Harry barcollò verso di me con aria smarrita. I suoi occhi erano invasi da una strana sfumatura di pura tenebra.
La sua maglietta bianca era macchiata da piccole gocce di sangue.
Puzzava di alcool. Un odore troppo famigliare per me. Doveva essersi imbattuto in una rissa o forse l'aveva scatenata.
Le nocche della sua mano destra erano tagliate. Si avvicinò a me, cercando i miei occhi nella luce fioca della stanza.
Sembrava di rivivere un incubo. Sembrava che dopo un anno la mia vita non fosse cambiata.
Nonostante la sua altezza e quelle ferite, sembrava il ragazzo più indifeso del mondo. Cercava disperatamente un appoggio a qualcuno, o meglio a me.
-"Eccola, la famosa Miss Tate. Sai cosa hai fatto vero?"- disse arrabbiato e balbettando.
Cercai di mantenere la calma ed inchiodai i miei occhi nel suo sguardo. Il contatto visivo era fondamentale in certe occasioni.
-"Non so cosa ho fatto.."-
Lui avanzò puntando un dito contro di me, mentre indietreggiavo verso il muro.
Nonostante il suo pessimo stato, cercavo di fidarmi di lui. Nonostante si avvicinasse sempre di più, facendomi scontrare con le spalle il muro.
I suoi ricci erano scompigliati ed il suo petto si abbassava ed alzava irregolarmente. Il suo respiro era diventato pesante ed affannoso.
Si muoveva stanco e lento, come se fosse schiacciato da troppi pensieri.
-"Sei una dannata spina nel fianco per me da due anni."- disse, portando le mani contro il muro, precisamente ai lati della mia testa.
Appoggiò la sua fronte imperlata di sudore alla mia mentre respirava nervosamente.
-"Per due anni mi hai fatto lavorare giorno e notte. Non ho mai ricevuto una parola carina da te, neanche un ringraziamento."- sussurrò freddo e distante.
Il calore del suo respiro faceva bruciare la pelle del mio viso. Osservai quanto fosse bello, anche con quell'aria dannata cucita sulla pelle.
Harry continuò il suo discorso, cercando le mie iridi blu nelle sue.
-"Ogni giorno per due anni mi alzavo dal letto e desideravo che un autobus ti investisse o che qualcuno ti avvelenasse."- disse, scuotendo la testa e affondando il viso nell'incavo del mio collo.
Io schiusi le labbra percorsa da milioni di brividi.
-"Ma tutto è cambiato circa dieci ore fa. E lo sai perché?"- sospirò.
La sua voce rimbalzava sulla mia pelle e la accarezzava sensualmente. Io pronunciai un lieve no, più scossa che mai. I suoi ricci mi solleticavano il viso delicatamente.
Pregai che quella sua vicinanza non finisse.
-"Perché mentre venivo nel tuo ufficio mi sono imbattuto in una stanza per la sicurezza della casa. E lì, incorniciati alle pareti c'erano mille articoli di giornale.."- disse trattenendo la rabbia e stringendo le labbra in una linea dura.
Capii immediatamente a cosa si stesse riferendo. Gli articoli riguardanti Mark.
La stampa aveva sbattuto in prima pagina il mio dolore, con tanto di descrizione dettagliata delle mie contusioni.
-"Non so per quale ragione, ma non riesco a sopportare che qualcuno ti abbia mai fatto del male. Cristo, non capisco quanto sia stato stupido ad odiarti e tutt'ora non so spiegarmi quello che ho fatto."- disse, sussurrando.
Portò una mano sulla mia guancia e la accarezzò.
-"Cosa hai fatto Harry?"- gli chiesi spaventata e piena di stupore.
Lui rise sarcasticamente. Una risata gelida e fredda.
Questa parte di Harry mi era sempre stata sconosciuta. Quella sensibile e impulsiva. Quella rivelatrice.
-"L'ho colpito. Più volte. Quel figlio di puttana se lo è meritato. È già tanto che non l'ho ucciso"- rispose, gelido.
Aveva picchiato Mark. L'uomo che mi aveva oppresso per mesi interi.
