Entrai in classe e mi avvicinai a Yunseo.
La salutai e le raccontai quello che era successo il giorno prima."Dopo che ha detto quella cosa non sono più riuscito a guardarlo in faccia..."
"Ma perché eri arrabbiato oppure per altro?"
Abbassai le sguardo e cominciai a giocherellare con le dita."Ho paura di dirlo hai miei..."
Lei con una mano prese le mie e con l'altra mi tirò su il viso."Mark, non puoi andare avanti cosí. Lo sai vero?"
"Si, ma devo allontanarmi da lui. So che ora tu non sarai d'accordo però... Non posso perdere la mia famiglia"
"Hai ragione Mark, io non sono d'accordo. Buttare così una possibilità di provare un sentimento cosí grande, per niente... Tu non puoi perdere la tua famiglia ma neanche Jackson e lo sai ma con la testa che hai non lo ammetterai mai."
Mi allontanai da lei e mi appogiai allo schienale della sedia.
"Non è così Yunseo..."
"E allora com'è?!"
"Io non posso fare nulla a riguardo..."
"Perché dici cosí, lo sai anche tu che non è vero."Jackson entrò nella nostra classe senza che io lo vedessi e le risposi ad alta voce.
"Perchè mi sono ritrovato catapultato in una realtà che non avrei mai pensato facesse parte di me.
Non ho mai preparato i miei genitori ad una cosa del genere, ma credo davvero di essermi innamorato. "
Guardai in basso continuai a giocherellare con le dita."Però quello che mi ha detto mi ha fatto pensare al fatto che i miei genitori avrebbero potuto non accettarmi, e non ce l'ho fatta..."
"Mark-..."
Io la guardai e la interruppi
"Comunque la mia idea rimane quella."
"Mark c'è-"
"Yunseo tanto non mi farai cambiare opinione "
Yunseo notando che io non la ascoltavo mi chiuse la bocca con la mano e mi girò la testa dalla parte opposta alla sua.
Mi ritrovai davanti Jackson accovacciato vicino alla mia sedia."Mark... Hai voglia di parlarne?
" Io non... Non ho nulla da dire"
Yunseo sbuffò e Jackson si alzò in piedi.
"Va bene, quando smetterai di fare il bambino magari potremmo parlare."
Se ne andò senza dire altro mentre la campenella iniziò a suonare.
Io non mostrai segni di vita e mi sedetti per cominciare le lezioni.Quel pomeriggio uscii con i miei amici e Jackson non si fece vedere.
Il mio telefono squillò più e più volte, ma feci finta di nulla.
.................................
Per tutto il resto della settimana non andai a scuola.
E Jackson, dopo il terzo giorno che non gli risposi, smise di provare a chiamarmi.Aprii un messaggio senza guardare chi fosse.
JACKSON:
"Mark, ho provato ad aspettarti. A quanto pare non ti interessa quanto credevo."Non capivo cosa volesse intendere con quelle parole, certo che mi interessava ma avevo paura. Perchè non poteva capirmi...?
Non sapevo cosa scrivergli e quindi chiusi il telfono e mi stesi sul letto fissando il soffitto.
Avevo letto tanti libri e visto tanti film che parlavano di amore, ma nessuno di questi mi aveva insegnato come comportarmi in questo momento.
Potevo affidarmi solo a mestesso, ma Jackson mi mancava ogni secondo di più e al solo pensiero di non poterlo più vedere mi sentivo male.Ripresi il cellulare in mano e guardai i messaggi che mi aveva mandato in tutta la settimana.
Sentii mi madre urlarmi dal piano di sotto che sarebbe uscita, mi alzai in piedi e mi avvicinai alla porta per salutarla.
Chiusi la porta e mi girai verso il letto riprendendo a leggere i messaggi che Jackson mi aveva mandato.Sentii salire le scale e aprire la porta ma essendo girato verso il letto non capii chi fosse.
Delle braccia mi avvolsero la vita da dietro."J-jackson?"
"Mark io-"
Mi girai e lo baciai."Mark... Cosa devo fare con te"
"Andiamo a casa tua, voglio parlarti" gli dissi molto seriamente.Arrivammo a casa sua e ci sedemmo sul divano.
Presi un grande respiro e alzai lo sguardo dalle mie gambe hai suoi occhi.
"Jackson... Io... Non so come dirtelo"
"Dillo e basta"
Jackson si avvicinò a me e mi prese la mano.
"Credo di provare qualcosa di serio per te..."
"Cosa c'è di male in questo"
"Mio padre..."
"Cosa c'entra tuo padre?"
"Disprezza i gay"Jackson lasciò la mia mano, si appoggiò allo schienale del divano e sbuffò.
"Perchè questo dovrebbe frenare i tuoi sentimenti?"
Jackson abbassò la sguardo e strinse le mani nei pugni."Jackson io... Ti prego capiscimi, è difficile per me accettarlo pensa come lo sarebbe per loro."
Cominciò ad agitarsi e alzò la voce."Se ti volessero bene non gli interesserebbe chi vuoi scomparti."
Gli ripresi le mani facendolo rilassare.
"Per favore, lasciami un altro po' di tempo."Jackson si avvicinò pericolosamente a me, mi diede tanti baci a stambo sempre più brevi finchè io non lo fermai e lo baciai come si deve.
Jeckson cercò di farmi distrarre mettendo un film di azione che mi fece addormentare quasi all'inizio.
Mi addormentai steso tra le sue gambe, mentre mi avvolgeva con le sue braccia. .
.....
"Mark sono le nove, devi tornare a casa i tuoi ti staranno cercando. Non li hai nemmeno avvisati che uscivi di casa."
"Non voglio..."
"Mark, non fare il bambino"
Voltai la testa dalla parte opposta alla televisione che mi dava fastidio agli occhi ancora assonnati."Sicuro di non voler rimanere qui con me tra le tue gambe?"
"Smettila, sai che non direi mai di no ad una proposta del genere.""Allora lasciami dormire."
"Almeno scrivi un messaggio a tua madre.""Non voglio alzarmi"
Jackson sbuffò e cercò di alzarsi per prendere il mio telefono ma io lo fermai e cominciai a minacciarlo che se si fosse spostato da lì me ne sarei andato senza tornare.
Dopo poco si arrese e tornammo a dormire.
A mezzanotte il mio telefono aquillò e ci fece svegliare.
"Mark vai a rispondere potrebbe essere tua madre."
"No voglio rimanere qui"
"Mark merda."
Come al solito vinsi io e gli feci la linguaccia, confermando il fatto che fossi un bambino viziato.
Jackson mi guardò con occhi maliziosi."Avvicinati"
Io mi avvicinai a lui con la lingua ancora fuori dalla mia bocca e lui la afferrò tra le sue labbra e la fece scontrare con la sua."Madonna Jackson"
Mi misi a cavalcioni su di lui e lo baciai approfondendo immediatamente il bacio.Mise le mani sotto la mia maglia e piano me la tolse, cosa che feci anche io poco dopo.
Mi fece togliere i pantaloni e poi continuammo a baciarci.Mise una mano dentro i miei boxer avvicinandosi alla mia apertura.
Il mio cuore impazzí e lo fermai parlando tra gli ansimi e l'eccitazione."Jackson no"
"Ho fatto qualcosa di sbagliato?"
Io scossi la testa e gli baciami le labbra leggermente.
"Non voglio farlo..."
Jackson si fermò respirando affannosamente, mi guardò e mi morse il labbro.
"Non ti preoccupare non è necessario, aspetterò"
Mi stesi di nuovo sul suo petto e tornammo a dormire entrambi abbastanza eccitati.
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Who would have ever known? [Markson]
Teen FictionPenso che l'amare qualcuno sia una cosa naturale, anche se si tratta di amare lo stesso sesso... Certo, non dico sia una cosa facile, dal tronde, chi pensa che l'amore sia semplice significa che non l'ha mai provato. Soprattutto se ci si ritrova com...