XIV. Malfoy, ancora

302 11 13
                                        

Nell'istante in cui la famiglia Malfoy ebbe di nuovo a che fare con la famiglia Potter fu il caos. Anche quando furono i figli ad avere ancora a che fare.

Quando la mattina dell'ultimo giorno ad Hogwarts prima delle vacanze di Natale Scorpius salì per fare colazione, il suo buon umore al ricordo di quello che era successo con Albus scemò alla velocità della luce, sostituito dal malumore per tutta la faccenda che era capitata prima di quel momento. Finché era rimasto nella Sala Comune di Serpeverde nessuno aveva badato particolarmente a lui, tranne i suoi compagni del terzo anno, felici che lui e Albus avessero finalmente fatto pace anche se ignoravano come fosse successo. Tuttavia, quando raggiunse la Sala Grande, fu tutta un'altra storia. Sebbene lui non avesse raccontato nulla riguardo la sera prima a nessuno, tranne ad Albus ovviamente, tutta la scuola pareva aver già scoperto qual era stata la sorte di Alexander Goldstein e, evidentemente, anche chi era il principale sospettato. Moltissime facce si voltarono a guardarlo mentre entrava e certi lo puntarono con il dito spudoratamente.

«Non ci badare, Scorpius, non hai fatto nulla e presto lo sapranno anche loro» gli sussurrò Albus accanto lui.

«Non posso farcela, Albus» mormorò con la voce che gli tremava.

«Non fare lo sciocco» lo redarguì l'altro e, afferrandolo per un polso, se lo trascinò dietro fino al tavolo di Serpeverde.

Qui le cose erano un po' diverse. Quelli che erano arrivati a colazione prima di loro sembravano aver già appreso la notizia e molti bisbigliavano tra di loro, ma nessuno lo guardò in modo così ostile. Appena si sedette, comunque, le gemelle Zabini si alzarono dal loro posto per sedersi davanti a lui. Magnus, Andrew e Logan, arrivati in quel momento, dovettero rinunciare a quei posti e sedersi un po' più in là. Purtroppo per Scorpius, però, abbastanza vicini da sentire qualunque cosa le gemelle gli avrebbero detto e, a giudicare dalle loro facce preoccupate, sapevano sicuramente molto di più di quei tre.

«Scorp! Eravamo preoccupatissime. Abbiamo sentito le voci che circolano» dichiarò Norelle immediatamente, guadagnandosi le occhiate curiose degli altri tre ragazzi.

«Tu stai bene? Oh Scorp, ti sei cacciato in guai grossi questa volta» disse sconsolata Loraine.

Scorpius sospirò pesantemente prima di parlare: «Sto bene. Mi sono beccato una punizione e dovrò restare qui per le vacanze, ma non credo che la McGranitt o il signor Potter pensino davvero che sia stato io»

«Di che cosa state parlando?» chiese sconcertato Andrew.

Fortunatamente Albus si incaricò di rispondere alle loro domande, evitandogli l'agonia di dover raccontare tutta la storia un'altra volta da capo. Mentre il ragazzo parlava, Scorpius si sforzò di non ascoltare, ma non poté non notare le occhiate che i suoi amici gli scoccavano.

«Dovrai restare qui per Natale? Allora resteremo anche noi, vero Norelle?»

La sorella annuì vigorosa, ma Scorpius scosse il capo.

«Non ce n'è bisogno, non siate sciocche. Piuttosto spero seriamente che i miei genitori non mi ammazzino dopo averlo scoperto. La McGranitt mi ha detto che gli avrebbe spedito una lettera» e mentre lo diceva si afferrò sconsolato i lati della testa e si puntellò sul tavolo coi gomiti.

Quando uscì dalla Sala Grande si rese conto che quel giorno non avrebbe avuto il coraggio di presentarsi a lezione. La colazione era stata terribile e non era riuscito a mandar giù quasi nulla. Quando lo disse ad Albus, lui lo lasciò solo con i loro compagni chiedendogli di aspettarlo lì. Qualche minuto più tardi sbucò di nuovo fuori dalla sala da pranzo con in mano un dolcetto metà azzurro e metà marrone.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Dec 05, 2025 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Non SerpeverdeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora