Capitolo 1

410 15 5
                                        


Erano ormai quattro anni che frequentavo la facoltà di lettere di Pusan.
Amici, ragazze, divertimento erano tutte cose che facevano parte della mia routine.
Il mio migliore amico si chiamava BamBam, un ragazzo estremamente attivo e impulsivo; che mi ha accompagnato per tutta la vita.
Del resto la mia vita era molto semplice, quell'anno sarebbe stato un anno che stavo con una ragazza bellissima, Jennie Kim. Era davvero perfetta: simpatica, dolce, sensibile e andava molto a genio ai miei amici.
Ovviamente Bam, conoscendomi a pieno, ci avevo visto lungo. Sapeva che quella relazione non mi rendeva felice, e probabilmente volevo solo sentirmi accettato dalla società.

Quella mattina ero particolarmente pigro e Bam, dopo essermi venuto sotto casa ed aver capito che probabilmente non sarei sceso con molta facilità, irruppe in casa mia con la volocità di un fulmine.
Ero d'accordo con Janny che ci saremmo visti nel bar a fianco del campus per fare colazione insieme, di conseguenza un'improvvisata di Bam non ci voleva proprio.

"Mark! Lo sapevo che eri ancora nel letto! Sapevo che mi sarebbero servite le chiavi di casa tua"

Un po intontito e assonnato lo guardai e sbuffai coprendomi la faccia con le coperte, ovviamente gesto inutile perché Bam comunque mi tirò giù a calci.

Nel tragitto Bam non smise un secondo di parlare, mi stava facendo scoppiare la testa!

"Bam ti hanno mai detto che sei logorroico?"
Lui subito si fermò e voltò il viso verso di me
"Si, tu, un sacco di volte"

E ovviamente non smise di parlare...
Arrivammo davanti al bar e Jenny era già lì che ci aspettava.
Appena mi vide mi corse in contro e un senso di ansia si divampò nel mio corpo.
"Mark!! Mi sei mancato"
Facemmo colazione tra un po' di imbarazzo date le alzate di occhi da parte di Bam ogni volta che Janny mi baciava o mi trattava affettuosamente, dopo di che andammo verso la nostra scuola e la mia ragazza verso la sua.
.....................................

PAUSA PRANZO
Come al solito mi diressi verso il giardino per fumare. Nessuno andava mai in quel giardino, probabilmente la motivazione era che non c'era nulla a parte una panchina vicino al muretto e all'unico albero presente, un'altro motivo probabilmente era che c'erano perennemente i rumori dei lavori che stavano facendo per la ricostruzione di un asilo molto vicino a noi.

Qundo uscii dal portone da lontano vidi qualcuno seduto sulla panchina.
Era una ragazzo molto attraente, aveva i capelli decolorati quasi sul bianco e un fisico abbastanza muscoloso da quello che potevo notare da sopra i vestiti.
Alzò lo sguardo e i suoi occhi incontrarono i miei, subito distolsi lo sguardo per non dare a vedere che lo stessi fissando.
"Hei? Hai bisogno di qualcosa?"
"N-no nulla"
Mi avvicinai alla panchina come se nulla fosse successo.
Accesi una sigaretta e mi sedetti sul muretto di fianco alla panchina.
"Come ti chiami?"
All'improvviso mi venne da tossire.
"Non pensavo che con una semplice domanda come questa ci si potesse imbarazzare tanto."
Sentii le mie guance andare a fuoco e continuai a fumare senza proferire parola.

Lui finì la sua sigaretta e mi guardò quasi deluso.
"Beh ragazzino di cui non so il nome... Ci becchiamo in giro"
Avrei davvero voluto avere il coraggio di chiedergli di restare ma non lo ebbi e quindi annuii e basta.

Dopo la fine della pausa rientrai in classe e passarono altre due ore prima che potessi uscire.

"Ragazzi vi va di andare a mangiare qualcosa?"
Dopo scuola di solito andiamo al bar a prenderci un panino per passare un po' di tempo insieme dato che loro, contrariamente da me, prestano del tempo anche allo studio.

"Certo, Jae arriva più tardi" disse Youngjae con un sorriso stampato in faccia.
Jaebum e Youngjae stavano insieme da quattro anni e sembravano davvero felici.
Ho sempre fatto i complimenti a Jeajae per essere riuscito a mantenere JB fedele per tutto questo tempo, e più che altro lo stimo per essere riuscito a sopportarlo.

Ordinammo da mangiare e nel frattempo io continuavo a pensare a quel ragazzo che avevo visto quella mattina.
"Mark tutto bene?"
Annuii per far capire che non avessero nulla di cui preoccuparsi.
"Chi era il ragazzo con cui parlavi in pausa pranzo?"
Dopo la domanda di Bam mi strozzai con l'acqua che pochi istanti prima avevo messo in bocca.
"A quanto pare era una persona importante"

"No no, non stavamo neanche parlando. Lui era solo lí a fumare come me."
Cercai di mettere subito le cose in chiaro senza dare spazio a troppe domande.

