Capitolo 14

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LIAM'S POV:

Oggi avremmo fatto nove mesi. Ero al settimo cielo, non potevo essere più felice. Mi sentivo così fortunato ad avere una persona come lei al mio fianco. Non mi stancherò mai delle sue battute, della sua contagiosa risata e dei suoi momenti 'no'. Non potevo desiderare ragazza migliore. La nostra storia divenne molto più intensa quando facemmo l'amore. Sarebbe stata la sua prima volta, quindi doveva essere tutto perfetto. Avevo paura, di poterle fare del male e di non essere all'altezza delle sue aspettative, ma il suo tocco, i suoi sorrisi mandarono via tutti i dubbi. Fu la serata più bella della mia vita. Da quel giorno mi divenne impossibile fare a meno di lei. Dicevo, oggi è il 28 di ottobre, non che il nostro nono mesiversario. Passai a prenderla con la macchina. Era bellissima, nonostante indossasse dei semplici jeans con un cappottino. La salutai dandole un bacio, poi misi in moto. Le avevo detto che l'avrei portata sul London-Eye e così sarebbe stato, ma con qualche piccola modifica perchè avremmo cenato lì, in una cabina sotto le luci del tramonto, che avrebbe illuminato le zone più belle di Londra. Ero riuscito a prenotare un'intera cabina solo per noi, allestendola con delle tende ai lati in modo da creare un po' di privacy. Durante il viaggio non fece altro che farmi domande su quale sarebbe stata la sorpresa, ma non le dissi nulla. Quando arrivammo ero nervoso ed emozionato, mentre lei sembrava l'opposto "Sarà bellissimo, ne sono sicura" disse abbracciandomi, mentre stavamo in fila per salire. I suoi occhi si illuminarono quando vide la cabina. La presi per mano ed entrammo. Rimase a bocca aperta per lo stupore. Al centro avevano posizionato un tavolino con una leggera tovaglia bianca, i piatti, i bicchieri e le posate e al centro del tavolo c'era una candela. Mi allontanai per andare a prendere le rose rosse che le avevo comprato. "E' tutto così perfetto, tu sei perfetto" disse stringendomi a se "Ti amo" risposi baciandola, con passione "Anche io ho una cosa per te" disse emozionata " Certo, non sarà mai paragonabile a tutto questo, ma penso ti piacerà" mi porse una busta di carta. L'aprii, rivelando ai miei occhi dei biglietti per cinque persone per una partita di football della squadra preferita mia e dei ragazzi "Scherzi? È fantastico! Grazie, piccola" l'abbracciai forte a me. La feci accomodare sulla sedia, da vero gentleman, poi cominciammo a mangiare. Fu tutto perfetto, ma la parte più bella arrivò quando il sole cominciò a tramontare "E' bellissimo" sospirò riferendosi al panorama. Aveva un'aria così rilassata, felice "Mai quanto te" dissi perdendomi nei suoi occhi. Mi sorrise timidamente, poi si alzò e si sedette sulle mie gambe, rannicchiandosi sul mio corpo. "Ti amo" sospirò, lasciandosi cullare dalle mie carezze "Anche io, tanto". Restammo in silenzio per qualche minuto, a contemplare la città. "Da cosa ti vestirai domani?" mi chiese toccandomi una guancia con il dito "Sorpresa" risposi dandole piccoli baci sul morbido collo "Uhm, sono curiosa" mi sussurrò in un orecchio "E tu invece? Posso stare tranquillo?" le chiesi nonostante mi stesse riempiendo di baci "Credo ti piacerà" disse ipnotizzandomi con il suo sguardo "Vuoi darmi un anticipo?" chiesi in un sussurro "Può darsi" rispose cominciando ad accarezzarmi il petto con la mano. Adoravo il modo in cui diventava così sicura di se stessa in momenti del genere. La mia piccola Spencer, prima così insicura e ora così coraggiosa. "Non mi lascerai mai, vero?" il suo sguardo era cupo, triste "No, lo sai. Perchè fai queste domande?" le chiesi posando due dita sotto il suo mento, indirizzando i suoi occhi verso i miei. Davvero temeva che l'avrei potuta lasciare? Sospirò, facendo trapelare la sua insicurezza "Piccola, forza" la incitai. "Promettimi che non lo andrai a raccontare a nessuno" mi agitai sulla sedia, nervoso. Quanto poteva essere grave? "Certo" dissi. La seguii quando si alzò dal mio corpo, fermandosi davanti la vetrata della cabina "Ieri Emily mi ha rivelato cose sul suo passato" iniziò, incrociando le braccia al petto "Sul suo passato con Vince Calder". Quel nome non mi era nuovo, conoscevo perfettamente di chi si stava parlando. Vince Calder, quarterback della squadra di football della World Accademy, famoso per le sue innumerevoli cazzate. Era un tipo violento, cosa c'entrava Emily con uno come lui? "E' assurdo, stavano insieme?" domandai sorpreso, non riuscendo a crederci "Lui si era creato una sorta di doppia vita, basata su bugie e inganni" continuò "Con Emily si comportava da ragazzo perfetto, mentre alle sue spalle continuava con la sua vita da cazzone" si portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio, nervosa. Questo voleva dire che il peggio doveva ancora arrivare; cos'altro doveva raccontarmi? " Ti prego, non girarci troppo intorno" la implorai, sentendo l'ansia crescere "L'ha quasi violentata, una sera" merda. Quel grandissimo bastardo, quel lurido verme. Come aveva anche solo pensato di poter fare del male a quell'angelo che è Emily Fields? "Porca puttana" sospirai, passandomi velocemente una mano tra i capelli. Era un segreto troppo grande, sarei riuscito a mantenerlo tale e riuscire a guardare in faccia Zayn come se nulla fosse? merda! sospirai frustrato, non sapendo cosa fare "Non avresti dovuto dirmelo" dissi, iniziando a camminare lungo la cabina "Come devo comportarmi con Zayn?" chiesi, voltandomi verso la ragazza "Io, io non lo so" balbettò "Non gli farà piacere" continuò, sedendosi su una delle sedie "Affatto, potrebbe dare di matto" mi poggiai contro il vetro, provando sollievo quando la mia fronte si scontrò contro la fredda superficie. Sentii due piccole braccia stringermi da dietro "Lo conosci meglio di me, sono sicura saprai come comportarti" sussurrò contro la mia schiena, per poi lasciarmi un bacio sul collo. Zayn era uno dei miei migliori amici, come avrei potuto tenergli nascosta una cosa simile? Inoltre, se mi fossi trovato nei suoi panni e la cosa avesse riguardato Spencer, avrei voluto saperlo. Una bellissima luna piena prese il posto del sole. Ci sedemmo per terra, con le spalle contro il vetro, ad osservare le stelle "Mi sento in dovere di doverglielo dire, è come un fratello per me" sussurrai, compiendo cerchi immaginari sulle braccia della mia ragazza. La sentii annuire, poi mi lasciò un delicato bacio all'angolo della bocca "Stagli vicino, ne avrà bisogno" disse. Dio, quanto l'amavo. Rimanemmo in quella posizione per il resto della serata, finchè non la sentii addormentarsi tra le mie braccia. La coprii con il suo cappotto e, una volta infilato il mio, la sollevai e la portai in macchina. Quando arrivammo davanti casa sua notai le luci accese, segno che i genitori erano ancora svegli. Bussai alla porta e, quando sua madre mi venne ad aprire, mi accolse con un caloroso sorriso. Senza fare rumore entrai in casa e, raggiunta la camera, stesi Spencer sul letto. La coprii con la coperta e le lasciai un bacio sulle labbra rosee. Lei mugugnò qualcosa, poi il silenzio ricadde nella stanza. Posai le rose sulla sua scrivania ed uscii. Riscesi le scale, salutai cordialmente i suoi genitori ed uscii. Entrato in auto sospirai, posando le mani sul volante. Ora o mai più.

*

Nell'arco di dieci minuti mi ritrovai sotto la buia casa della famiglia Malik. Mandai un messaggio al moro, dicendogli di raggiungermi. Passarono pochi minuti e la porta d'ingresso si spalancò, rivelando Zayn. Indossava una larga felpa e un pantaloncino della tutta "Amico, che succede?" mi salutò, dandomi una pacca sulla spalla. Gli offrii una sigaretta, che accettò volentieri "Riguarda Emily". Nel sentire quelle parole il volto del ragazzo divenne più serio. Senza pensarci troppo inizia a raccontargli l'intera storia, senza tralasciare alcun dettaglio. Man mano che andavo avanti potei notare la sua mascella serrarsi e gli occhi tingersi di preoccupazione. Quando finii, non avevo la più pallida idea di come avrebbe potuto reagire. Il suo sguardo era perso nel vuoto. Aspirò una lunga boccata di fumo e, successivamente, lanciò con grande forza l'accendino che aveva in mano ,frantumandolo in tanti pezzettini. Il suo respiro si fece irregolare e cominciò a fare avanti e indietro per il cortile di casa sua, con le mani tra i capelli. "Quel bastardo" disse con affanno "Quel fottutissimo bastardo!" ringhiò, facendomi sospirare "Ascoltami, so come ti senti. Impazzirei anche io se dovesse succedere una cosa simile alla mia ragazza" lo afferrai per le spalle, facendolo fermare "Ma devi rimanere calmo, per lei" annuì, ragionando "Non permetterò mai più a nessuno di farle del male" sussurrò, poggiandosi alla mia auto "So che lo farai" sorrisi

I need your loveLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora