COMPLETA ~ Mi piacerebbe dimenticare tutto ciò che mi hanno fatto, ma non posso.
La rabbia e il rancore mi stanno consumando, pian piano ogni mio pezzo di umanità sta andando via.
E a me va bene così, perché per diventare una cacciatrice devi essere...
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"Ma quello è un unicorno?"
Chiedo guardando il soffitto. Forse non è stata un idea molto intelligente quella di bere.
Inizio a ridacchiare senza un motivo preciso, cerco di alzarmi per prendere altro alcool. Dal vino si è trasformato a: Vodka, mojito... ho scoperto che Edward ha una specie di bar dentro casa.
Appena mi metto in piedi, però sembra che alle caviglie abbia del piombo, infatti cado per terra. Dietro di me la risata di Edward si insinua come una melodia nelle mie orecchie.
"Unicorno? Non mi aiuti?"
Chiedo verso mio fratello, anche lui cerca di alzarsi, ma dopo poco cade.
"Ma tu vai a fuoco! Non puoi morire! Non anche tu!"
Urla guardando i miei capelli rossi. Ok, sono ubriaca ma non così tanto.
"Chi è morto?"
Le parole escono dalle mie labbra senza controllo, compresa la risata che subito dopo mi esce e che continua per altri cinque minuti.
"Mia madre!"
Mi urla nell'orecchio per poi scoppiare a ridere anche lui. A questa affermazione torna un po' della mia lucidità. Non rido più e appoggio una mano sulla spalla di Edward.
"Tutte le persone a cui voglio bene, prima o poi mi lasciano per un motivo o per un'altro."
Afferma con lo sguardo perso nel vuoto. Non sapevo che sua madre fosse morta, in effetti non l'ho mai vista... Ha perso anche l'unica persona che gli abbia mai voluto bene.
"Com'era?"
Incuriosita, striscio più vicino a lui, appoggiando la testa sul suo petto muscoloso.
"Era dolce e gentile. Aveva degli occhi blu come l'oceano e dei lunghi capelli neri selvaggi. Era una madre fantastica."
Sembra che anche lui si sia ripreso dalla sbronza.
"Mi dispiace."
"Anche a me"
Stiamo in silenzio per dieci minuti, fino a quando, sentiamo la porta dell'ingresso aprirsi, rivelando Trevor. La sua espressione è un misto tra: arrabbiata, offesa e divertita.
"Voi date uno sbronza-party e io non vengo invitato? Mi sento offeso nel profondo!"
Si passa una mano fra i capelli biondi, per poi incrociare le braccia e girare il capo. Che bambino!
Faccio il labbruccio e i suoi occhi freddi come il ghiaccio, sembrano addolcirsi. Con la mano gli faccio segno di stendersi accanto a me. Dopo neanche due secondi, mi ritrovo faccia a faccia con il mio amico.