2.

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-Sud dell'Andalusia, Malaga è importante non solo per la storia, il patrimonio artistico e culturale, ma anche per aver dato i natali ad un grande uomo, Pablo Picasso...-

Rose snocciolava informazioni ai suoi amici mentre camminavano per le vie del centro.

Era mezzogiorno inoltrato.

-Pi.. Cosa?- Albus e Scorpius la fissavano interdetti.

-Pablo Picasso!- esclamò lei, guardandoli indignata, come se avessero appena detto un'eresia. -Uno dei più grandi dell'arte contemporanea!-

E, con un'altra occhiataccia, li lasciò indietro, raggiungendo le ragazze.

Imboccarono una delle stradine del centro storico, e dopo qualche centinaio di metri tra passaggi e case variopinte, arrivarono al mare.

-Beh..- fece James, scrutando la spiaggia sotto di loro. -Direi che l'ideale per montare la tenda sia lì tra dietro quelle rocce.-

Giunsero in spiaggia, lasciandosi alle spalle un locale che sembrava un atollo caraibico, e montarono la vecchia tenda di Perkins quasi invisibile ad occhio nudo.
Sistemarono i bagagli più pesanti sui letti, e poi si fiondarono in spiaggia.
Tutti.
Tranne Rose.

Lei rimase dentro, totalmente immersa in uno dei suoi libri.
Trasfigurazione avanzata.
Aveva un progetto in mente, e se tutto fosse andato bene, si sarebbe presto realizzato.

Lysander e Scorpius fecero capolino nella tenda.
-Non ci credo.- sbuffò Lysander -Ci siamo diplomati soltanto qualche settimana fa e ancora non hai dato via questi benedetti libri.-

Scorpius scoppiò a ridere.
E Rose lanciò un'occhiataccia a quelle due serpi.
Riprese il libro dalle mani di Lysander.

-Non ha niente a che fare con la scuola. E Lys... Ti adoro, ma porta questa brutta gentaglia lontana da me.- disse, riferendosi chiaramente a Scorpius.
Il suddetto se ne stava seduto ai piedi del suo letto, guardandola in modo strano.
La fece sentire stranamente a disagio.

Lysander rise avviandosi fuori.
-Vedi di sbrigarti Rose.. Siamo qui per divertirci!-

E scomparve fuori dalla tenda.

Rose riprese a leggere il suo libro, cercando di ignorare, con una punta di fastidio, il fatto che Scorpius Malfoy la stava osservando a distanza ravvicinata.

-Vuoi una radiografia?- gli chiese, tenendo gli occhi fissi sul capitolo 17.

-Non capisco...-

-Oh... Non mi sembra una novità.-

-Ah ah. Sei una simpaticona Weasley. Ma non capisco perché tu non sia fuori a divertirti.-

Rose lo guardò.
Come si permetteva quell'idiota ad impicciarsi in questo modo?

-Non sono affari tuoi Malfoy.-

-Capisco.- disse lui, alzandosi e dirigendosi fuori.

-Cosa?!- sbottò lei.

-Semplice Weasley... Non ne sei capace.- ghignò Malfoy, prima di dileguarsi e raggiungere gli altri.

Cosa aveva appena insinuato quel biondastro del cavolo? Rose Weasley incapace?

Chiuse il libro con un tonfo. Glielo avrebbe fatto vedere lei l'incapace.

Frugò tra i vestiti, e trovò un costume da bagno nero. Mise un prendisole, afferrò il telo mare, la protezione, e si avviò in spiaggia.

Il mare era spettacolare. La grandezza del creato la investì in pieno di forti emozioni.
Succedeva sempre quando si ritrovava ad ammirare la Bellezza di qualcosa o qualcuno.

-Finalmente ci degni della tua presenza Rosellina!- James era appena uscito dall'acqua quando Rose si sistemò in spiaggia.

-Annodati la bacchetta Jamie!-

Ma non poté fare a meno di scoppiare a ridere quando se la caricò in spalla.

-Mettimi giù James! Ho detto mettimi subito giù o ti..-

-Mi schianti o mi cruci... o viceversa o tutte insieme... Sei ripetitiva cuginetta.-

La buttò in acqua di colpo.

-Sei un idiota. Un emerito idiota!-

James le fece un cenno con la mano mentre uscì dall'acqua lasciandola sola.

Lei sbuffò. Poi si girò e si immerse, nuotando più lontano.
Si allontanò per un centinaio di metri.

Nuotare le era sempre piaciuto.
Non che non le piacesse la sua vita, o quello che faceva, ma quando nuotava, fin da bambina insieme a Hugo e suo padre, lei andava sempre più lontano, col capo rivolto verso il cielo a sentire il silenzio che il mare poteva regalarle, insieme alla libertà di essere completamente sé stessa.

Ritornò indietro.

*

Si era sorpreso già un paio di volte a guardarla. E si era dato dell'idiota altrettante volte.
Insomma lui era Malfoy. Scorpius Hyperion Malfoy. Non poteva permettersi certe cazzate.

Però non poté fare a meno di guardarla quando uscì dall'acqua.

Aveva davvero passato sette anni a nascondere tutto quel ben di Dio sotto l'uniforme?

Non l'aveva mai vista con niente che non fosse un maglioncino deformato, una tuta, una felpa o un paio di jeans.

La seguì con lo sguardo mentre si sdraiava sul telo accanto al suo.

Senza pensarci, la raggiunse in poche falcate, lasciando Lys, Domi e Albus nel bel mezzo di una partita a carte.

Non c'era nessuno nelle loro vicinanze. Gli altri stavano giocando a pallavolo sulla battigia.

Rose non si girò quando Scorpius si sedette accanto a lei.
Non si accorse di lui.

-Lily.. Mettimi un po' di crema solare.- E porse la crema.

Scorpius ghignò, degno dei figli di Serpeverde.

Mise la crema sulla schiena di lei, ancora un po' umida.
Cominciò a massaggiare lentamente la schiena di Rose, così bianca, morbida e bellissima.
Immaginò come potessero essere le sue guance, le sue labbra al tatto.

Che diavolo gli stava succedendo?

Si chinò.

-Potevi dirmelo prima cosa nascondevi sotto quell'uniforme... Invece di litigare, potevamo trascorrere le giornate facendo qualcosa di diverso.-

Rose rabbrividì per un istante, ma subito scattò a sedere.

Scorpius parò prontamente il ceffone che stava per arrivargli.

-Brutta serpe.- borbottò lei, senza cattiveria, però, nel tono della voce.

Erano vicini. Troppo vicini.

-Andiamo Rosie..- le lasciò il polso -Non dirmi che non sarebbe stato meglio.-

Senza pensarci, sistemò dei ricci ribelli dietro l'orecchio, indugiando sulla sua guancia.
Era davvero morbida.

Spostò lo sguardo sulle sue labbra.

Rose se ne accorse, ma stranamente ci mise un po' per ricomporsi.

-No che non l'ho fatto. Sono una persona sana di mente, io. Non si può dire la stessa cosa di te, a quanto pare.-

Lo piantò in asso, un po' turbata da quello che era successo. Ma non lo diede a vedere. Questa era una delle sue qualità, a volte.
Altre, invece, non lo sapeva.

Scorpius, comunque, non smise di guardarla.

Si chiese che cosa stesse succedendo, e ancora una volta non sapeva darsi una risposta.

Raggiunse gli altri sulla battigia.

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