Dall'ingresso in quel momento entrarono Jaebum e quel ragazzo.
Spalancai gli occhi, non capivo perchè ogni volta che lo vedevo sembrava essere più bello.
Si avvicinarono a noi dopo che Jaejae gli fece segno con la mano per farci notare.
Più si avvicinavano più pensavo a cosa avrei potuto dire dopo la figura di merda che avevo fatto qualche ora prima.
Appena raggiunsero il tavolo Bam notò la mia espressione e capì subito che quel ragazzo lo avevo già visto.
"è lui?!"
Io voltai lo sguardo verso di lui e lo guardai con confusione.
"Hei, tu sei il ragazzo che ho incontrato questa mattina"
Disse il ragazzo guardandomi con un ghigno stampato sulle labbra.
"Sapevo che era lui, l'ho notato da come lo guardavi"

Io sempre più confuso e orrificato dalla figura di merda che mi stava facendo fare Bam rimasi completamente fermo immobile.
"Gli hai parlato di me?"
"A-aspetta! Non è come sembra"
Il ragazzo si sedette vicino a me mentre JB si mise vicino al suo ragazzo, si presentò a tutti dicendo di chiamarsi Jackson Wang.
JaeBum ci spiegò che Jackson si era trasferito a Pusan da 2 anni ma che per vari motivi aveva frequentato la scuola un anno più tardi, ciò significa che lui era nella mia scuola da due anni e io non lo avevo mai visto.

Ricapitolando ciò che ho capito Jackson ha 19 anni, è cinese, e io ci ho fato due figure di merda nel giro di quattro ore.

Iniziarono a conversare mentre io rimanevo nel mio mondo continuando a pensare a quello che era successo oggi.

"Hei Mark hai intenzione di fissarmi ancora per molto?"
Il ragazzo si rivolse a me utilizzando il mio nome.
Questa cosa mi destabilizzò abbastanza e cominciai a dire cose senza senso per poi alzarmi e dire che sarei andato a fumare fuori.

Appena misi piede fuori tirai un sospiro di sollievo.
Presi una sigaretta, la accesi e poi la fumai lentamente cercando di calmarmi. Sentii il mio cuore impazzito quindi mi portai una mano al petto facendo respiri profondi per vedere se rallentava.

"Stai cercando di evitarmi?"
Spostai lo sguardo dalle mie scarpe e lo guardai negli occhi, notai che al sole i suoi occhi non erano neri come pensavo che fossero, erano marroni con delle striature giallognole intorno alla pupilla.

"N-no io..."
Lui sbuffo e si chinò per essere alla mia altezza.
"La smetti di arrossire ogni volta che ti parlo?"

Non ebbi il coraggio di guardarlo e mi alzai immediatamente.
"Scusami d-devo andare."

Nel mentre che mi allontanavo mandai un messaggio a Bam dicendogli che sarei andato a casa.
Sentii qualcuno dietro di me che mi prese il polso e mi fece fermare.
"Fermati, ti sono cadute le chiavi dalla tasca."

Non gli risposi, e proprio in quel momento mi arrivò una chiamata.

JENNIE
"Pronto Jennie"
"Hey Mark... Ti va se sta sera stiamo un po' insieme? Magari a casa mia."
"Ok Amore, allora ci vediamo sta sera"

"Ciao"

"Ora mi è tutto più chiaro, sei fidanzato"
Si fermò un attimo e si avvicinò a me prendendomi il mento tra le dita.
"C-Cosa fa-"
Mi zitti parlandomi sopra.

"Non vedo lora di rivedere questo bel faccino rosso."
Lo disse con voce sensuale e dopo di chè mi fece l'occhiolino.
Si allontanò da me e girandosi se ne andò salutandomi con la mano.

Quella sera andai da Jennie, ma non andò troppo bene.
Per l'ennesima volta mi rifiutai di fare l'amore con lei, e giustamente si infastidì.
Chiamai Bam per un consiglio da amico ma le sue parole furono sempre le stesse.

"Mark, devi smetterla di cercare di autoconvincerti che lei ti piaccia."

"Ma è una bellissima ragazza come faccio a non eccitarmi, davvero non lo capisco..."
Bam rimase un attimo insilezio, credo che stesse solo pensando a come dirlo per non farmi arrabbiare.

"Magari il porblema non è che non ti piace Jennie, magari non ti piacciono proprio le ragazze..."
Dopo quelle sue parole ci furono attimi di silenzio e io chiusi la chiamata senza dire nulla e lanciai il telefono ai piedi del letto.

Who would have ever known? [Markson] Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora