Capitolo 12

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ZAYN'S POV:

La prima settimana di scuola era praticamente volata. Mi ritrovai a percorrere il cortile del vecchio edificio quel venerdì pomeriggio, felice di essere giunto alla fine della settimana. Settimana che si era rivelata molto interessante, a causa di alcuni eventi quali l'improvvisa apparizione di quella grandissima testa di cazzo di Vince. Conoscevo il ragazzo per la fama che possedeva e avevo avuto modo di incontrarlo durante le numerose partite di football. Ero arrivato alla conclusione che lo detestavo. Salii in macchina e misi in moto, arrivando in un quarto d'ora. Trovai la casa deserta, perciò non badai al disordine che lasciai in giro e mi diressi in cucina. Mi preparai un panino al volo che divorai con rapidità e, finito di mangiare, mi gettai sul divano. Realizzai di essermi addormentato solo quando mi svegliai di soprassalto, confuso dal sogno che avevo appena fatto. Le immagini di Emily che chiamava il mio nome in aiuto invadevano la mia mente e il ricordo di qualcosa, o meglio qualcuno che le impediva di raggiungermi era offuscato. Il suono del campanello mi fece sobbalzare. Andai ad aprire la porta, trovandomi davanti Santana. Faceva parte delle cheerleader della scuola e ciò era intuibile dalla divisa che indossava "Sei sparito, perchè non ti sei fatto più sentire?" domandò facendosi spazio, entrando in casa. Alzai gli occhi al cielo, irritato "Ho avuto da fare" tagliai corto "Più importante di me?" si indicò, con finta aria dispiaciuta "Non ci vuole molto" risposi ghignando "Sei uno stronzo" disse avvicinandosi, con aria provocante "Adori quando faccio lo stronzo" ribattei, tirandola verso di me, che stavo appoggiato al tavolo del salone. In quel momento sentii il grande bisogno di dovermi rilassare, perciò la lasciai fare quando mi fece indietreggiare, fino a sedermi sul tavolo. In una frazione di secondo mi salì sopra, mettendo le gambe ai lati del mio bacino. La vidi armeggiare con la mia cintura, ma le facilitai il compito levandomela da me. Con lei era tutto rude e selvaggio; non c'erano sentimenti di mezzo. Mi sdraiai sul tavolo, alzai i fianchi per permetterle di sfilarmi i jeans e in un attimo mi ritrovai in mutante. Senza pensarci troppo mi abbassò anch'esse, rivelando il mio membro. Mi sorrise maliziosamente e, molto lentamente, si avvicinò con il viso ad esso. Ci soffiò sopra, facendomi inarcare per il piacere, poi con la lingua mi leccò tutta la mia lunghezza. Amava stuzzicarmi, avere il controllo su di me "S-Santana" dissi tra un sospiro e l'altro, digrignando i denti e facendole capire che mi stavo innervosendo. Così, senza preavviso, lo prese in bocca cominciando a succhiare. Diciamolo, era famosa per le cose strepitose che sapeva fare con la bocca. Con dei movimenti circolari con la lingua cominciò a leccare il mio membro, facendo aumentare l'eccitazione. La aiutai prendendole la testa con le mani, facendola muovere a seconda delle mie esigenze. "Emily" sospirai gemendo, mentre stavo per raggiungere l'apice del piacere. A quelle parole sentii il corpo della ragazza irrigidirsi e, subito, si staccò "Emily?" chiese furiosa "Cazzo" mormorai tra me e me. Che mi era preso? Potei notare nel suo sguardo la rabbia crescere "Fottiti, Malik" disse scendendo dal tavolo e uscendo da casa mia. Sospirai, coprendomi il volto con le mani. Mi rimisi i boxer e i pantaloni, poi scesi dal tavolo. Ero così frustato da questa situazione, così decisi di attaccarmi a qualche bottiglia di birra. Forse un pò troppo.

