Ero diventata completamente gelosa di lui. Continuavo ad osservarlo ma non si accorgeva di niente, era troppo impegnato a farsi quella tizia mora. Mi alzai e me ne andai al bancone del bar, ordinai da bere abbastanza da ubriacarmi. Giravo per la discoteca senza una meta, ero troppo sbronza per capire qualcosa o chiedere a qualcuno di portarmi a casa. I ragazzi e le ragazze di classe mia stavano giocando a obbligo o verità, mi misi a sedere accanto a loro in silenzio. Volevo chiedere a qualcuno di portarmi in hotel ma non conoscevo nessuno abbastanza bene, perciò chiesi a Chase, ci avevo parlato un paio di volte e mi sembrava un tipo apposto. Accettò subito e molto volentieri, si era stufato di stare in discoteca e come me voleva tornare in hotel.
"Cosa direbbe il tuo ragazzo se sapesse che ti sei ubriacata e che ti stai facendo portare in hotel da un ragazzo quasi sconosciuto?" mi chiese ridendo, afferrandomi dai fianchi per non farmi cadere.
"Non sono fidanzata...in ogni caso ad Evan non interessa, stava per scopare davanti a tutti una perciò.." risposi ridendo, non mi ero nemmeno resa conto di aver tirato fuori il ragazzo biondo nel discorso, ero ancora ubriaca e non mi reggevo bene in piedi.
"Probabilmente gli interessi ma è troppo ubriaco per ragionare, un po' come te ora" mormorò continuando a ridere, non si allontanava da me e continuava a reggermi in modo da non farmi cadere in mezzo di strada. Arrivati in hotel cominciavo a capire qualcosa e ringraziai Chase con un abbraccio per poi andare in camera. Buttai a terra il vestito che mi aveva prestato Amy e mi infilai il pantaloncino e la maglietta che avevo portato come pigiama. Ero esausta, non volevo più vedere Evan e avevo bisogno di una bella dormita. Fortunatamente riuscii ad addormentarmi subito ma verso le cinque del mattino qualcuno cominciò a bussare forte contro la porta della mia stanza, mentre urlava il mio nome. Pensavo fosse Amy, ero così assonnata che non avevo riconosciuto la sua voce. Era Evan, puzzava da morire di alcol e aveva una bottiglia di vodka quasi vuota in mano. Entrò in silenzio, senza chiedere il permesso e chiuse la porta dietro di se. Sembrava arrabbiato, aveva la camicia bianca sbottonata e con qualche traccia di rossetto.
"Ti ho cercato in discoteca, sei sparita..." disse avvicinandosi a me mentre traballava, non riusciva neanche a reggersi in piedi.
"Sono tornata in hotel, non mi andava di vederti mentre ti scopavi una tizia qualsiasi." Mormorai in risposta, aiutandolo poi a sedersi sul letto e ad abbottonarsi la camicia.
"Detto da un'anoressica non mi fa né caldo né freddo. Almeno io mi scopo qualcuno e mi godo il cibo e invece te che fai? Non fai altro che stare lontana dal cibo e vomitare quel poco che mangi. Sei ridicola" mi urlò contro, spingendomi contro il muro. Era tutta colpa di Matt, gli aveva detto tutto.
"Sparisci, non ti voglio vedere. Devi uscire dalla mia camera. Sai fare solo il leccaculo con mio fratello, ammettiamolo è molto più bello di te e rimorchia molto più di te" cominciai a urlare con le lacrime agli occhi per quello che aveva detto, non poteva essere una persona così crudele. Mi scese una lacrima e lui ci passo subito il pollice sopra, per asciugarla. Mi tolse il ciuffo dalla fronte e si avvicinò piano a me, mi lasciò un bacio in fronte e poi sulla guancia. Chiusi gli occhi e restai in silenzio, non riuscivo a capire il suo comportamento. Mi prese la testa fra le mani, avvicinando le sue labbra alle mie per baciarmi ma non fece in tempo che gli tirai uno schiaffo sul viso. Si allontanò subito e dopo aver preso dal letto la sua bottiglia di vodka uscì dalla stanza senza dirmi niente. Non potevo farmi mettere i piedi in testa così da un puttaniere come lui e soprattutto non dovevo mettermi strane idee in testa. Si interessava a me soltanto perché glielo aveva chiesto Matt, per fargli un favore, di me non gli fregava niente. Odiavo essere trattata in modo diverso solo perché non volevo mangiare, ero una persona come tutte le altre. Nella vecchia scuola nessuno si era accorto di niente finchè non sono svenuta mentre facevamo ginnastica. Mi hanno portata in ospedale e ricoverata in una clinica per DCA per un mese. Tornata a scuola nessuno diceva nulla, anzi ero più sola di prima. E poi c'era Andrew, il mio ex ragazzo. Era bellissimo, dolcissimo...finchè non ho cominciato a conoscerlo per bene, si è rivelato una persona mostruosa e mentre ero ricoverata aveva avuto il coraggio di mollarmi. Piano piano ero riuscita a superare la sua mancanza e tutto ciò che mi aveva fatto. Ma con Evan era tutto diverso, avevamo litigato pochi minuti prima e lo avevo già perdonato. Avevo bisogno di lui, lo cercavo ovunque. Ma lui non aveva bisogno di me e non mi cercava mai, anzi cercava altre ragazze con cui divertirsi. Amy rientrò in stanza verso le sei e poco dopo mi addormentai anche io.
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Outlaws
Fanfiction-Non riuscivo a capire che cosa aveva combinato, poteva essere caduto, poteva aver fatto a botte con qualcuno o un incidente. Non lo sapevo, non sapevo niente di lui. Durante la gita avrei scoperto di più, ne ero sicura e ne avevo bisogno. Non era i...
