Nell'istante in cui la famiglia Potter ebbe di nuovo a che fare con la famiglia Malfoy fu il caos. Anche quando furono i figli ad avere ancora a che fare.
Quando Albus ricevette il patronus e lo sentì parlare con la voce di Teddy, si spaventò a tal punto che cadde dal letto. Era salito in dormitorio prima degli altri e si trovava da solo, con l'unica compagnia di "Svelare il Futuro" e dei suoi pensieri. Mentre sfogliava il libro, cercando di imparare qualcosa prima della lezione del giorno successivo, in realtà la sua mente continuava a ritornare prepotentemente a quel che era successo il pomeriggio precedente e poi quella stessa mattina. Scoprire che Scorpius, al quale con fatica stava cercando di riavvicinarsi, stesse nuovamente tramando alle sue spalle insieme al suo stupido fratello e al suo ancor più stupido cugino lo aveva ferito.
Non lo aveva dato a vedere. Quel dolore se lo era tenuto per sé a tal punto che un attimo prima di togliersi il mantello dell'invisibilità alle spalle del trio, aveva fermamente deciso di non rivolgergli nemmeno la parola, per non tradirsi. Per evitare che nella sua voce ci fosse un tremito di tristezza.
Aveva ripensato alla conversazione che aveva origliato per tutto il ritorno da Hogsmeade. Non aveva davvero intenzione di raccontare tutto ai loro genitori, ma sapeva che non fare nulla lo avrebbe fatto sentire peggio. Dopo una notte tormentata, alla fine, aveva preso una decisione. Non avrebbe denunciato nessuno dei tre ad un insegnante o ai genitori, ma avrebbe chiesto aiuto a qualcuno che già sapeva di quelle uscite notturne e che aveva l'autorità per fermarli. Così quella domenica mattina, senza nemmeno aver finito la colazione, Albus si era alzato di scatto appena aveva intravisto Edward Rowle che lasciava la Sala Grande e lo aveva raggiunto in fretta e furia. Una volta soli, lontani da occhi e orecchie indiscrete, si era confidato con lui e lo aveva pregato di aiutarlo. Edward era stato gentile, lo aveva tranquillizzato e gli aveva promesso che avrebbe fatto tutto il possibile per trovarli e rispedirli in dormitorio quella notte. Albus a quelle parole lo aveva ringraziato di cuore, ma, una volta rimasto solo, la decisione presa lo aveva tormentato. E se Edward avesse tradito la sua fiducia e lo avesse raccontato ad un professore? La sua gentilezza però sembrava così genuina...
Mentre ancora si arrovellava su quei pensieri, nonostante ormai non potesse farci più nulla, con gli occhi che ancora scorrevano a vuoto lungo la pagina che spiegava come leggere le linee della mano, un camaleonte argenteo era comparso davanti a lui. La voce di Teddy era rimbombata tra le pareti di pietra e Albus era caduto dal letto. Mentre capitolava giù si era aggrappato alle tende verdi del baldacchino finendo per strapparle dai loro sostegni, ma questo non aveva rallentato la caduta nè impeditogli di battere malamente il sedere.
«Albus, non allontanarti dal dormitorio di Serpeverde. Non preoccuparti, ma resta lì»
Erano poche parole, che probabilmente volevano essere un ordine e allo stesso tempo una rassicurazione, ma che trasmettevano invece tutt'altro tipo di messaggio, ovvero "sta succedendo qualcosa, ma tu non devi impicciarti". E per la mente agitata di Albus quello poteva voler dire solo una cosa: che era capitato qualcosa a Scorpius, James e Fred. Perché altrimenti Teddy, l'apprendista auror di suo padre, avrebbe dovuto mandare proprio a lui un messaggio simile e proprio la sera in cui il terzetto era uscito di notte?
Albus non ci pensò su a lungo. Balzò in piedi ignorando il dolore e recuperò il mantello dell'invisibilità dal suo baule. La bacchetta che giaceva ancora abbandonata sul suo letto fu riposta subito nella tasca dell'abito. Senza perdere un secondo e senza nemmeno pensare ad un piano, Albus si gettò il mantello sulle spalle e scese nella Sala Comune. Incurante, attraversò il muro di pietra che si aprì apparentemente davanti al nulla tra i bisbigli allarmati degli altri Serpeverde e sgusciò finalmente fuori. Attraversò tutto il sotterraneo correndo, cercando di attutire il più possibile il rumore dei suoi passi sulla pietra, con il mantello che frusciava sul pavimento. La risalita lungo la scalinata principale si rivelò piuttosto faticosa. Percorrere più di sette piani in salita con le rampe che talvolta cambiavano direzione arrivati a metà degli scalini e con un dolore acuto dal punto in cui aveva battuto fu piuttosto difficile, ma la sua preoccupazione era tale da continuare a spingerlo a correre.
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Non Serpeverde
FanfictionDove Albus Potter finisce nell'ultima Casa in cui avrebbe voluto e Scorpius Malfoy diventa amico dell'ultima persona che avrebbe dovuto conoscere. . [Scorpius x Albus] Post VII libro, nomi prima traduzione italiana
