EPILOGO

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HARLEY QUINN (POV)

Non riesco a respirare, ma non importa. I suoni che gli escono dalla bocca, così vicina al mio orecchio, mi distraggono dal fatto che forse sto per morire soffocata. La mano che mi preme forte sul collo, impedendomi di prendere normalmente aria, è calda e contemporaneamente non lo è. Ma è la sua mano.
Siamo insieme, non mi interessa un fico secco di tutto il resto.
Con un grugnito animalesco Mr. J si svuota dentro di me, per poi allentare la presa sul mio collo e guardarmi per un momento. Non so bene cosa voglia dire quello sguardo, forse che mi ama. Anzi, sicuramente! Il mio Puddin non è molto bravo con quel genere di parole, ma io so che mi ama…altrimenti non mi guarderebbe in quel modo.
Non appena si scosta un po' da me, mi stiracchio e mi giro sulla pancia, allungando una mano verso i miei tesori. I miei cuccioloni!
-E’ proprio necessario?- Sbotta Mr. J un secondo dopo. Mi volto verso di lui e gli sorrido.
-Mmmm?- Mi tocco i capelli sciolti e penso che forse sarebbe ora di cambiare look…per lasciarmi quel brutto periodo alle spalle. Chissà…ci dovrò pensare!
-Le iene, Harley…hai provato a tenere a mente che ieri una di loro ha provato ad azzannarmi una gamba?-
-Oh, Puddin, non essere ridicolo! Bud e Lou non farebbero male a una mosca! Io sono la loro mamma, e tu sei il loro papà…- Mi metto seduta sul letto, prima di saltargli letteralmente addosso -…saremo una grande famiglia felice!-
Mr. J non risponde, ma non fa niente. Mi stringo a lui il più possibile finchè non sbuffa e mi scansa senza molta delicatezza.
-Devo andare- Sibila, dandomi le spalle e iniziando a vestirsi velocemente. Odio quando fa così, mi rende triste.
-…dove vai?...- Piagnucolo infilandomi il babydoll rosso che lui mi ha strappato di dosso poco prima -…Puddin?!-
Perché deve sempre andare da qualche parte? Perché sembra che stare con me dopo un po' gli faccia male?
Si alza in piedi mentre finisce di abbottonarsi la camicia bordeaux e dopo un istante si volta verso di me, aggrottando la fronte. Dio, ho di nuovo voglia di trascinarlo sotto le lenzuola con me...
-Non chiamarmi Puddin- Sputa fuori tra i denti. Sembra un serpente che si prepara all’attacco. Quanto spero di essere io la sua vittima. Sono eccitata all’inverosimile e lui se ne accorge, ma resta li a fissarmi con quell’espressione truce.
Gattono verso di lui, e quando raggiungo il bordo del letto mi tiro su sulle ginocchia, allacciandogli le braccia al collo.
-Mr. J…lo so che sei tanto tanto tanto tanto impegnato…- La mia bocca è tanto vicina al suo orecchio e il mio tono così basso che sento i suoi peli alzarsi sotto la mano che gli appoggio su un braccio. Faccio finta di non averlo notato.
-…Harley…non tirare troppo la corda…- Mormora, e per un momento penso di aver perso. Poi però sento le sue mani che mi cingono la vita e dopo un attimo stringono la stoffa leggera del babydoll. Sorrido tra i suoi capelli che profumano di lui. Di potere e veleno -…quando quella corda si spezzerà, tesorino, io farò il bagno nel tuo sangue…e riderò. Hai capito bene?-
-Mmmm- Annuisco, trascinandolo sul letto. Spalanco le gambe per farlo stendere sopra di me.
-Sei perfetta, Harley Quinn. Perfetta-.

 
JOKER (POV)

Lei non capisce le infinite connotazioni della parola “perfetta”. E’ un aggettivo che le piace, perché sorride prima di baciarmi…in quel modo che odio. Sento quell’assurdo amore che trabocca da ogni poro della sua bellissima pelle diafana…lo sento. Ha un odore forte che mi entra nelle narici e mi solletica il cervello.
MI DISGUSTA.
È la vittima perfetta. La cavia perfetta. L’amante perfetta. La donna perfetta. Ed è mia. Almeno finchè sarà
divertente.

Fine.

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