Libertà personale

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"Per quale motivo, Tu che sei un Dio Onnipotente, non cancelli il male dal mondo? Per quale motivo non doni a tutti noi l'amore?"

La domanda era stata posta troppo chiaramente. Dopo le lunghe considerazioni che Lui aveva esposto prima sull'amore, tale domanda era fin troppo scontata. La risposta non si fece attendere, con il solito tono di voce amichevole e cordiale.

"Siete in molti a porvi questa domanda, figlio Mio. Eppure la risposta è così semplice. Più difficile sarà riuscire ad accettarla, dato che comporta l'assunzione della responsabilità delle proprie azioni".

Tameto aveva già intuito dove Dio volesse andare a finire. Ed era proprio vero: pur potendo immaginare la risposta, la vera difficoltà consisteva nell'assimilarla e nel metterla in pratica.

"Per cosa si sono combattuti, da secoli, gli uomini?" continuò Lui, ben sapendo che Tameto già conosceva la risposta.

"Per la libertà."

"Proprio così, figlio Mio. Per la libertà. Ed è in nome di questa libertà, che Io vi concedetti, se siete liberi e padroni delle vostre scelte. Molti di voi, purtroppo, dimenticano che la libertà è sì uno dei più nobili valori, ma è anche uno dei più difficili diritti da gestire. Proprio così, è un diritto. Ma essere libero non significa agire sconsideratamente, creando una giustificazione per tutto ciò che si decide di fare, figlio Mio. Io stesso potrei fare tutto ciò che voglio verso di voi, ma non lo faccio, pur essendo libero di farlo. Molti uomini rifiutano e si sono rifiutati di assumersi le proprie responsabilità, credendo di poter creare ogni sorta di giustificazione per nascondere i loro comportamenti sbagliati. Vedi, figlio Mio, l'errore è molto importante. Riconoscere un errore è fondamentale, se si vuole procedere nella giusta direzione. Nessuno di voi è esente da esso. Tuttavia, è in virtù degli sbagli che maturate e crescete liberamente, acquistando ulteriore merito e soddisfazione. E' per questo che consento l'errore ed il male, affinché ricaviate esperienza da essi. Ed in tutto questo, siete voi a scegliere in che modo approcciarvi di fronte a queste situazioni."

Il discorso si era fatto piuttosto interessante, tanto che Tameto cercava di appuntarsi quanti più dettgli possibili. Tuttavia, c'era qualcosa che a Tameto sembrava non tornare.

"Non sarebbe stato meglio se Tu avessi eliminato la libertà personale e ci avessi forzati tutti quanti verso il bene?", domandò Tameto.

"No, figlio Mio. Come ti ho già detto prima, l'amore è il più naturale e puro dei sentimenti. Esso non può essere forzato, poiché sarebbe sminuito ed alterato. E' uno dei sentimenti che gode di maggiore libertà, rispetto a tanti altri. Non avrei mai potuto costringervi ad agire in un determinato modo, sia perché non sarebbe mai stata una scelta completamente sincera, alterando così il vero significato dell'amore, sia perché non ne avreste ricavato alcun merito o soddisfazione. La scelta è sempre nelle vostre mani. Ciò che Io posso fare per voi, infatti, dipende molto spesso da quanto liberamente Mi fate agire nella vostra vita".

Era sorprendente il modo in cui Lui rispondeva alle domande. Tameto sembrava trovare più che sodisfacente ogni risposta che gli dava.

"La libertà è come una grande casa, piena di oggetti e confortevole. Tuttavia, è più difficile tenerla sotto controllo, proteggerla ed impedire che qualcun' altro venga ad appropriarsi di qualcosa che non è suo di diritto."

"Dunque non sei veramente Onnipotente?", concluse Tameto con tristezza, come un bambino che abbia aspettato un bellissimo regalo a lungo e, una volta aperto, lo abbia trovato con una macchia di striscio.

"La libertà non sminuisce l'onnipotenza, figlio Mio. E' un dono che ho deciso spontaneamente di concedervi, non è questione di importanza. Figlio Mio, tieni di più a tuo padre od a tua madre?"

Come al solito, adesso se ne usciva con una delle Sue metafore.

"Non potrei dirlo, lo sai benissimo" controbattè Tameto.

"Ti ripeto, la libertà non sminuisce l'onnipotenza, figlio Mio. Un dono non consiste in una rinuncia, dato che la rinuncia porta in sé sofferenza, mentre il dono è sempre fatto con amore. Al massimo si ha una piccola privazione, ma tutto ciò che è in nostro possesso persiste, tanto quanto in questo caso l'onnipotenza".

Ed anche stavolta, concluse fra sé Tameto, Dio era risultato non solo soddisfacente, ma inattaccabile.

Intervista a DioDove le storie prendono vita. Scoprilo ora