EMILY'S POV

Dopo la scuola filai dritta a casa, volendo avvantaggiarmi i compiti così da poter uscire con le ragazze durante il week-end. Parcheggiai l'auto nel garage ed entrai in casa. "Ecco il mio cucciolone" dissi accarezzando Sebastian, il mio terranova. Felice mi salutò facendomi le feste e saltandomi addosso, rischiando di farmi cadere. Gli diedi da mangiare e presi dal frigo un pò di macedonia che mia madre aveva preparato. Successivamente salii in camera ,accendendo lo stereo e mettendomi poi a fare quei pochi compiti che i professori ci avevano assegnato. Finii dopo qualche ora, contando però che spesso mi distraevo mandando messaggi alle ragazze e ascoltando la musica. Decisi di farmi una doccia, così mi fiondai in bagno, restandoci per mezz'ora circa. Quando uscii erano quasi le sei. I miei genitori non sarebbero tornati prima di domenica mattina, quindi mi sarei dovuta arrangiare da sola. Sentii suonare al campanello, così mi infilai velocemente l'intimo e un vestitino che tenevo a portata di mano. Scesi velocemente le scale sentendo il suono del campanello farsi più insistente. Guardai attraverso lo spioncino... e vidi Zayn. Senza pensarci due volte aprii. "Ciao, bellissima!" urlò, facendomi sentire il suo alito che puzzava di birra, a dir poco gradevole "Dio mio, quanto hai bevuto?" chiesi levandogli dalle mani una bottiglia "Un pochino" disse iniziando a ridere "Vieni, entra" continuai, aprendo di più la porta "Uh, che bel cagnolino" indicò Sebastian, che lo guardò inclinando la testa. Lo vidi avvicinarsi al cane per poi sedersi davanti a lui "Amico mio, devi ritenerti fortunato a vivere qui" biascicò "Soprattutto per avere una padrona bella come lei" continuò, facendo abbaiare Sebastian. Scoppiai a ridere, seguita dal moro. Smisi di ridere quando vidi il sorriso del ragazzo trasformarsi in una smorfia "Dov'è il bagno?!" si alzò, coprendosi con una mano la bocca e con l'altra lo stomaco "Di sopra" mi affrettai a dire, per poi vederlo sparire su per le scale. Quando lo raggiunsi lo trovai chino sul water, occupato a rigettare tutto. Mi legai i capelli in una coda e mi avvicinai a lui, tenendogli la fronte. Rimanemmo in quella posizione per un bel pò. Quando notai che si era calmato tirai lo sciacquone, poi mi alzai e scesi giù a prendergli un bicchiere d'acqua. Tornata in bagno lo trovai seduto per terra, con la schiena appoggiata al muro. Mi sedetti accanto a lui, porgendogli il bicchiere "Anche stavolta ti sei presa cura di me" disse, con gli occhi ancora un po' lucidi e le guance arrossate "Non farci l'abitudine però" ribattei , facendolo sorridere "Grazie, davvero" continuò, sfiorandomi una mano. Mi agitai, mettendomi in piedi "E' meglio se ti sdrai un pò" lo invitai ad alzarsi, conducendolo nella mia stanza. Si sedette sul bordo del mio letto e feci per allontanarmi, quando mi sentii tirare per la stoffa del mio vestito. Separò le gambe, facendomi infilare tra di esse. Con una mano cominciò ad accarezzarmi una gamba, mentre con l'altra mi teneva per mano. Sorrisi, accarezzando i suoi soffici capelli. Era così bello, con quegli occhi annacquati e le labbra socchiuse. "Vorrei baciarti, ma sono così ubriaco" ammise, sospirando. Ridacchiai nel sentire quelle parole. Lo sinsi delicatamente sul letto, facendolo sdraiare completamente. Non obbiettò, beandosi del piacevole contatto delle lenzuola fresche "Forse più tardi" e poi cadde in un sonno profondo. Mi sedetti sulla poltroncina posizionata accanto al mio letto, accovacciandomici comodamente sopra, e mi persi nel guardarlo dormire.

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sono sparita, lo so, e mi dispiace un sacco! ma ho avuti vari cazzi e mazzi (?) a cui pensare.

Spero questi 3 capitoli siano di vostro gradimento, alla prossima!

xx 



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