8 Anche i dottori si ammalano

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Il dottore e la farmacista, oltre che guarire le magagne fisiche dei loro pazienti, cercavano di tenere controllata anche la precaria salute mentale dei paesani di Toccavalle.

Si ritrovavano spesso a fare da pacieri nelle liti familiari che a volte sfociavano in vere e proprie zuffe.

Intervenivano negli affari economici dei vari benestanti e le loro disponibilità in danaro, dando loro utili consigli o intervenendo in disbrighi finanziari con le loro altolocate conoscenze, ovviamente ricambiati da laute provvigioni.

Per via del loro lavoro, conoscevano bene i segreti di tutti i paesani, ed erano abili ad intrecciare i rapporti e combinare le opportunità più favorevoli.

Mediavano in affari, mettendo fine a dispute e controversie, e sfruttavano le loro importanti conoscenze, anche psicologiche, come quella di don Genesio che fungeva da vero calmante placebo.

Come quella volta, quando furono chiamati e dovettero intervenire duramente per dipanare un grosso rompicapo: le beghe di due famiglie rurali, con a capo due fratelli, i quali si dovevano spartire una ventina di campi, dopo la morte del capostipite.

L'asse ereditaria, senza alcun testamento specifico parlava chiaro: metà a ciascuno.

Tutto sarebbe andato liscio, se non fosse per il fatto che, testardamente, uno voleva di più per aver tenuto con sé l'anziano fino alla fine, e l'altro pretendeva di più, perché aveva ricevuto di meno quando si era sposato.

E la cosa si stava facendo difficile e lunga per entrambi.

Poi si intromisero le donne, che spingevano i rispettivi mariti a non farsi mettere sotto i piedi dall'altro.

E le liti subdole, a volte davvero fastidiose, erano all'ordine del giorno e sempre in crescendo.

Entrarono in scena così le "Baruffe chioggiotte".

Si diceva che il più giovane dei due, avesse messo nottetempo nelle scarpe buone del fratello, dello sterco di vacca per fargli capire come lo tenesse in considerazione, e che avesse trovato la sorpresa proprio la domenica, subito dopo aver messo il piede nella scarpa, mentre stava per andare alla messa.

L'altro, si diceva avesse pagato un energumeno per derubarlo e malmenarlo.

Così una sera, mentre stava rincasando da una bevuta con gli amici, mezzo brillo, si trovò davanti un ceffo vestito di nero, sbucato dal nulla e con un cappuccio nero calato sulla testa per non farsi riconoscere, il quale cominciò a picchiarlo, finché non lo vide accasciarsi al suolo.

Al mattino dopo si ritrovò parecchio ammaccato, per fortuna con niente di rotto, ma con tanto rancore dentro, dopo aver intuito al volo chi fosse stato il mandante.

Gli scherzi continuarono, sempre più cattivi e insopportabili.

Finché il dottore fu tirato per la giacchetta da entrambi i fratelli, perché intervenisse a far valere le ragioni d'interesse, ora dell'uno ora dell'altro.

La soluzione tardava a venire fuori, e il dottore chiamò in causa il solito don Genesio il quale, con l'aiuto dall'alto, aveva sempre pronta una soluzione.

Assieme, i due escogitarono nottetempo uno stratagemma a dir poco illegale, certi che avrebbe funzionato alla grande.

Fu così che il medico tirò fuori la cartella clinica del fratello più focoso e, prendendolo da parte un giorno, finito l'orario di lavoro, e dopo che anche l'ultimo paziente se n'era andato, gli disse esplicito e con fare convincente, che gli ultimi esami del sangue erano tutti positivi e che probabilmente, e qui abbassò la voce in tono davvero dispiaciuto, a causa della gravità della malattia non sarebbe riuscito a vedere la fine dell'anno.

Il paese è piccolo la gente mormora (Completa) Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora