- Che ci fa lui, quì ? -,
Il ragazzo che avevo incontrato poco tempo prima, era seduto sul divano della mia nuova casa.
Esattamente, il bel ricciolino.
E pochi secondi prima che entrassi, stava ridendo insieme a mia madre.
- Che ci fai TU, quì ? Questa è casa mia, ragazzina-,
Ci misi un po' a realizzare il tutto, poi il mio cuore cominciò a martellare nel petto.
Oh, no.
- Non glielo avevi detto ? -,
La voce di mia mamma era squillante, mentre si rivolgeva a Lucas.
- Io... pensavo di fargli una sorpresa -,
L' uomo continuò con voce pacata.
- Be', mi sembra che adesso siano entrambi veramente sorpresi -, disse la mamma, spazientendosi.
Conversarono ancora un po', ma non riuscii a capire, perchè nella mia testa suonavano solo come brusii.
- Bene, allora diciamoglielo -,
Mi risvegliai dai miei pensieri e tutta la mia attenzione si concentrò su mia madre.
Lucas si alzò in piedi e spronò il riccio ad avvicinarmisi.
Quando il bel visetto fu proprio davanti a me, mi persi qualche istante ad ammirare i suoi perfetti lineamenti.
- Kaylee, lui è Wyatt, mio figlio. Wyatt, lei è Kaylee, la tua nuova sorella -,
All'inizio non voletti crederci. Continuai a pensare che fosse tutto uno scherzo di cattivo gusto.
Wyatt mi fissò attentamente, con aria spaesata, poi si voltò verso il presunto padre.
- Cosa ? -,
La sua voce suonò come un sussurro.
I miei occhi si riempirono di lacrime e decisi che non sarei andata oltre.
Scappai via, com'era mia solito fare, e corsi in camera mia.
Mi gettai sul morbido materasso e scoppiai in un pianto liberatorio.
Chiusi gli occhi ed insipirai profondamente, facendomi coraggio.
Presi il cellulare e composi il numero di Faith, che ormai conoscevo a memoria.
Mi rispose dopo il secondo squillo.
- Finalmente ti sei decisa a farti viva ! -, esclamò la mia migliore amica.
- Faith -, sussurrai tra le lacrime.
- Nicole, va tutto bene ? Stai piangendo ? -, la sua voce suonava preoccupata alle mie orecchie.
- Faith, ti prego aiutami -, sussurrai, disperata.
- Tesoro, dimmi che hai -,
- Ho paura, Faith. Non voglio più stare quì, mi mancate come l'aria -,
- Ci manchi anche tu, da morire -,
La connessione s' interruppe, e dopo non sentii più niente.
- Maledizione ! -, esclamai, esasperatamente.
Chiusi gli occhi e cercai di dormire, ma invano.
Verso le tre di notte, ricominciai a singhiozzare ed a disperarmi, stringendomi alle coperte.
La porta della mia stanza si aprì improvvisamente, mostrando l'alta figura del riccio.
- Tornatene a letto -, gli dissi, asciugandomi le lacrime.
- Se solo riuscissi a dormire... -,
Wyatt si avvicinò al mio letto e solo dopo notai che stava indossando solo un paio di pantaloni della tuta.
Abbassai subito lo sguardo.
- Ed io che dovrei farci ? -, domandai, scontrosamente.
- Questa era la stanza di mia mamma, prima che morisse. Quando non riesco a dormire, vengo quì e riprendo subito sonno -,
- Oh, mi dispiace. Se vuoi, posso andare a dormire sul divano -,
Feci per alzarmi dal letto, ma lui mi bloccò il polso.
- Fammi solo un po' di spazio, ragazzina -, sussurrò, sistemandosi accanto a me.
- Sul serio, quel divano è veramente comodo -, continuai, arrossendo.
Accese la piccola abat jour e mi squadrò attentamente.
- Rilassati, non ho mai mangiato nessuno -,
Il suo sguardo incontrò il mio e mi fece un piccolo sorriso.
Poi però lessi preoccupazione nei suoi occhi.
- Perchè piangevi, prima ? -, esordì, improvvisamente.
- Io... non stavo piangendo -, sussurrai, abbassando lo sguardo.
- Non preoccuparti, non ti giudico -,
Il riccio mi sembrò sincero, ma non mi andava di parlarne con uno sconosciuto.
Lui sembrò capire, così cambiò argomento.
- Cosí, sei di Nashville. È una bella città, non è vero ? Lo dicono tutti... -,
- Già -, risposi, fissando il soffitto.
Ci fu qualche istante di silenzio, poi afferrò la mia mano e mi trascinò con sè, giù dal letto.
Fissai le nostre dita incrociate e distolsi subito lo sguardo.
- Che stai facendo ? -, domandai, preoccupata.
- Vieni con me -, disse, soltanto.
Scendemmo al piano di sotto ed il riccio aprì una porta che conduceva al giardino, con tanto di piscina.
- Guarda in alto -, mi sussurrò.
Alzai lo sguardo e notai quella distesa infinita di stelle. Erano come milioni di fari nella notte, semplicemente stupende.
- Ti piace ? -,
Si sdraiò a terra e mi fece cenno di mettermi accanto a lui.
- È meraviglioso -,
Non staccai neanche per un secondo lo sguardo dal cielo.
- Senti, lo so che siamo partiti col piede sbagliato, io e te, ma credo proprio che potremmo diventare amici. Che ne dici ? Ricominciamo da capo ?-, domandò, sorridendomi.
Perchè no ?
Magari Wyatt non era così male...
- Okay, ci sto -, risposi, ricambiando.
- Bene. Io sono Wyatt, e tu ? -, mi porse la mano.
Ridacchiai e la strinsi.
- Kaylee, piacere -,
- È veramente un bel nome -,
- Grazie, anche il tuo non è niente male -,
Arrossii, portandomi le mani sulla faccia.
- Non coprirti, sei carina quando arrossisci -,
Posò le sue mani sulle mie e mi scoprí il volto.
Arrossii ancora di più, diventando color pomodoro.
- Adesso ti farò una domanda. E tu dovrai rispondere sinceramente, okay ? -,
Annuii velocemente.
- Perchè stavi piangendo, prima ? -,
Alzai gli occhi al cielo.
- Non sei uno che si arrende facilmente, vero ? -, domandai, ridacchiando.
- Sono io che faccio le domande, ragazzina -, affermò, sogghignando.
- Mi manca Nashville e mi mancano i miei amici, noi non siamo mai stati lontani. Quì è come se mi mancasse l'aria... Poi ci siete tu e Lucas, ed io non vi conosco, ma devo essere gentile ed è tutto così difficile per me -,
In un certo senso fu come se mi fossi liberata di un peso.
Wyatt mi osservava attentamente.
- Con me non sei stata molto gentile, però -, disse, mettendo il broncio.
Lo fulminai con lo sguardo.
- Okay, scusa, farò il serio d'ora in poi -,
Alzò le mani in segno di resa, facendomi sorridere.
- Secondo me dovresti voltare pagina. I tuoi amici sono importanti e non devi dimenticarti di loro, ma devi saper andare avanti. Accettare la realtà -,
Lo guardai sbalordita.
Non pensavo che potesse fare un discorso del genere.
- Mi hai stupita, sul serio -,
- Lo immaginavo, ragazzina -,
Ci fu un attimo di silenzio.
- Ma come si fa ad accettare la realtà ? -, domandai.
- È semplice, basta rendersene conto e vivere con essa, nel miglior modo possibile -,
- Sai che ti dico ? Lo farò. Accetterò la realtà -, affermai, con convinzione.
Mi fece l'occhiolino e sorrise.
- Brava, ragazzina -,
- Odio essere chiamata "ragazzina" -,
- Non m'interessa, ragazzina -,
Aspettai un po', prima di parlare.
- Wyatt ? -, lo richiamai, sussurrando.
- Si ? -,
- Grazie -, dissi, infine.
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Stargazing [IN PAUSA]
Roman pour AdolescentsKaylee ha sedici anni, due migliori amici fantastici e pensa finalmente di aver trovato un equilibrio nella sua vita da studentessa, fin quando sua mamma decide di trasferirsi a Greenwood, per inseguire la sua storia d'amore con un padre single. Il...
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