La fine non è vicina, la fine è qui:

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E' il grande momento. Finale 400 stile libero. A rappresentare l'Italia il livornese Gabriele Detti. E' in camera di chiamata in attesa di sentire il suo nome. Circondato dagli avversari. Ci sono nomi di rilievo, è solo tra i giganti. Il cuore batte, le vene pulsano. Saltella, tiene gli occhi chiusi. Respira profondamente e cerca di tenere la mente occupata.

Ad uno ad uno i competitori vengono chiamati in piscina. Io ed Alice siamo in tribuna, in compagnia dell'allenatore Morini e dei genitori di Gregorio. Abbiamo le bandiere e gli striscioni. Siamo talmente emozionati che non risentiamo del fuso, al momento. Non ho idea di che ore siano in Italia. Mi auguro con tutto il cuore che Gabriele faccia un ottimo tempo ed esca da quella vasca blu soddisfatto e fiero di sé. Ha bisogno di conferme e di imparare a fidarsi di sé stesso.

E' consapevole del fatto che tutta l'Italia gli vuol bene ma anche che tutti considerano sempre e solo Gregorio, il suo gemello del nuoto, la punta di diamante.

Respira profondamente e si spoglia. Osserva i suoi avversari e pensa che forse sarebbe stato meglio se in qualche corsia ci fosse stato Gregorio, lui che con uno sguardo poteva rasserenarlo e stimolarlo a tentare l'impresa.

Respira a pieni polmoni. Alza una gamba e poggia un piede sul blocco di partenza. Sistema gli occhialetti e poi colpisce le spalle, ad intervalli regolari, con dei pugni leggeri. Ha bisogno del 100 % da ogni parte del suo corpo.

Primo suono. Salgono tutti sul blocco di partenza.
Secondo suono. Si tuffano in acqua, la gara ha inizio.

Sono in piedi, non parlo e respiro anche meno.

La gara entra nel vivo. Vasca dopo vasca, virata dopo virata. Tengo gli occhi fissi su Gabriele, lo proteggo e lo accompagno.

L'adrenalina è a mille, sta per salirmi il cuore in gola.

Superati i primi 100 metri. 4 vasche sono andate, ne mancano 12. Il primo terzo della gara è stato già regalato alla storia.
Gabriele, al momento, è ottavo. Va dritto per la sua strada, bracciata dopo bracciata. Concentrato al massimo.

I secondi scorrono, l'adrenalina aumenta. Il tifo si percepisce chiaro.

200 metri fatti, 8 vasche, ne mancano 8. Siamo esattamente a metà strada. Gabriele e passato avanti, ora è settimo.

Ho la tachicardia, non respiro dal momento in cui si è tuffato.

Il tempo scorre sul tabellone.

250 metri, 10 vasche fatte. Gabriele è passato al sesto posto. Si mantiene anche per l'undicesima e la dodicesima vasca. 300 metri fatti.

Sento che sto per sentirmi male.

Sta andando alla grande ma non è questo a rendermi fiera di lui, lo ero già... agonisticamente ed umanamente.

7 agosto, Gabriele continua a macinare metri, bracciata dopo bracciata.

14 vasche fatte, ne mancano 2. Solo 2 vasche al termine della gara.

Poggio la mano sul cuore e deglutisco.

Ce la fa, ne sono certa. Si renderà conto che facevo bene a credere in lui.

Virata, inizia la quattordicesima vasca. Gabriele scatta, come un razzo. Velocissimo, sposta l'acqua con una facilità impressionante, nonostante la stanchezza cominci a far capolino.

Supera tutti, avanza.
Horton tocca il bordo, oro.

Sun Yung non lo lascia aspettare molto, argento.

Everything is blue:La tua prossima ossessione. Scoprilo ora