7. Pelle pallida e momenti d'intimità.

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Harry's point of view.

Mi strappò di mano il fascicolo e lesse velocemente la prima domanda.

-"Ho delle allergie?"- mi chiese, scrutandomi seria.

Io sorrisi, conoscendo già la risposta. Avevo dovuto saperlo per poterle ordinare il pranzo ogni giorno negli ultimi due anni.

-"Paprika, pesca e l'intera gamma delle emozioni umane."- dissi, facendole spalancare gli occhi.

Sorrisi mentalmente a quella vista.
Era molto buffa con quei suoi grandi occhi, aperti come due finestre sul mondo. Osservai come lottasse per nascondere una risata dietro quelle labbra piene e tinte di rosso vivo.

-"Mmm.."- mormorò, continuando a leggere la lunga lista. Io giocherellai con uno dei miei anelli in attesa della sua prossima domanda.
-"La taglia che porto?"-

Ripensai ai suoi costosi cappotti che avevo dovuto riporre nel guardaroba svariate volte.

-"Trentotto. Complimenti Miss Tate, ha un fisico che.."- il mio commento rude venne interrotto dalla sua voce squillante e più alta del normale.

-"Prova a commentare il mio fisico in modo rude e ti taglio le palle mentre dormi."- disse acida, ma divertita.

Non l'avevo mai sentita parlare in questo modo. Non l'avevo neanche mai sentita imprecare, quindi non riuscii a trattenermi. Scoppiai in una risata sincera, che coinvolse anche lei. I capelli le svolazzarono attorno alla testa e le sue labbra si assottigliarono più del solito.

Dio, dovevo darci un taglio con questa fissa per i suoi insignificanti dettagli. Dovevo darci un taglio con questo strano romanticismo.

Chris mi stava letteralmente facendo impazzire. Sentivo il mio inconscio spaccarsi ogni istante che passavo con lei.

La odiavo così tanto, l'avevo sempre detestata per la sua intransigenza al lavoro. Come poteva farmi cambiare opinione così velocemente?

Forse erano stati i pochi momenti che avevo trascorso con la vera Christina o le informazioni che avevo scoperto sul suo conto.

Era più fragile di come volesse apparire.
Indossava la classica maschera da donna d'affari ed ero dannatamente curioso di toglierla dal suo bel viso.

Quando smise di ridere, tornò con lo sguardo sul fascicolo. Focalizzò la sua attenzione su una domanda, mentre si mordicchiava il labbro.

-"Questa è interessante.."- disse, mentre si alzava e girava nella stanza attorno a me. -"Segni particolari?"- chiese.

A dire il vero non ne avevo idea, stranamente.
Poggiai il mento sulla mano e la guardai confuso.

-"Non credo che tu ne abbia, ma sono quasi sicuro che tu abbia un tatuaggio. Avevo preso una tua chiamata da parte di uno studio medico per rimuoverlo."- ipotizzai, cercando di ricordare. Lei sorrise e diventò leggermente rossa in viso.

-"Ottime osservazioni direi."- mi rispose sorridendo.

Ero sempre stato curioso di sapere di cosa si trattasse. Un tribale? Una scritta? Ma soprattutto, dove? Ero sicuro che ovunque fosse, sarebbe stato così sexy sul suo bel corpo.

Cercai di mordermi la lingua per non parlare, ma non resistetti.

-"Dove lo hai avuto? E cos'è? Lo hai rimosso, vero?"- chiesi, accarezzandomi le labbra con la lingua dolorante.

Christina spalancò gli occhi e sembrò combattuta su cosa rispondermi.
Il mio gesto l'aveva imbarazzata. Non gli ero completamente indifferente e questa consapevolezza mi faceva impazzire.

Lei scosse la testa prima di guardare l'orologio. Probabilmente il nostro tempo a disposizione era finito. La guardai e sentii i palmi della mie mani inumidirsi. Ero confuso e sorpreso dalla reazione del mio corpo.

-"Devo andare. Potremmo riprendere pomeriggio. Ora devo lavorare."- disse sospirando.

Non volevo staccarmi da lei, per la prima volta in due anni. Avrei voluto passare ore a stuzzicarla, ma non avrei potuto per il suo fottuto lavoro.

Dovevo proporle di uscire. Come una coppia.
Volevo conoscerla davvero, non attraverso un questionario. Allo stesso tempo, volevo che lei conoscesse me.

-"Potremmo uscire un po', è una bella giornata."- chiesi titubante.

Lei sembrò confusa, ma dopo qualche istante annuì e si diresse verso la porta. Sentivo il mio cuore palpitare a un ritmo diverso dal solito.

-"Ah, Christina."- la richiamai.
Lei si girò, appoggiata allo stipite della porta scorrevole. -"Avremmo dovuto parlare di ieri notte.. Mi sono dimenticato, scusami, davvero."-

"Oppure ho evitato l'argomento." Aggiunsi mentalmente.
Non volevo ammettere cosa avevo provato in quei momenti e perché l'avevo fatto.
Adrenalina, sollievo, compassione per lei? Non lo sapevo di certo. O forse sì, ma ammetterlo a me stesso sarebbe stato una sorpresa troppo grande.

Lei non rispose, ma mi guardò con occhi incomprensibili. Vidi le sue mani armeggiare sull'orlo della sua tshirt blu. La tirò su fino al ferretto del reggiseno.

Il mio cuore fece un salto mentre osservavo il suo ventre leggermente delineato da piccoli muscoli. La sua pelle pallida sembrava morbida e sentii la necessità di baciarne ogni centimetro. Sembrava fatta di porcellana.

Era così sexy mentre indicava una piccola scritta sotto il ferro del reggiseno. Un reggiseno blu di pizzo che mi fece quasi perdere il controllo. Sentii la classica sensazione di pienezza nel cavallo dei miei jeans.

Dio, se non si fosse coperta da lì a poco, giuro che l'avrei scopata proprio appoggiata a quella stupida porta.
Mi morsi il labbro.

-"Che stai facendo?"- gli chiesi con voce più roca del solito e subito mi schiarii la voce.

Christina si avvicinò e mi prese la mano. Mi tirò per farmi alzare in piedi. Fece scorrere il mio indice sulla scritta. "Let it go" lessi mentalmente.
Sussultò al contatto del mio dito con la sua pelle morbida e deliziosamente calda. I suoi occhi blu non lasciarono i miei.

Lentamente si staccò dal mio tocco e si abbassò la maglia.

La guardai camminare fuori dalla stanza, incapace di comprendere quello che era appena successo.
Incapace di dimenticare la sua pelle sotto la mia mano o i suoi occhi fissi nei miei, quasi spaventati.

Mi avrebbe fatto uscire di testa, ne ero totalmente sicuro. Ed ero anche incondizionatamente attratto da lei.
Da quella ragazza che stavo conoscendo in piccoli momenti d'intimità.
Momenti che con nessun'altra avevo mai vissuto.

Ciao, come al solito commentate se vi va e se avete domande x

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