undici

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Mi ero procurato un enorme livido sul collo.

Passai col vassoio in mano tra i tavoli della mensa, quando vidi la figura famigliare di Ray seduto in uno di questi in fondo.

Cosa ci faceva lì Ray?

Mi avvicinai a lui. Aveva la divisa arancione, quindi non era qui per una visita.

"Ray?" chiesi scioccato.

"Oh, ciao Frank." mi rispose, mentre ingurgitava il cibo.

Disgustoso.

Lo fissai con aria interrogativa, mentre mi sedevo davanti a lui. Mi doveva spiegare ogni cosa.

"Da quanto tempo è che sei qui?" chiesi.

Presi delle fette di pane e me le infilai in tasca, ovviamente mi accertai di non essere visto. Volevo conservare uno spuntino, nel caso mi venisse fame.

"Più o meno due settimane, da quando ci sei tu."

"E in tutti questi giorni io non ti ho mai visto?"

"Credo di essere stato dall'altra parte del riformatorio, mi hanno spostato, ora sono nella 60." mi informò, illuminando così la mia mente.

"Devi dirmi tutto!" esclamai eccitato.

"Allora... Dopo che sei stato preso, io e Bob abbiamo deciso di rapinare un altro autogrill." sospirò, "Perchè devi avere sempre fottutamente ragione? Non sono pronto per rubare."

"Che idiota, e Bob?" domandai dopo aver ridacchiato per bene.

"I suoi genitori hanno pagato la cauzione."

Parlavamo un po' di tutte le cose che c'erano capitate quando Gerard fece eruzione nella nostra conversazione, dicendo "Ohi guardate, un afro e un nano."

"Parla per te, carota." risposi a tono.

"Frank, perchè non mi presen-" Gerard s'interruppe notando la mia pelle macchiata di varie tonalità di viola, "E' un livido quello che hai sul collo o una guardia ti ha fatto un succhiotto?"

"Ma stai zitto."

"A quanto pare, ieri c'hanno pestato alla grande."

"Anche tu?" ero davvero sconvolto.

Gerard abbassò la zip della tuta fino a metà, si girò di spalle e mostrò i molteplici segni scuri sulla schiena. Mi accarezzai il collo e pensai alla notte precedente.

"Volete restare soli?" si intromise Ray, dopo aver tossito. Era molto imbarazzato, lo vidi dalle sue guance più rosa del solito.

"No no, devo andare. Vi lascio coi vostri discorsi gay." rispose il ragazzo dai capelli colorati al posto mio.

Prima che possa controbattere, Gerard s'allontanò in un tavolo da solo.

Era sorprendente come tutti gli altri ragazzi, appena lui arrivava, si allontanavano spaventati.

"E' omofobo?" chiese Ray, aggrottando le sopracciglia e corrucciando le labbra.

Scrollai le spalle ed osservai Gerard da lontano, ridacchiando un po'.

Prison • FrerardDove le storie prendono vita. Scoprilo ora