guardava, forse con aria un po' nostalgica e gelosa forse? No impossibile Paulo geloso di me è impossibile, fuori discussione!

Uscimmo e passammo una serata bellissima, il ristorante era molto elegante e dopo facemmo una passeggiata, tornai a casa intorno all'una, e mi lasciò sulla porta della mia camera con un bacio.

Poi entrai e iniziai a spogliarmi, ma la porta si aprì mentre ero in intimo.

Paulo entrò e mi guardò avvicinandosi.

-come sei bella..- disse- sei uscita con lui stasera vero?- annuii spaventata. Aveva bevuto. Era ubriaco. E l'alito pesante e gli occhi rossi me lo confermavano.

Poi si fermò davanti a me, mi diede un bacio sulla guancia, si allontanò e poi mi tirò uno schiaffo. Uno di quelli sonori. E poi un pugno, nell'occhio.

Mi si riempirono gli occhi di lacrime.

Mi aveva tirato un pugno.

Mi aveva tirato una sberla.

Mi aveva picchiato e nelle mia mente tutte le violenze subite mi tornarono addosso come se fossero state tutte subite insieme.

Aveva indietreggiato e poi era scoppiato a piangere pure lui.

Lo feci sedere sul mio letto e lo abbracciai mentre i suoi singhiozzi coprivano il silenzio di quella notte buia.

Lo avevo perdonato e ne ero consapevole.

Lo amavo e non potevo farci nulla.

SPAZIO A MEEE

ORA MAI SE APRITE IL DIZIONARIO E CERCATE LA PAROLA RITARDO SOTTO TROVATE PURE IL MIO INDIRIZZO E IL MIO CODICE FISCALE.

MI SCUSO VERAMENTE E SPERO CHE IL PROSSIMO CAPITOLO SARÀ ONLINE MOLTO PRIMA.

SPERO VI SIA PIACIUTO QUESTO CAPITOLO.

UN BACIO E UN GRANDE ABBRACCIO.

-Auro.

ABBRACCIAMI E DORMI |PD e AM|Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora