VI. Imbarazzarsi. O almeno la prima volta

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Nell'istante in cui Scorpius Malfoy fu abbracciato da Albus Potter per la prima volta pensò di non essersi mai sentito tanto in imbarazzo.
O almeno la prima volta in cui fu Albus a prendere l'iniziativa.

Il secondo semestre del primo anno ad Hogwarts scivolò via in fretta tra le lezioni e il tempo libero passato a studiare in biblioteca o a passeggiare per il parco, e prima che Scorpius potesse rendersene conto era già arrivata l'estate. La notizia della disastrosa festa di Capodanno a casa Malfoy, che era stata sulla prima pagina di giornali e riviste per diversi giorni, dopo esser passata di bocca in bocca anche per tutta la scuola ed esser stata stravolta in ogni modo possibile e immaginabile, fu finalmente dimenticata, sostituita da nuovi pettegolezzi. La rissa tra James e Bartholomew Wilkes aveva acceso una nuova rivalità sia tra Grifondoro e Serpeverde che tra gli amici dei Potter e un gruppetto di ostili Serpi che ancora non vedevano di buon occhio Albus né tantomeno il resto della sua famiglia. Scorpius si era dato da fare per cercare di appianare almeno la rivalità all' interno della loro Casa, ma anche quella con il tempo sembrò quietarsi, complice forse la vittoria dei Serpeverde al campionato di Quidditch.

Anche gli esami di fine anno arrivarono e passarono senza grossi problemi. Logan si era premurato di aiutare gli altri ragazzi Serpeverde nello studio, con Patricia, una loro compagna, a dargli man forte. In quelle sere in sala comune si vociferava che i due si fossero fidanzati, tuttavia Scorpius sapeva che in realtà non era così poiché Logan stesso lo aveva confessato a Magnus, ammettendo però che, vista la sua cotta per la ragazza in questione, non aveva mai cercato di smentire il pettegolezzo. Così, grazie alle ore di ripasso con loro, tutti i ragazzi del primo anno finirono l'anno scolastico togliendosi senza troppa fatica il peso degli esami e riuscendo a godersi appieno gli ultimi giorni ancora insieme.

Le vacanze estive iniziarono inaugurate da saluti lacrimosi e promesse dell'ultimo minuto scambiati sul binario 9¾. Per Scorpius quelle vacanze significavano uno splendido viaggio in America insieme ai suoi genitori, dove avrebbero visitato il MACUSA, la sede del corrispettivo americano del Ministero della Magia, e il più antico allevamento di Crup, sopravvissuto in gran segreto anche ai secoli di segretezza dei maghi in seguito alla legge di Rappaport. Purtroppo, però, voleva dire anche che avrebbe dovuto passare diversi mesi lontano da molti dei suoi amici: contava di riuscire a vedere alcuni di loro, tra cui sicuramente Logan, ma ci sarebbe voluto uno di quei famosi miracoli per riuscire a vedere Albus.

Anche le vacanze alla fine passarono. I gufi dei suoi amici riuscirono a raggiungerlo fino a New York, qualcuno recapitando insieme alla lettera anche qualche souvenir, tuttavia non una sola lettera arrivò da casa Potter. Scorpius non si stupì: i rapporti tra le loro famiglie erano diventati tesi come corde di violino. I giornali erano stati inclementi sia vero i Malfoy che, in modo particolare, verso i Potter. Nessuno aveva fatto vere e proprie dichiarazioni sul passato dei Malfoy o dei Wilkes, anche se le allusioni su quale potesse essere il motivo di quella festa erano state tutt'altro che velate; al contrario invece James Potter era stato dipinto come un ragazzo incline alla violenza, ribelle soprattutto verso la propria famiglia e con un distorto senso della giustizia nato, a quanto riportato, da insegnamenti dati da un padre ancora accecato da vecchi rancori.
Alla fine, comunque, nemmeno Scorpius aveva cercato di contattarlo. I suoi genitori non glielo avevano espressamente vietato, ma tutta quella situazione ancora lo agitava e non desiderava mettere né Albus né se stesso in difficoltà.

Rivederlo sul binario 9¾ quel primo settembre, dopo tutti quei mesi di silenzio, fu quindi piuttosto strano. Lo notò subito, circondato da quella folla di parenti da cui tutti stavano ad un rispettoso passo di distanza, nonostante il binario fosse gremito di gente e bauli. Anche Albus lo vide subito. Girò la testa per guardarlo esattamente nel momento in cui Scorpius posò gli occhi su di lui, quasi come se Albus fosse stato una bussola e lui il suo Nord. Il sorriso che si rivolsero era impacciato, un po' timido, ma sincero. Scorpius fu il primo a interrompere quel contatto. In imbarazzo si era messo a fissare i suoi abiti, senza nemmeno più stare a sentire le raccomandazioni che suo padre stava sciorinando da un po' di tempo a quella parte.
Non era sicuro di essersi vestito come un vero Babbano. Aveva indossato un normalissimo maglione verde bottiglia sopra un paio di pantaloni di velluto neri e mocassini in pelle di drago imposti da suo padre. In quelle occasioni gli tornava sempre in mente la risata di Albus quando aveva dato una sbirciata dentro al suo baule, accompagnata da un misto di divertimento e vergogna.

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