Un invito improvviso:

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Sono in crisi, non potrebbe essere altrimenti. Provo solo dolore, niente rabbia. 

So che Gregorio non ha alcuna colpa, credo alle sue parole. L'unica colpevole è lei, solo lei. L'ha detto e lo ha fatto... me l'ha portato via. Sì, me lo ha portato via e lo terrà con sé per sempre.

Ho raccontato tutto ai miei genitori, volevo evitarlo, ma dovevo giustificare la "sparizione" di Gregorio dalla mia vita.

Mi sto staccando dal gruppo, mi faccio male se sto con loro e faccio male a lui. 

Ormai è ufficiale. È ufficiale la fine della nostra storia ed è ufficiale la gravidanza della Tavassi.

I professori hanno cambiato atteggiamento con lei, vista la situazione, le permettono tutto. I giorni passano ed io sto sempre con mio fratello, con Alice e con Matteo e, a volte, con Gabriele.

Da quando mi sono lasciata con Gregorio, Matteo, si è rivelato un vero amico, mi sta sempre vicino.

E' stato sincero, mi ha confessato di provare qualcosa per me ma mi rispetta visto quello che sto vivendo. Le lacrime cominciano a diminuire, compaiono solo quando c'è qualcuno o qualcosa che mi ricorda la situazione. In classe penso a seguire le lezioni e non presto attenzione alla Tavassi che fa di tutto per ostentare la sua gravidanza.

Sto studiando con Matteo ma dopo una tonnellata di esercizi di matematica decidiamo di prenderci una pausa e ci sediamo sul divano. Le temperature cominciano a salire e i vestiti a diminuire. Stiamo chiacchierando e noto che mi sta fissando prepotentemente, così mi fermo.
<< va tutto bene? >> chiedo.
Sorride e mi fa una piccola carezza sul viso.
<< sì, benissimo. Ti chiedo scusa, è che sei cosi bella che non posso fare a meno di guardarti... scusa!! >>
Sorrido.
<< che bel complimento, grazie te!!! >>
E' dolcissimo, solo con lui e con Gabriele riesco a "dimenticare" tutto.
<< è cosi facile innamorarsi di te, sei speciale. Se solo provassi un quarto di quello che provo io... mi renderesti il ragazzo più felice dell'universo!! >>
Si avvicina per provare a baciarmi, mi scanso ma non si arrende e alla fine raggiunge l'obiettivo. Sì, mi bacia. È intenso, diretto, forte, desiderato....da parte sua. Io mi limito a "seguirlo", so che devo andare avanti ma non ho la forza, penso sempre a Gregorio.

<< ti amo >> confessa.

I suoi occhi brillano, così riprende a baciarmi con più intensità... niente. 

No, non provo niente neanche un po' d'emozione, di desiderio, di brividi. Mi sento una catena di montaggio. Mi accarezza il viso e si sbottona la camicia fino a togliersela. Un nuovo bacio poi si sdraia su di me. Penso ad altro, penso che vorrei fare shopping, che vorrei fare un viaggio per staccare e dimenticare tutto. Cerco di rallentare, sta correndo troppo. Non voglio. Qualcuno comincia a bussare. Si tira su e mi sorride.

<< torno subito, non ti muovere!! >>
Il portone è proprio qui, nel salotto. Apre, sento la sua voce. Sì, la sento e la riconosco la riconoscerei tra mille.

<< voglio vederla! >>
<< no!! >> nega Matteo.

<< so che è qui, c'è la sua macchina. Fammi entrare!! >>
<< no!! >>

<< levati di mezzo >>
Gregorio lo sposta e mi raggiunge. Sono sul divano semisdraiata, noto i suoi occhi passare lenti da me a Matteo che sta ancora a  petto nudo.
<< dimmi che non è vero! >>
<< cosa? >>
<< tu e lui! >>
<< e anche se fosse?, non posso aspettarti so già che non tornerai!! >>
<< sì o no? >> domanda gridando il carpigiano.
Non parlo ma riprendo a piangere e Matteo lo mette fuori casa, poi corre ad abbracciarmi. Gregorio comincia a colpire la porta con calci, pugni poi urla.
<< Desy perdonami. Io ti amo, ti amo con tutta l'anima. È stato un errore, non ricordo nulla. Non volevo farti male, non volevo lasciarti. Perdonami!! >>
Riprende a colpire la porta a calci.
<< mi senti???, ti amo!!! >>
Mi alzo e raggiungo la porta ma non la apro. No, non ho la forza.
<< mi hai ferita, mi hai delusa, non sono arrabbiata ma ti ho perso per sempre!!!!!! >>
Non dice più nulla ma lo sento singhiozzare e poi andarsene. Matteo mi raggiunge, mi abbraccia alle spalle.
<< vieni, piccola, sono qui per te. Riprendiamo da dove ci ha interrotti! >>
Mi volto.
<< non ci ha interrotti, non sarebbe successo nulla. Non ti sei reso conto che non partecipavo?, non ho provato nulla e non provo nulla per te. Hai corso troppo, ora torno a casa!!!!! >>>
Prendo libri, quaderni e l'astuccio poi poggiandomi la borsa sulle spalle esco di casa. Apro la macchina e butto tutto quello che ho tra le mani sul sedile posteriore. Salgo al posto di guida e dopo un pianto disperato torno a casa di mio fratello. Sto qui da giorni, sto bene con lui.

Everything is blue:Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora