Capitolo 10

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I giorni successivi passarono molto lentamente, sembravano infiniti ed Evan era scomparso, non mi aveva mandato nemmeno un messaggio, niente. Avevo litigato con Matt e con i miei, non credevano più alle mie scuse per non mangiare. Amy e Chase c'erano sempre, erano sempre molto gentili con me e non mi lasciavano mai da sola. Erano diventati i miei migliori amici, senza di loro non riuscivo a superare le giornate visto il litigio con i miei e il fatto che Evan era scomparso.

Da Amy: Tra poco arrivo, non mi scappi Gin. Stasera c'è la festa e dovrai essere bellissima, per questo ti truccherò e ti sistemerò per bene i capelli!

A Amy: basta che non mi metti il rossetto..

Amy arrivò dopo mezz'ora, mentre io ero ancora in pigiama nel letto di Matt, mi mancava e non voleva parlarmi, così quando non c'era mi infilavo nel suo letto e abbracciavo il suo cuscino. Appena la sentii salire le scale mi alzai subito e le saltai addosso, abbracciandola.

"A cuccia polpo, dobbiamo prepararci perché stasera si va a caccia" disse ridendo, lasciandomi un bacio sulla guancia per poi andare in camera mia con due borsoni pieni di roba. Svuotò entrambi i borsoni sul mio letto: trucchi, accessori per capelli, scarpe, bracciali, collane. Sembrava che avesse svaligiato un negozio. Cominciò a truccarmi poco dopo, mentre mi lamentavo per il troppo trucco. Non mi sono mai truccata tanto, mascara e un po' di correttore per le occhiaie, niente di che. Ero piena di fondotinta, correttore, cipria, ombretti colorati, mascara e ciglia finte. Amy si stava divertendo tantissimo, io un po' di meno. Quando finalmente passò a sistemarmi i capelli cominciai a rilassarmi, adoravo quando qualcuno mi toccava i capelli.

"Amy è tardi..ci hai messo troppo a preparami" dissi poi, guardando l'orologio. Erano quasi le cinque e mezzo di pomeriggio, lei si doveva ancora preparare e dovevamo andare alla festa.

"Tranquilla Gin, ci metto poco" mi rispose facendo una linguaccia per poi scoppiare a ridere. Alle sei eravamo pronte tutte e due. Amy indossava un vestito blu notte di pizzo e io uno color carne con una profonda scollatura alla schiena. Uscite da casa mia trovai una sorpresa, una persona che non pensavo potesse essere davanti casa mia ma soprattutto così bella. Evan era appoggiato alla sua macchina, una volvo scura. Indossava un semplice smoking nero, i capelli leggermente tirati indietro e una cravatta bordeaux.

"Finalmente siete pronte, muovetevi bradipe" disse scocciato, probabilmente ci aspettava da molto tempo. Quando alzò lo sguardo verso di me, poco prima di salire in macchina, sorrise. Diventai subito rossa come un peperone e entrai in macchina, nei sedili posteriori, seduta accanto a Amy.

La festa si teneva a casa di Evan, un'altra casa. Non aveva una casa, ma due e questa era ancora più bella e grande di quella che avevo visto io. Appena arrivati Amy scappò subito, doveva finire di sistemare gli addobbi e gli alcolici.

"Stai bene vestito cosi, anche se sembri un uomo del secolo scorso" mormorai ridacchiando, entrando in casa con Evan che scoppiò a ridere.

"Ma io sono un principe molto rispettato, non lo sapevi?" mi chiese poi, avvicinandomi per poi lasciarmi un bacio sulla fronte.

La villa cominciava a riempirsi, erano tutti vestiti molto eleganti. Ovviamente dopo qualche ora la gente era già ubriaca fradicia e cominciava a fare casino e vomitare a giro. Io ero seduta sul divano con Amy, Evan, Chase e degli amici del biondo. Dopo aver giocato a "non ho mai" Jason, un amico di Evan, propose di giocare ad obbligo o verità. La prima a dover fare un obbligo ero stata io, avevo dovuto bere senza staccarmi dalla bottiglia quanta più vodka potevo. Riuscii ad arrivare circa a metà bottiglia sotto i fischi e le risate dei ragazzi. Evan si era dovuto spogliare, restando solo con i pantaloni. Amy aveva limonato con un tizio a caso, Jason aveva fatto uno scherzo telefonico alla madre, dicendole che era finito in prigione. Gli altri due ragazzi si erano limitati a scegliere "verità" e a rispondere a tutte le domande, anche molto spinte che gli facevano. Quando Jason girò la bottiglia e finì davanti a me non esitai a dire "obbligo" di nuovo, preferivo fare obblighi che dire cose personali a persone che non conoscevo nemmeno.

"Te e Evan, chiusi in camera sua tutta la notte. Non voglio storie" disse alzandosi, tra le risatine di Amy e Chase. Non riuscii a dire nemmeno una parola perché il ragazzo ci portò subito in camera del biondo e ci chiuse a chiave. Mi tolsi i tacchi, non ne potevo più, mi distesi sul suo letto a due piazze e cominciai ad osservare la sua stanza. Era ordinata, piena di libri e di CD, molti quadri che raffiguravano vari posti del mondo erano appesi alle pareti color crema. Evan nel frattempo aveva preso dall'armadio una sua maglia, che aveva posato sul letto vicino a me ed era andato in bagno. Si, aveva un enorme bagno in camera. Mi sfilai in fretta il vestito e mi infilai la sua enorme maglia, mi arrivava alle ginocchia. Quando tornò indossava dei pantaloncini di tuta e aveva i capelli umidi, si era fatto una doccia. Ero seduta sul suo letto e giocavo con i bordi del copripiumino verde chiaro. Il biondo era seduto di fronte a me, mi guardava in silenzio e i suoi occhi avevano di nuovo cambiato colore. Sospirai, posando poi il viso contro il suo petto. Mi strinse a se, senza dire una parola e cominciò a carezzarmi la schiena.

"Matt mi ha detto che avete litigato" disse dopo, non aveva ancora smesso di accarezzarmi la schiena.

"Crede di sapere tutto di me, quando non è così. Si sta facendo solo dei pensieri sbagliati, non dovrebbe nemmeno pensare quelle cose, io non sono più quella persona." Risposi sospirando, alzando il viso verso il ragazzo.

"Dovresti farti aiutare Gin. So il perché avete litigato e sono d'accordo da lui. Dall'ultima volta che ti ho visto sei dimagrita, ancora." Mormorò riprendendo a carezzarmi la schiena.

"Detto da te che hai sbalzi di umore peggio di una donna ciclata è un complimento." Sospirai cercando di allontanarmi da lui. Posò le mani sui miei fianchi e mi tirò a se, posando il viso contro il mio.

"Sono pericoloso, non dovresti stare con me" sussurrò giocando con i bordi della sua maglietta.

"Prima o poi mi dovrai dare delle spiegazioni, lo sai vero? Io voglio sapere la verità. Non puoi farmi del male, non lo farai." Dissi avvicinandomi ancora di più a lui, sfiorando le sue labbra con le mie.

"Sh." Mormorò con tono di voce molto basso, mettendomi a cavalcioni su di lui e stringendomi. Poco dopo cominciò a baciarmi. L'obbligo era stato una benedizione, avevo bisogno di lui e avevo bisogno di quel bacio. Mi era mancato troppo ma continuavo a non capire il perché si riteneva pericoloso, non mi spaventava. Ero solo curiosa, molto curiosa e avrei fatto di tutto pur di scoprirlo.

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