Milioni di emozioni esplodevano in me in quell'istante.
Rabbia, perché si era intromesso nella mia vita. Preoccupazione, per ciò che sarebbe accaduto per la sua bravata. Tra queste prevalse il sentimento più forte che sentivo. Quello che stava nascendo per Harry.
Lo abbracciai stringendo le mie mani attorno al suo collo. Lui fece aderire i nostri bacini perfettamente mentre ispirava il mio profumo.
Le sue braccia possenti mi rendevano sicura ed eliminavano tutte quelle preoccupazioni che mi avevano tormentato quel giorno.
Staccai malcontenta la presa su di lui e ricevetti uno sguardo fragile da parte sua. Gli presi la sua grande mano e lo trascinai lungo la mia abitazione fino ad arrivare nella sua stanza.
Harry quasi crollava di stanchezza e lo
appoggiai sul suo letto. Si sedette ai piedi del materasso e mi guardò confuso.
Gli separai le gambe con le ginocchia e mi intrufolai in quello spazio. Gli posai una mano tra linea della sua perfetta mascella e del suo orecchio. Sentii i suoi morbidi capelli tra le dita e sorrisi.
-"Grazie Harry per ciò che hai fatto, ma non voglio che tu corra qualche rischio, legale o fisico, chiaro?"-
Lui annuì con occhi lucidi di stanchezza.
-"Ora ti metterò a letto ok?"- afferrai la sua maglietta ai lembi e la sfilai dal suo torace.
Rimasi per un attimo incantata guardando il suo torace scolpito e marcato dall'inchiostro di innumerevoli tatuaggi. Gli sorrisi mentre lui mantenne lo sguardo sul mio viso coperto dall'oscurità.
-"Buonanotte Harry."- dissi girandomi per andarmene.
Le sue mani mi afferrarono saldamente i fianchi e mi fecero voltare di nuovo verso di lui.
-"Resta per me. Resta per Stanotte."- mi sussurrò inchiodandomi con le sue iridi verdi.
Io tolsi le scarpe, la
maglia e i jeans, rimanendo solamente coperta da una canottiera intima di raso nero che mi arrivava a metà coscia.
Mi sdraiai accanto a lui che mi sistemò, avvolgendomi con le coperte.
Sospirò prima di togliersi i pantaloni della tuta e di coricarsi accanto a me.
Fece aderire i nostri corpi.
-"Buonanotte Chris."- disse in un roco sussurro, prima di sprofondare nel sonno.
***
La mattina dopo mi svegliai confusa ed incredibilmente stanca.
I ricordi della notte prima mi sfrecciarono nella mente,vedendo Harry avvolto accanto a me nel sonno. Era bellissimo.
Le sue labbra erano schiuse. Il petto si abbassava e si alzava pacatamente. I suoi capelli erano sparsi sul cuscino ed il suo possente corpo da adone greco era coperto dalle lenzuola.
Mi chiesi se si ricordasse della notte precedente. Come eravamo finiti così vicini? Come eravamo entrati in collisione come due pianeti erranti in così poche ore?
Mentre questi interrogativi viaggiavano nella mia mente, realizzai che sarebbe stata una giornata impegnativa. Avrei dovuto far eliminare dai miei avvocati la bravata di Harry.
Come se non bastasse, da lì a pochi giorni l'ispettore ci avrebbe interrogati sulla nostra vita di coppia, le nostre abitudini e sulle piccole cose che sapevamo dell'altro e noi non sapevamo quasi nulla.
Avrei dovuto conoscere e tenere a bada quel bellissimo uomo, quel bellissimo assistente: il mio futuro marito.
Ciao a tutte :)
Spero che il capitolo vi piaccia perché io lo adoro Lol. A parte gli scherzi, spero non ci siano errori e per favore commentate vi supplico. Voglio davvero sapere cosa ne pensate della storia. Se avete domande scrivete pure.
C. X
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The Proposal
FanfictionChristina Tate, una ragazza fredda con un grande successo lavorativo. Harry Styles, il suo attraente assistente con qualche scheletro nell'armadio. Un accordo. Una proposta. (FanFiction tratta dal film "Ricatto d'amore.")
