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Canzone: Madison Beer - Dead

All'interno dell'istituto gli sguardi come frecce si rivolgono a noi, noto che ancora il brano non è arrivato

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All'interno dell'istituto gli sguardi come frecce si rivolgono a noi, noto che ancora il brano non è arrivato.

Due braccia mi colgono alla sprovvista per quanto sono fredde. L'odore di morte e fiordalisi mi avvolge le vie respiratorie. L'uomo mi cinge la vita, prima che possa ragionare mi svincolo e il mio corpo assume una posizione d'attacco.

"Pensavo saresti stata più felice di vedermi..."

Mi rendo conto di esagerare, di quanto le mie azioni vengano enfatizzate dalla violenza. Non sono abituata al contatto fisico, questo mi è sempre stato dedicato nelle punizioni, quando ero piccola e negli allenamenti, dalla pubertà in poi.
Devo abituarmi alla sensazione della pelle altrui che sfrega sulla mia.

"Ciao, Trevor."

"Mi commuove quanto tu sia contenta di vedermi, davvero."

Il sarcasmo mi fa sorridere. Mi nascondo dietro di lui bruscamente quando avverto l'entrata di qualcuno, qualcuno dal profumo forte e lezioso.
Trevor è confuso dal mio insolito comportamento, poi, non appena capisce, le risate gli scuotono il torace.

"È arrivato il tuo fidanzato."

Lo colpisco ad una spalla con tutta la mia forza.

"Non è il mio fidanzato, stronzo."

"Hope, mia cara, oggi sei davvero attraente, sai?"

Parla ad alta voce in modo tale che Storm lo possa udire chiaro e tondo. Gli rivolgo un'occhiataccia e faccio per andarmene. Mi scontro però con un forte petto, davanti a me solo una maglia verde a ricoprire i muscoli, fasciandoli alla perfezione. Deglutisco ed alzo lo sguardo, incontrando i suoi occhi severi. È confuso, un po' arrabbiato ma anche sollevato dalla mia vista.

"Smettila di leggermi dentro, soprattutto perché io non posso ricambiare, tu non me lo permetti."

Mi sussurra inchinandosi, seducente e vendicativo, ma soprattutto geloso. Trevor come una pressante presenza dietro di noi, il sorriso che gli aleggia nel volto. In questo momento vorrei cancellarlo con della carta vetrata da passare sulla sua pelle.

"Cosa abbiamo da dirci, Storm? Hai ancora parole per me?"

Il mio tono atono, quasi privo di emozione, impostato. Dentro una tempesta infuria, divampa il fuoco in incendio.

"Come stai?"

Sobbalzo notando la nota dolente nella sua domanda.

"Bene. Ora, se vuoi scusarmi, devo andare in classe."

Non appena mi muovo, Storm mi avvolge l'avambraccio con dita lunghe e calde. Fa per parlare, lo blocco prima che possa ledere alla sua persona.

"Non ti basta il dolore che già provi? Hai ancora voglia di farti del male? Perché ti assicuro, Storm, che è ciò che accadrà se parlerai, se tenterai di trattenermi."

~La Cacciatrice Mezzo Sangue~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora